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Iemmello indica la strada: “Meglio zoppicare sulla strada giusta che camminare su quella sbagliata”

Scritto da Redazione

Il capitano sulla sua pagina Instagram chiama a raccolta il Catanzaro: fiducia, equilibrio e lavoro per ripartire

Due sconfitte, tante indicazioni: il Catanzaro deve ritrovare equilibrio e fiducia

La sconfitta di Pisa arriva dopo quella di Vicenza e lascia il Catanzaro ancora fermo a zero punti. Due partite, due risultati negativi, ma anche due gare profondamente diverse che, paradossalmente, hanno raccontato qualcosa di importante sulla squadra di Gorgone e sulle difficoltà che i giallorossi dovranno affrontare in questo complicato avvio di campionato.
La piazza giallorossa deve essere consapevole che l’inizio non sarà semplice. E non soltanto per quanto visto in campo. Il calendario ha infatti concentrato nelle prime cinque giornate ben quattro trasferte, lasciando al Catanzaro una sola partita interna nell’arco di un mese. Un percorso iniziale già impegnativo, reso ancora più delicato dalle problematiche legate alla costruzione di una squadra profondamente rinnovata.

A Vicenza un’ora da protagonista, poi il crollo

La gara di Vicenza aveva raccontato un Catanzaro capace per circa un’ora di dominare la partita, imponendo il proprio gioco e mettendo in difficoltà un avversario tutt’altro che trascendentale. Eppure, alla distanza, i giallorossi hanno pagato dazio, fino a perdere una partita che sembrava poter essere indirizzata diversamente.
In quella circostanza sono emersi con chiarezza alcuni limiti della rosa, soprattutto nella possibilità di cambiare volto alla squadra durante la gara. Le sostituzioni, forse anche quelle arrivate con qualche minuto di ritardo, non hanno prodotto l’effetto sperato e il Catanzaro ha finito per perdere energie e riferimenti proprio quando l’avversario è cresciuto.

A Pisa una partita diversa

A Pisa il copione è stato differente. Il primo tempo, di fatto, è stato giocato male dal Catanzaro, che ha concesso troppo spazio ai nerazzurri e ha sofferto soprattutto quando la squadra di casa è riuscita ad attaccare centralmente e a sfruttare le fasce.
Pigliacelli è stato decisivo in più di un’occasione, soprattutto nella prima frazione, evitando che il passivo potesse diventare ancora più pesante. Il Pisa ha trovato spazio per le proprie percussioni centralmente, dove Correa ha avuto modo di incidere, ma anche sulla corsia sinistra, dove Candela e Ruggero ma anche Alesi, hanno faticato a trovare le giuste contromisure a Tramoni e Angori.
Il Catanzaro, però, quando è riuscito a superare la metà campo avversaria, ha dimostrato di poter essere pericoloso. È mancata soprattutto la concretezza negli ultimi metri, con Iemmello ancora una volta a mettere la firma sull’unica vera certezza offensiva di questa squadra, in attesa di Pecorino.

Dorval e Tchakaouni: piccoli accorgimenti, indicazioni importanti

Alcuni correttivi tattici, però, hanno mostrato quanto possa essere importante trovare rapidamente gli equilibri giusti.
Lo spostamento di Dorval sulla destra ha contribuito a frenare una delle armi più pericolose del Pisa, mentre l’inserimento del giovane Tchauna ha dato maggiore sostanza alla squadra. Il ragazzo ha inevitabilmente pagato qualcosa in termini di esperienza nella categoria, ma è bastato il suo atteggiamento per offrire a Petriccione un riferimento in più, un appoggio nella fase di non possesso e una soluzione che gli ha consentito di liberarsi maggiormente nella costruzione del gioco con effetti positivi anche per Mosti nelle sue percussioni offensive.
E proprio Mosti, oltre a trovare il gol poi cancellato dal Var, ha costruito insieme a Iemmello l’occasione più importante per il possibile pareggio.
Sono segnali dai quali bisogna partire.

L’aggressività può diventare un’arma a doppio taglio

Il Catanzaro ha nella propria spregiudicatezza una caratteristica che, se accompagnata dal giusto equilibrio, può rappresentare un valore. Ma in questo momento della stagione può diventare anche un’arma fatale.
Concedere spazi agli avversari, lasciare distanze eccessive tra i reparti e permettere agli avversari di ripartire con campo aperto può essere letale in un campionato come quello di Serie B.
I primi 180 minuti della stagione hanno evidenziato proprio questo: il Catanzaro può essere pericoloso quando riesce a portare uomini nella metà campo avversaria, ma deve trovare il modo di farlo senza scoprirsi troppo. L’equilibrio, oggi, è probabilmente la parola più importante.

