Catanzaro News

Pisa, l’inizio di un nuovo percorso con Aquilani

Scritto da Emanuele Mongiardo

Con la fine della scorsa stagione, il Pisa ha scritto la parola fine su quello che probabilmente è stato il ciclo più importante della sua storia recente. Con la chiusura del campionato 2022/23, infatti, la società toscana ha deciso di separarsi da Luca D’Angelo, un allenatore entrato a pieno titolo nella storia dei nerazzurri, che aveva dapprima condotto alla promozione dalla C alla Serie B e che aveva poi trascinato fino alla finale dei playoff di cadetteria contro il Monza, persa peraltro in maniera sfortunata.

Insomma, D’Angelo ha saputo portare il Pisa alla soglia della Serie A. A dimostrare il suo impatto sulla squadra e la sua presa su tutto l’ambiente, però , c’è soprattutto la scorsa stagione. D’Angelo e la dirigenza si erano già separati dopo i playoff del 2022 contro il Monza. Il Pisa aveva assunto un tecnico con anni d’esperienza in Serie A come Rolando Maran, che però non aveva saputo creare una squadra competitiva. Il Pisa a inizio campionato si barcamenava in zona retrocessione e così la società era stata costretta a dare il benservito a Maran e a richiamare D’Angelo. Anche lo scorso anno, nonostante le difficoltà iniziali, il tecnico aveva saputo ridare un’identità alla squadra: il Pisa alla fine non ce l’ha fatta a raggiungere i playoff, ma ha comunque disputato una stagione dignitosa e tranquilla, risultato per nulla scontato viste le premesse.

Alla fine, però, D’Angelo ha dovuto abbandonare in maniera definitiva l’Arena Garibaldi. Oggi siede sulla panchina dello Spezia, chiamato in corsa per sostituire Alvini, mentre il Pisa ha deciso di affidarsi ad Alberto Aquilani. Scegliere un allenatore emergente è sempre una scommessa rischiosa, ma in questo caso, forse, un po’ di più.

Di Aquilani si parla già dallo scorso anno come di uno degli allenatori più promettenti del panorama italiano, forte degli ottimi risultati conseguiti con la Primavera della Fiorentina (nella quale ha puntato molto sul “nostro” Dimo Krastev). Aquilani, però, è un allenatore che sembra piuttosto dogmatico e attaccato alle proprie idee: amante del gioco di posizione di marca catalana, vuole che i suoi in campo occupino sempre determinate posizioni per avanzare in maniera ordinata col pallone. Un tipo di approccio che non sempre è applicabile a tutti i giocatori e che rischia di essere rigettato. Così si spiega la poca continuità di risultati del Pisa, che al momento occupa l’undicesimo posto, in una classifica, va detto, in cui pochi sembrano in grado di ottenere lunghe strisce di risultati positivi.

Come gioca il Pisa

Di solito Aquilani preferisce partire con la difesa a quattro, declinata secondo un 4-2-3-1 o un 4-3-3. Qualche volte, in stagione, ha puntato anche sul 3-4-2-1, ma nelle ultime gare si è sempre affidato alla linea a quattro.

Al di là dei numeri, comunque, il Pisa cerca di seguire dei principi chiari e inderogabili nella disposizione in campo: due giocatori devono costantemente occupare l’ampiezza, così da smagliare le linee avversarie, e contemporaneamente bisogna occupare anche i corridoi intermedi alle spalle della punta. L’obiettivo è muovere il pallone così da raggiungere i compagni alle spalle delle linee avversarie.

In fase di prima costruzione capita spesso che i terzini stringano per diventare centrocampisti aggiunti, come accade con gli allenatori che, sulla scorta di Guardiola, vogliono praticare questo tipo di calcio.

Idealmente, quindi, il Pisa è una squadra che vuole dominare con il pallone, in maniera, in teoria, simile al Catanzaro di Vivarini. Mentre i giallorossi, però, sanno essere fluidi nell’occupazione degli spazi e sanno ad occhi chiusi come muoversi all’interno del sistema, il Pisa è una squadra più rigida. Vista l’attitudine dei toscani, non è detto che Vivarini non voglia concedere agli avversari più possesso rispetto al solito.

Al di là dei sistemi di gioco, comunque, il Catanzaro dovrà prestare particolare attenzione agli spunti di ali e trequartisti nerazzurri, in particolare Tramoni, non sempre titolare ma comunque uno dei migliori dribblatori di tutto il campionato.

Insomma, il Pisa è in B ormai da diverse stagioni ma il Catanzaro ha il vantaggio di vivere una fase più avanzata del proprio progetto. Azzannare la partita, sabato, sarà obbligatorio.

Autore

Emanuele Mongiardo

Scrivi un commento