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Potenza-Catanzaro: sarà cambiato qualcosa dal campionato?

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I lucani hanno trionfato in campionato per 2-0 sia all’andata che al ritorno

Se dovessimo affidarci solo al campionato per esprimere una previsione sul prossimo Potenza–Catanzaro allora ci sarebbe poco da dire. Vincerebbero i lucani, in grado di sconfiggere i giallorossi per 2-0 sia all’andata che al ritorno. Al “Viviani” le squadre si sono affrontate già tredici volte, con tre vittorie a testa  e dieci pareggi.

Gli uomini di Raffaele sono un avversario ostico per chiunque, in particolare per i giallorossi. Non segnano molto – 36 gol, cinque in meno dei giallorossi – ma subiscono davvero poco: il Potenza è, infatti, la terza miglior difesa del campionato, con sole 23 reti incassate. Il Catanzaro, quest’anno, sia con Auteri che con Grassadonia, ha avuto difficoltà a scardinare sistemi difensivi chiusi, in grado di intasare il centro del campo con molti uomini e di rallentare il gioco. Il Potenza è una squadra capace di metterne a nudo come poche i difetti in fasi di attacco statico. I rossoblu adottano lo stesso modulo delle aquile, il 3-4-3, ma la propensione è meno aggressiva senza palla. La squadra si chiude con un blocco compatto nella propria metà campo e nega spazi tra le linee in cui sviluppare le trame offensive.  Gli ottimi numeri difensivi sono frutto dell’attenzione collettiva alla fase di non possesso, ma anche delle doti individuali, con mediani e difensori centrali possenti e in grado di farsi valere nei contrasti e nel gioco aereo.

Le qualità fisiche fanno la differenza anche in fase di possesso. Il Potenza ama soprattutto attaccare in transizione, per sfruttare il campo lungo dopo aver recuperato palla nella propria trequarti. Si cerca di raggiungere la porta nel modo più verticale possibile, spesso anche con un lancio sulla punta, Murano, per fargli proteggere palla e dare ad ali e mediani il tempo di accompagnare. Il gioco diretto è un principio valido anche nelle fasi di attacco posizionale, dove il Potenza spesso cerca di giocare sulle seconde palle per creare improvvisi break offensivi.

Il Catanzaro, soprattutto nelle ultime giornate, non era sembrato brillante né in fase di costruzione e rifinitura, né in fase di recupero del possesso. Per smagliare blocchi difensivi compatti come quello del Potenza spesso è necessario portare molti uomini oltre la linea della palla: i due tornanti in ampiezza per allargare la difesa, la punta per minacciare la profondità e le due ali e un mediano a occupare i corridoi intermedi tra centrali e terzini avversari alle spalle del centrocampo. In questo senso potrebbe essere utile cercare con continuità Carlini tra le linee, forse il migliore dei giallorossi a tenere palla nello stretto.

La condizione fisica, mentale e tattica delle squadre è un’incognita e chissà che aver già messo in moto le gambe col Teramo non abbia fatto bene al Catanzaro: Sarri, da sempre scientifico nella preparazione atletica delle sue squadre, ha detto che in questo periodo giocare ogni tre giorni può aiutare a riprendere subito il ritmo giusto. Se dovessimo affidarci solo al campionato, dicevamo, l’esito sarebbe scontato. Invece le partite a eliminazione diretta si sviluppano secondo logiche del tutto differenti. La capacità di saper interpretare i momenti e le richieste della gara diventa la caratteristica più importante. In questo senso, può rilevarsi decisivo il contributo di chi è abituato a giocare partite di questo tipo. Da gennaio il Catanzaro dispone di giocatori navigati in materia di playoff  e scontri diretti. Di norma, sui 90’, il talento pesa molto di più che sull’arco di 38 partite. La speranza è che fare previsioni sulla scorta del campionato sia fuorviante.

Il Potenza scenderà in campo col 3-4-3: Ioime tra i pali, con Silvestri, Emerson e Sales davanti a lui. I tornanti sono Coccia e Sepe, i mediani Dettori e Coppola. In attacco, al fianco di Murano agiscono Ricci e Golfo.

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Emanuele Mongiardo

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