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Monopoli Catanzaro 0-0: l’analisi tecnico-tattica

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Scritto da Davide Greco

Per il Catanzaro si è trattato del primo pareggio stagionale e della prima partita che ha visto il pallino del gioco in mano agli avversari. Gara sottotono e con pochi spunti.

Per la prima volta non si è divertito nessuno. Al Veneziani non si è visto il bel gioco cui i tifosi giallorossi erano ormai abituati e ovviamente è mancato ancora il gol, ma il risultato di parità è apparso giusto e probabilmente accontenta tutti perché quanto meno muove la classifica.

La sterilità offensiva del Catanzaro non sembra in via di guarigione, però l’involuzione del gioco non è passata inosservata. Il Monopoli ha mantenuto una forte intensità di gioco per più di un’ora concedendo pochi spazi e abbassando il baricentro solo nella parte conclusiva del match.

Il pallino del gioco in mano agli avversari

Dai primissimi minuti si è capito che sarebbe stata una partita molto complicata. Se nelle gare precedenti avevamo ammirato e applaudito la capacità del Catanzaro di dettare i ritmi e imporre il proprio gioco, a Monopoli è accaduto il contrario.

I biancoverdi si sono subito mostrati più determinati dei giallorossi sia nella costruzione della manovra che nella chiusura degli spazi.

Cercato ripetutamente dai compagni, Mangni è stata una vera spina nel fianco. Il numero 17 biancoverde ha messo in apprensione la difesa del Catanzaro brillando per la caparbietà con cui difendeva il pallone e si prodigava in dribbling e conclusioni degne di altri palcoscenici.

Nella prima frazione di gioco abbiamo contato ben 4 occasioni pericolose ad opera di Mangni e un paio per Gerardi. Il Catanzaro si è visto solo alla mezz’ora con un tiro da fuori di Giannone e poco più tardi con una punizione a giro, terminata di poco alta, ancora del numero 10 giallorosso.

La strategia in mezzo al campo

Nelle rispettive conferenze stampa pre-match, Scienza e Auteri si sono scambiati i consueti salamelecchi ma in mezzo al campo è stata battaglia vera.

Le scelte del tecnico del Monopoli si sono rivelate azzeccate perché ha intasato la linea mediana facendo giocare Paolucci a ridosso dei due centrocampisti Zampa e Scoppa più il supporto di De Franco che ha tenuto alta la linea di difesa impostando la manovra con grande autorevolezza.

La mossa dicevamo si è rivelata azzeccata visto che è servita a chiudere il raggio d’azione di De Risio e Maita finendo per isolare il tridente offensivo giallorosso. Auteri è corso ai ripari intorno al 25esimo del primo tempo scambiando di posizione Kanoutè e Fishnaller, ma a parte un paio di palloni sdradicati dai piedi dell’avversario, del bolzanino si sono presto perse le tracce.

Sulle fasce c’è stato un sostanziale equilibrio con Statella e Donnarumma da una parte, Rota e Favalli dall’altra. I laterali di centrocampo hanno duellato fino allo stremo delle forze annullandosi a vicenda. Qualcosa in più ha fatto Rota che è riuscito a crossare un paio di palloni invitanti, ma l’agonismo l’ha tradito quando ha cercato il faccia a faccia con Maita che gli è costato il giallo.

Pericolanti e pericolosi

Potremmo dire che la contesa sulla mediana ai punti premia il Monopoli, ma nel calcio bisogna fare un gol più dell’avversario. Stando al numero delle occasioni sono stati davvero pochi gli episodi chiave della partita.

Entrambe le squadre hanno cercato la via del gol affidandosi all’estro dei propri avanti, ma di vere azioni corali iniziate e concluse bene non ne abbiamo registrata nemmeno una.

Da ambo le parti si è sofferto tanto negli ultimi 25 metri dove la manovra veniva interrotta da un raddoppio di marcatura, da un appoggio maldestro cui seguiva un capovolgimento di fronte, da un disimpegno errato cui un compagno poneva riparo e infine dalla capacità dell’avversario nelle chiusure.

Cosi nella ripresa, quando i ritmi sono un po’ calati, si è assistito a un numero indefinito di lanci lunghi che qualche volta erano preda della difesa e qualche volta mettevano in risalto la giocata del singolo.

Le due occasionissime capitate sulla testa di Gerardi e D’Ursi sono stati due lampi a ciel sereno, nati più dalla imprevedibilità del mettere una palla in mezzo che dalla reale volontà di servire un compagno che si era creato lo spazio.

Tutto questo ha determinato uno scialbo pareggio dove entrambe le contendenti sono passate dal capitolare rovinosamente al fare bottino pieno. Pari e patta, giusto così.

