Rassegna stampa

Rassegna stampa di giovedì 30 gennaio

Catanzaro nel caos

GAZZETTA DELLO SPORT

Regna il caos a Catanzaro, dopo l’inatteso fallimento dell’incontro
di martedì sera, in cui gli attuali azionisti avrebbero dovuto rinunciare
al loro diritto d’opzione in favore del gruppo-Tallarida.

LA TRATTATIVA IN FUMO – E’ accaduto, invece, che gli
aspiranti proprietari si sono presentati senza le concordate garanzie; che l’azionista
di maggioranza Mancuso ha accusato il socio di minoranza dottor Parente di nascondersi
dietro l’offerta di Tallarida; che s’è verificata una rottura
nel gruppo dei pretendenti acquirenti (il commercialista Signifredi, Tallarida
e Gioele Cavallaro); che al termine della riunione, davanti i tifosi in attesa
di notizie, ci sono state pesanti scambi d’accuse fra le parti interessate.
Il tutto avveniva nella completa indifferenza delle conseguenze d’immagine
del calcio locale.
PARENTE RICHIEDE LA SOCIETA’ – Sempre che non si verifichi
un’improvvisa svolta, favorita da un ritorno di buon senso, il Catanzaro
rischia seriamente il fallimento. Per evitare questa ipotesi, ancora una volta,
è ieri giunta l’iniziativa del dottor Claudio Parente (socio di
minoranza con il 45% delle azioni) che, dopo aver puntigliosamente ricapitolato
i termini della vicenda con particolare riferimento alla trasparenza delle proprie
azioni, rinnovava alla maggioranza azionaria l’offerta di rilevare la
società, come aveva in precedenza fatto in Consiglio d’Amministrazione.
Il professionista ricordava d’aver formalmente avanzato in precedenza
la richiesta di rilevare l’intero pacchetto azionario e che l’ex
presidente Mancuso aveva più volte dichiarato di volersi mettere da parte.
Il comunicato-stampa di Parente evidenziava, in alternativa, la “disponibilità
di rinunciare ad ogni tipo di opzione, credito ed altro” nel caso fosse
il socio di maggioranza Mancuso a decidere di continuare.
LA PRECISAZIONE DEL PRESIDENTE IN CARICA DOMENICO CAVALLARO
– Nella serata di ieri, il presidente in carica dottor Domenico Cavallaro,
al fine di fare chiarimento, convocava una conferenza-stampa, in cui sostanzialmente
diceva: “Nell’ultimo incontro della passata settimana, avevo espresso
il mio compiacimento, perché ritenevo che il trasferimento della società
si fosse sostanzialmente realizzato. Purtroppo, devo confermare il fallimento
dell’operazione, in quanto i presunti acquirenti non hanno presentato
le concordate garanzie ed invece di fideiussioni hanno esibito un libretto d’assegni.
Quindi, non è che gli azionisti non hanno voluto cedere, ma sono stati
loro a porsi nelle condizioni peggiori. Per quel che mi riguarda, li denuncerò
per mancanza di rispetto degli accordi pre-contrattuali.” Cavallaro, poi,
così proseguiva: “Personalmente, domani presenterò le mie
dimissioni, in quanto non c’è più la compattezza da parte
degli azionisti che mi hanno eletto. Ciò non m’impedirà
di verificare altre soluzioni, con in testa la rinnovata iniziativa del dottor
Parente, su cui conto di fornire una risposta entro 48 ore.” Poi, lanciava
una speranza: “C’è ancora il tempo di salvare il Catanzaro,
in quanto dalla eventuale messa in mora dei giocatori, decorrono 20 giorni per
pagare le competenze, mentre la ricapitalizzazione dev’essere materialmente
eseguita entro il 18 febbraio.”
LA DISPONIBILITA’ DI MANCUSO – Fra le comunicazioni
operate dal presidente Cavallaro, c’è stata anche quelle relativa
alla disponibilità di Mancuso di continuare a ricapitalizzare per la
propria parte, senza, però, assumere incarichi di vertice.
Fabio Blasco

I giocatori metteranno in mora la società. Lo ha direttamente annunciato
Pasquale Logiudice che ha così dichiarato: “Non abbiamo altra scelta,
perché è l’unica soluzione possibile. Infatti, non c’è
la possibilità di essere ceduti, perché non c’è chi
dovrebbe firmare il trasferimento.” Il giocatore ha così continuato:
“Tengo a precisare che, in questa situazione, gli unici che si sono confermati
professionisti, sono stati i giocatori ed i tecnici. Continueremo a dare il
massimo, come sempre abbiamo fatto, senza ulteriori manifestazioni di protesta.”


