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La presentazione del neo allenatore Calabro

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La conferenza stampa di presentazione si è conclusa in un clima sereno e disteso, il neo allenatore Antonio Calabro ha detto di essere orgoglioso di guidare le aquile

Diego Foresti:

Oggi è una giornata importante perché si sono fatti tanti nomi ma alla fine presentiamo mister Calabro che conosco bene in quanto abbiamo lavorato un anno e mezzo a Viterbo. Scelta condivisa con la proprietà e il direttore sportivo.

Nel momento in cui sono arrivato, Calabro era già sul taccuino della società, io ho confermato quanto di buono si diceva sul mister. Questo sodalizio porterà sicuramente qualcosa di buono. Chiunque fosse venuto in panchina, sarebbe stato uno che avrebbe portato qualcosa in più sul piano dell’intensità.

Questa piazza ha bisogno di entusiasmo e la scelta di mister Calabro è stata fatta soprattutto sull’uomo, sulla persona e sul modo di operare per la capacità di trasmettere alla squadra quel qualcosa che è mancato nella stagione precedente. 

Massimo Cerri:

Volevamo un allenatore che trasmettesse qualcosa. La scelta di Calabro secondo me esprime in maniera chiara l’impronta di questa stagione: attaccamento alla maglia e grinta per trascinare la gente che ci vedrà allo stadio. Inoltre Calabro ha già vinto, a prescindere dalla categoria, e vincere non è mai semplice. 

Antonio Calabro:

Ringrazio la famiglia Noto per avermi scelto. Ringrazio il DG Foresti al quale mi lega un rapporto umano sincero e molto stretto. Ringrazio anche il DS Cerri che mi ha sempre dimostrato stima a livello umano e professionale. È un onore essere qui a Catanzaro.

Sento il peso di questo ruolo per il passato è l’orgoglio di questa città. Quando mi hanno chiamato ho avuto una visione: il Catanzaro non può stare in questa categoria. Mi aspetto una simbiosi tra squadra, tifosi e società con la gente che è orgogliosa di vedere giocare i proprio calciatori.

Non voglio fare promesse che non posso mantenere. Preferisco partire in sordina, fare un percorso che nel tempo ci porterà soddisfazioni. So come si vince. Ci vuole una grande proprietà, e qui c’è. Ci vogliono ottimi dirigenti, e ci sono. Ci vogliono calciatori dispositivi a sacrificarsi. Tutti dovranno togliersi qualcosa per darla al Catanzaro.  

Per me Catanzaro è un orgoglio!

Nella mia esperienza di allenatore ho sempre variato molto in base agli uomini a disposizione. Si costruisce la squadra con quello che serve pensando al fatto che le gare vivono di momenti diversi e le squadre devono essere in grado di adattarsi. La squadra non può avere un solo timbro, ma deve essere pronta a fare tutto nell’arco della stessa partita.

Per vincere c’è bisogno di un gruppo storico che dia seguito alla strategia di comunicazione promossa dallo staff tecnico. Serve gente che ci aiuti ad indicare un percorso e secondo me questa squadra ha già al suo interno giocatori che possano fare al caso nostro. 

Auteri per me è stato un riferimento all’inizio della mia carriera, sulla difesa a tre e sull’atteggiamento offensivo. Anche Logiudice è una persona della quale ho stima, siamo stati compagni. Non voglio esprimere giudizi sulla passata stagione perché bisogna esserci dentro. 

Quando fai stagioni importanti per competere al raggiungimento di un obiettivo, cambia anche il senso di una sconfitta o una vittoria. Per me è come vivere o morire. 

Io voglio i tre difensori più forti che possiamo prendere al momento anche se il direttore, per esigenze di mercato, sta attenzionando l’attacco perché i movimenti di mercato del reparto avanzato sono quelli che si fanno per primi. 

Lo staff tecnico si completa con l’allenatore in seconda Villa, il preparatore atletico Talotta, per il recupero infortuni si è scelto Raione e infine l’allenatore dei portieri Mirarchi.

Calabro Foresti

Il dg Foresti e il neo tecnico Calabro

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