I motivi di questa involuzione

Il Catanzaro ha dunque sofferto, non trovando le geometrie di gioco che in altre partite sono apparse del tutto naturali, quasi innate.

Alla domanda sul perché di questa involuzione del gioco possiamo rispondere che il Monopoli è stato abile nel tenere il ritmo alto chiudendo gli spazi e intasando la linea mediana. Ed è proprio questo che ci ha fatto soffrire.

Non riuscendo ad orchestrare una manovra pulita, il Catanzaro ha badato a contenere gli avversari cercando di sfruttare qualche rapida ripartenza, ma la difesa biancoverde è stata sempre all’altezza della situazione.

Per i giallorossi Maita si è ampiamente meritato la palma di migliore in campo, ma non va sottovalutata la linea di difesa che ha visto sfoderare una buona prestazione da parte dei tre protagonisti.

Maluccio il tridente offensivo, che è stato tagliato fuori dal gioco da un baricentro basso e dai numerosi raddoppi di marcatura che sono valsi a rendere inoffensivo l’asse Giannone-Statella costringendo peraltro Kanoutè a decentrarsi senza trovare riferimenti utili.

L’ingresso di Ciccone e D’Ursi ha rimesso un po’ in ordine l’equilibrio del match, ma sulle fasce è mancato il supporto necessario per far male agli avversari.

Quali miglioramenti è lecito attendersi?

Tirando le somme e al netto della rosa a disposizione, sono diverse le lacune nell’organico o nell’impianto di gioco del Catanzaro.

Con questo non vogliamo puntare il dito sui singoli, ma forse potrebbe essere arrivato il momento di studiare qualche movimento nuovo. Qualche geometria o posizionamento che gli avversari non possano prevedere studiandola a tavolino.

In tal senso bisogna approfondire i movimenti di Celiento che è l’unico in grado di creare superiorità nella trequarti avversaria quando la difesa sale palla al piede. Proprio la capacità dei difensori di proporsi pericolosamente in avanti è stata avvalorata da un’incursione centrale di Figliomeni a inizio ripresa.

A questo Catanzaro manca la ripartenza e la capacità di mettere Kanoutè e D’Ursi nell’uno contro uno sui corridoi esterni. Per quanto i lanci lunghi possano essere una fitta nel cuore di chi predilige la palla a terra, dovremmo sfruttare meglio l’esplosività dei nostri velocisti. Cosa che contro il Monopoli è mancata nonostante giocasse con la linea di difesa alta.

Giannone è l’unico del reparto offensivo a non essere stato impiegato in posizione centrale. L’intesa con Statella sull’out destro è subordinata alla pericolosità offensiva degli avversari che in talune partite ha costretto il nostro numero 11 a giocare decisamente arretrato nonostante le doti offensive.

Infine è stato interessante (e magari da riproporre) l’esperimento di Auteri che negli ultimi 20 minuti ha mandato in campo Iuliano schierando Maita fra le linee e cercando di sfruttare la freschezza di Ciccone e D’Ursi. I tre sono riusciti a confezionare un paio di buona ripartenze più l’occasionissima divorata da Eugenio.

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Davide Greco

6 Commenti

  • … Davide disamina condivisibile.. penso che il recupero con la Reggina sia quasi fondamentale per capire se questa involuzione è legata al momento , al monopoli, a noi che tra assenze e mancanze difensive e offensive non siamo ne carne ne pesce… ho visto le immagini della reggina con la juve stabia ( meritava di perdere quest ultima) , ma penso che cn tre innesti tra difesa , centrocampo , e attacco cè la giochiamo con tutti ( escluso catania)…

  • Squadra “leggerina”. Tecnica sicuramente, ma poco cinica e “cattiva” quando serve. Il punto di Monopoli fa più morale che classifica, ma a livello di gioco c’è stata una netta involuzione rispetto alle precedenti uscite. Forse il punto, il non perdere era troppo importante, stavolta. Mi attendo una nuova importante crescita, ed un ritorno al gioco propositivo di Auteri. Più i gol, anche senza un bomber di razza, che continua a mancarci come il pane, ahimè.

  • Il bomber ci manca, però non credo che possa essere ridotto tutto a questo, l’altoatesino ma anche gli altri i loro gol li hanno sempre fatti e sono molte le squadre che giocano, con ottimi risultati, senza la torre centrale, forse ci manca anche qualcuno che salti l’uomo negli ultimi 30metri, Maita poi è bravissimo però è un regista basso, poche volte fa l’assist deciso. Infine li vedo un po’ lenti, quando arriviamo davanti alla porta siamo ormai chiusi.
    Il tempo comunque c’è, diamo fiducia ad Auteri e speriamo che si ripigli Infantino che se sta bene una mano la può dare, anche se non segna almeno si porta dietro uno o più avversari

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