GAZZETTA DEL SUD

La situazione azionaria è tornata nuovamente in alto mare: la
squadra non si allena e preannuncia la messa in mora per gli stipendi arretrati
Catanzaro nel caos, i giocatori entrano in sciopero

CATANZARO – Bocce ferme, sebbene apparentemente, sulla crisi societaria
dopo il fallimento della trattativa con il gruppo Tallarida. La pausa di riflessione
che le parti si sono concesse l’altro ieri sera è, infatti, durata una
nottata in quanto ieri la cronaca di una vicenda amara si è arricchita
di altri eventi. La prima mossa è venuta dai giocatori che si sono astenuti
all’allenamento del mattino e hanno preannunciando al presidente pro tempore,
dott. Domenico Cavallaro, la messa in mora per gli stipendi che non percepiscono
da settembre. «Che tutti – ha commentato l’allenatore Dellisanti
– siamo delusi, amareggiati è, direi, naturale di fronte a una
situazione societaria che si è ingarbugliata. Ecco che non c’è
lo spirito giusto. Servono chiarezza e serenità». Intanto nella
tarda mattinata recapitato ai giornali un comunicato dell’amministratore delegato
del sodalizio di via scesa Iannoni, dott. Claudio Parente, con un annuncio:
la riproposizione della sua personale proposta di acquisizione del pacchetto
azionario: «Dichiaro di essere disposto a rinunciare – ha scritto
– a ogni tipo di opzione, credito e altro, nel caso in cui il presidente
Mancuso decidesse di continuare; in caso contrario di ripresentare la proposta
di acquisizione del pacchetto azionario, già formulata in sede di Cda,
nel caso in cui lo stesso Mancuso decidesse di cedere le proprie azioni».
Parente ha, quindi, smentito di aver conosciuto i componenti del gruppo Tallarida
(questi ieri ha dichiarato il contrario) se non in occasione della loro presenza
in città per trattare l’acquisto del Catanzaro. Quindi ha precisato:
«Non ho mai sottoscritto alcun accordo con il signor Tallarida, bensì
alla precisa richiesta del signor Signifredi, dopo che gli stessi avrebbero
formalizzato tutti gli atti per l’acquisto del Catanzaro; richiesta finalizzata
al possibile coinvolgimento di imprenditori catanzaresi nella società».
E ancora per avvalorare la sua proposta di acquisire il Catanzaro l’amministratore
delegato ha aggiunto: «Il presidente Mancuso aveva espresso più
volte la volontà di uscire dal Catanzaro dietro il pagamento di 400 milioni
a prescindere dall’acquirente, tant’è che per una proposta, eventualmente
di suo gradimento, si dichiarava pronto a darli alla squadra come premio play
off. Il sottoscritto, già all’epoca non convinto della proposta Tallarida,
aveva presentato una propria proposta che prevedeva il pagamento garantito dei
400 milioni a Mancuso nel luglio p.v., femmo restando che lo stesso Mancuso
trasformasse il credito in azioni; proposta rigettata dallo stesso Mancuso con
disprezzo». Parente, quindi, ha fatto la cronistoria della difficile convivenza
dei due gruppi di azionisti, concludendo: «Non posso, tuttavia, dimenticare
l’esperienza umana vissuta insieme in questi due anni, la cui conclusione è
stata resa così amara da qualche persona, interessata o pagata, che ha
voluto ostacolare il nostro comune intendo di dare continuità alla gloriosa
storia dell’U.S. Catanzaro». In serata la conferenza stampa nella sede
sociale del dott. Cavallaro. Il presidente protempore ha parlato di alcuni particolari
dell’ultima fase della trattativa con il gruppo Tallarida preannunciato che
si dimetterà «essendo il mio rapporto fiduciario da parte dei due
gruppi di attuali soci, ora spaccati». Per il che convocherà a
breve (venerdì?) una riunione del Cda della società giallorossa
avanzando anche la proposta di adire le vie legali nei confronti del gruppo
Tallarida «per inadempienza precontrattuale». Ha quindi avuto parole
tranquillizzanti sul futuro prossimo della società: «Legalmente
non ci sono problemi in quanto nella seduta del 18 scorso abbiamo deliberato
l’aumento del capitale sociale. Per la ricapitalizzazione si ha tempo sino al
18 febbraio. Quindi la situazione non è drammatica, se non dal punto
di vista umano, in particolare di fronte a giocatori che non percepiscono da
settembre gli stipendi Cavallaro si è detto pronto ad operare nel mercato,
precisando: «Ovviamente se mi saranno forniti i “mezzi” (leggi
supporti finanziari). (n.d.c.).
Vito Macrìna


GIORNALE DI CALABRIA

Catanzaro nel caos più totale
I giocatori mettono in mora la società, Cavallaro si dimette da presidente
pro tempore