La piazza deve sostenere, senza nascondere i problemi

In questo momento il tifoso giallorosso, così come i media che seguono quotidianamente la squadra, ha soprattutto un’arma: sostenere.
Questo non significa, però, negare ciò che non funziona. Significa concedere alla squadra e a Gorgone le attenuanti del caso, senza nascondere le difficoltà.
Questa è una squadra nuova in larga parte. I calciatori sono arrivati in momenti differenti e non hanno avuto la possibilità di effettuare una vera preparazione insieme. Lo sa Gorgone, lo sa la società e lo sa anche il direttore sportivo.
L’auspicio è che alla chiusura del mercato possa arrivare chi è realmente in grado di aiutare questa squadra, aumentando le alternative e la qualità dell’organico. Allo stesso tempo, bisognerà spegnere quei “bollori” di chi, allettato da altre proposte, rischia di non avere più la necessaria concentrazione e partecipazione al progetto.

Tempo a Gorgone e fiducia nel gruppo

Non si tratta di voler vedere o non vedere lo stato delle cose. Nel calcio, e soprattutto in un torneo di Serie B difficilissimo, spesso bisogna fare di necessità virtù.
Lo ha fatto Caserta all’inizio della sua esperienza, lo ha fatto Aquilani e lo aveva fatto anche Vivarini dopo la pesante sconfitta interna contro il Parma. La storia recente insegna che una squadra può cambiare rapidamente il proprio percorso quando riesce a ritrovare fiducia, autostima e consapevolezza dei propri mezzi.
Per questo Gorgone deve avere il giusto tempo e soprattutto la serenità necessaria per lavorare. Dovrà confrontarsi con i leader indiscussi di questa squadra, ascoltarli e trovare insieme a loro le soluzioni migliori.
Lo zero nella casella della classifica fa male, inutile negarlo. Ma non deve diventare un macigno.
Una vittoria, o anche semplicemente una prestazione convincente, può cambiare il corso di un campionato. Basta ricordare il pareggio di Bari dell’era Caserta o la vittoria contro il Palermo con Aquilani: da lì, attraverso l’autostima e la consapevolezza dei propri mezzi, arrivarono risultati importanti.
Una vittoria a Bolzano, se per assurdo dovesse arrivare, significherebbe seguire proprio quel percorso: quello di una squadra che, dopo un avvio difficile, riesce a cambiare inerzia e a ripartire.

Fiducia sì, ma senza nascondere ciò che non va

Il compito di questo momento è dunque duplice: infondere fiducia, ma contemporaneamente non nascondere i problemi.
Il primo riguarda la necessità di completare e rinforzare l’organico. Il secondo è trovare le giuste misure tattiche per evitare di ripetere gli errori emersi in questi primi 180 minuti di campionato.
Non servono processi, così come non servono illusioni. Serve equilibrio. Serve tempo. Serve lavoro. E serve una piazza capace di accompagnare la squadra in un momento che, calendario alla mano, si presenta tutt’altro che semplice.


Pisa Padova e Pisa Catanzaro, dai statistici importanti.


Il paradosso arriva proprio dai numeri e dal confronto con la gara precedente del Pisa contro il Padova, partendo dal presupposto che il Pisa poichéretrocessa è una delle candidate alla promozionne.
I nerazzurri, contro i veneti, hanno perso 0-1 pur avendo prodotto 22 conclusioni, mentre il Padova ha trovato la vittoria (infortunio di Conflente) con appena due tiri nello specchio. Contro il Catanzaro, invece, il Pisa ha concesso ai giallorossi sette conclusioni in porta, ma è riuscito a vincere 2-1. Numeri che spiegano come nel calcio non sia sufficiente contare i tiri o il possesso: conta la qualità delle occasioni, la capacità di sfruttarle e, soprattutto, ciò che si concede all’avversario. Il Catanzaro è stato capace di rendersi pericoloso, ma ha pagato a caro prezzo gli spazi lasciati al Pisa e le distanze tra i reparti. È proprio su questo equilibrio che Gorgone dovrà lavorare, perché in Serie B concedere campo e ripartenze può diventare un lusso che nessuna squadra può permettersi.

A indicare la strada, ancora una volta, è il capitano.

Pietro Iemmello non è soltanto l’uomo simbolo del Catanzaro. È un tifoso come tutti noi, uno che conosce il peso di quella maglia e il significato che assume per un’intera città.
E allora prendiamo per buona una frase che il capitano ha affidato ai social e che, in questo momento, sembra racchiudere perfettamente lo stato d’animo con cui affrontare questo difficile avvio:
“Meglio zoppicare sulla strada giusta che correre su quella sbagliata.”
Una frase che significa tanto. E se a dirla è Iemmello, allora non ci resta che seguirlo, esattamente come hanno fatto gli Ultras ieri appalaudendo i ragazzi.

Redazione 24

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