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Partita giudiziaria

Scritto da Redazione
Dalla vicenda-Pomezia ai fallimenti di Uesse ed Effeccì: le complesse sfide del Catanzaro nelle aule dei tribunali

Pomezia è una cittadina di 60.000 anime. Adagiata alle porte di Roma, scivola fino al mare di Tor Vajanica. In continua crescita demografica, accoglie tra le sue braccia tante persone – soprattutto giovani – “espulse” dal feroce mercato immobiliare romano. Coi soldi della vecchia Cassa del Mezzogiorno e con l’edilizia ha vissuto un caotico e rapido sviluppo economico. Come città è persino più giovane dell’US Catanzaro, ma ospita anche alcune multinazionali. Tra le più importanti realtà pometine c’è il Gruppo Di Mario, operante nel settore dell’edilizia e non solo, che qualche anno fa acquista il Pomezia Calcio e lo porta dalla Promozione fino all’approdo tra i professionisti nella scorsa estate. La squadra laziale riveste subito il ruolo di matricola terribile. A dicembre passeggia al “Ceravolo” piegando con un gol per tempo il Catanzaro, nella giornata della clamorosa protesta dei giocatori giallorossi, tutti seduti per terra al fischio d’inizio.

LA CRISI – Ma dopo il giro di boa inizia il calo del Pomezia. Le voci di una crisi economica si rincorrono. Il resto è storia degli ultimi giorni: il deferimento, (-15, oltre a un -1 per il mancato pagamenti dei contributi per gli stipendi). Il procuratore Palazzi preannuncia ricorso alla Corte Federale, dopo aver chiesto la retrocessione all’ultimo posto in classifica del Pomezia. Inizia una querelle stucchevole tra alcuni ambienti dell’Effeccì Catanzaro e la società laziale che, con un comunicato durissimo, replica ad alcune dichiarazioni oggettivamente fuori luogo di Aloi.

GUERRA TRA POVERI – Fuori luogo per motivi di decenza, più che di eleganza. L’Effeccì Catanzaro si è iscritto a questo campionato regolarmente, ma solo grazie a un diluvio di fondi pubblici (e privati) e senza una proprietà. L’Effeccì Catanzaro è fallito a stagione in corso e, solo grazie a un discutibile “regalo” del tribunale che ha concesso l’esercizio provvisorio, sta continuando un campionato senza senso. Un campionato che ha portato i tifosi giallorossi a conoscere i numeri negativi in classifica. Una stagione contrassegnata da proteste clamorose di tifosi e calciatori, da vergognosi titoli dei giornali nazionali, dallo stadio chiuso, dagli stipendi non pagati e dai contributi evasi, dai sette punti di penalizzazione, dai cinque punti in classifica che non consentono neanche di arrivare al derby-spareggio con la Vibonese. Il Catanzaro saluterà i professionisti sul campo col minimo storico di punti in un campionato con una sola retrocessione e col livello tecnico più basso di sempre.

IL SILENZIO È D’ORO – Ricordati i motivi per cui questo Effeccì non meriterebbe di giocare neanche un minuto in più in Lega Pro, sarebbe il caso che anche a Pomezia riflettessero prima di cimentarsi in improbabili acrobazie dialettiche. Con un comunicato di risposta alle dichiarazioni di Aloi, la società laziale «precisa che, come ampiamente e incontrovertibilmente provato in sede processuale, l’atto oggetto di provvedimento disciplinare nulla ha a che vedere con l’iscrizione al campionato». Ma la sentenza della Disciplinare non dice esattamente la stessa cosa.  Parla di «violazione dell’art. 8,  comma 4,  CGS (ndr: quello sulla falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi per ottenere l’iscrizione al campionato), in quanto in mancanza della documentazione prodotta la Società non avrebbe potuto conseguire il ripescaggio nel campionato 2010-2011 di Lega Pro, Seconda Divisione». Per questa violazione il ventaglio di sanzioni (art. 18 CGS, commi g, h, i, l) va dalla penalizzazione in classifica fino all’esclusione dal campionato. La Procura aveva richiesto una sanzione intermedia: la retrocessione all’ultimo posto. La Disciplinare ha ritenuto afflittiva la sanzione di 15 punti. Al di là della discutibile afflittività della pena, in un mondo normale e lontano dai tribunali, il Pomezia non giocherebbe tra i professionisti (a meno di non meritarlo sul campo) e Aloi non sarebbe l’allenatore del Catanzaro. A volte tacere sarebbe meglio.

IL RUMORE DEI FALLIMENTI – In attesa del messia che salvi l’Effeccì torna a far rumore il fallimento dell’US, datato 2006. Dopo quasi 5 anni arriva la notizia della , ai quali la GdF ha sequestrato preventivamente circa 6 milioni di euro. UsCatanzaro.net seguirà naturalmente la vicenda, cercando come sempre di informare con correttezza i tanti tifosi rimasti traumatizzati dalla scomparsa dell’Uesse. La sentenza sportiva, purtroppo, la diede il campo con due retrocessioni vergognose e la scomparsa della squadra calabrese più amata. Le sentenze giudiziarie non spettano agli organi di informazione e ci interessano meno. Resta solo un fastidioso rumore di sottofondo di chi ancora ripropone ricette vecchie e, nel migliore dei casi, inadeguate pur di vedere rotolare un pallone sul prato del “Ceravolo”. Resta l’impossibilità di parlare di calcio, se non passando per le aule dei tribunali sportivi. Resta il senso d’impotenza e di rassegnazione davanti a una città schiacciata tra due fallimenti. 

Ivan Pugliese

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