CATANZARO. Il caos è assoluto. Ripartiamo dalla serata di martedì
allorchè nello studio del dott. Ierace si sono incontrati gli attuali
soci del Catanzaro (di maggioranza e di minoranza) ed i rappresentanti del gruppo
Tallarida che avrebbe dovuto subentrare. Intanto precisiamo che il notaio Rocco
Guglielmo, da noi erroneamente dato per presente nella edizione di ieri, non
c’era. Il professionista era stato vagamente contattato nei giorni precedenti
per redigere eventualmente l’atto di cessione, ma poi non ne aveva saputo
più nulla. Nella riunione è successo di tutto. Accuse incrociate
tra Mancuso e Parente e tra Mancuso e Tallarida, parole grosse, insulti pesanti.
La bagarre è continuata poi nelle scale del palazzo patrizio nel quale
ha sede lo studio di Ierace con altri pesanti insulti e con invettive irripetibili.
Invettive che poi, all’uscita dal portone, sono state rivolte, da Mancuso,
anche ai tifosi che erano fuori in fremente attesa. La giornata di ieri ha portato
altre numerose novità. Il presidente-traghettatore Cavallaro ha convocato
una conferenza stampa per annunciare le dimissioni. ”Non ci sono le condizioni
per continuare -ha detto Domenico Cavallaro- perchè la spaccatura tra
i soci principali è profonda ed io, che non ho peso azionario, a questo
punto non rappresento più nessuno. Domani (oggi per chi legge n. d. r.)
spedirò la raccomandata con le mie dimissioni”. Nel pomeriggio
era nel frattempo stata diffusa una nota del dott. Parente, azionista di minoranza,
che, dopo avere contestato le accuse di Mancuso di avere manovrato nell’ombra
con la complicità di Tallarida e soci per impadronirsi di tutta la società,
ha ricordato di avere a suo tempo fatto, alla luce del sole, una proposta di
acquisizione dell’intero pacchetto azionario alle stesse condizioni accordate
al gruppo Tallarida. Proposta -ha ricordato ancora Parente- che venne scartata
”con disprezzo” dall’azionista di maggioranza. Il dottor Parente
nella nota prende atto ”che da qualche mese il signor Mancuso è
alla ricerca di ogni situazione reale, simulata o costruita al fine di discreditare
il gruppo di minoranza che detiene il 45% delle azioni”. Parente rilancia
poi la proposta di acquisizione dell’intero pacchetto azionario alle condizioni
a suo tempo proposte invitando in alternativa Mancuso, se è intenzionato
(diversamente da quanto va affermando) a continuare da solo, a provvedere lui
da solo alle necessità della società. A Domenico Cavallaro, nella
conferenza stampa, i giornalisti hanno chiesto come mai Mancuso abbia sempre
detto finora no alla proposta di Parente, visto che ha, almeno ufficialmente,
manifestato l’intenzione di mettersi da parte. ”A questa domanda
-ha detto Cavallaro- non posso rispondervi io, chiedetelo a Mancuso”.
Intanto il vicepresidente Salvatore Mancuso, in una lettera aperta a ”tifosi
e pseudotifosi”, pubblicata sul sito internet uscatanzaro.net, ha rincarato
le accuse nei confronti degli azionisti di minoranza che a suo dire non avrebbero
versato le somme dovute nelle casse della società. Salvatore Mancuso,
dopo avere parlato di un finora sconosciuto ”pendolo della discordia”,
difende il padre e attacca, per non meglio specificate motivazioni, Tallarida,
i soci di minoranza, l’assessore comunale Sgromo, alcuni giornalisti ”emeriti”
e, dulcis in fundo, il Catanzaro Club che, a suo dire, avrebbe pilotato la contestazione
contro i Mancuso. Immediata, in serata, la replica del principale club di tifosi
giallorossi. Il Catanzaro Club, dopo avere invitato ”il signor Mancuso,
qualora ancora concretamente interessato al Catanzaro, a ricapitalizzare e a
rilanciare” o, in alternativa, ”a prendere in considerazione l’offerta
di Parente nell’interesse della città e della tifoseria tutta”,
in relazione alle dichiarazioni rese da Salvatore Mancuso, si riserva ”ogni
opportuna azione legale a tutela della propria immagine, essendo i riferimenti
non rispondenti al vero”. Con una nota interviene anche la ”Vecchia
Guardia”, importante fetta della Curva Ovest, che invita ”con rinnovato
vigore l’azionista di maggioranza Giovanni Mancuso a lasciare spazio a
forze ed idee nuove”. Infine i giocatori: preso atto ieri mattina della
situazione, hanno comunicato che metteranno in mora la società, mentre
il povero Dellisanti, stranito ed incredulo, non sa più che pesci prendere
per cercare di tenere in piedi una situazione che diventa empre più ingestibile.

Re. Sp.

Autore

God

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