Il Rompicalcio

Regalo di Natale

Il Catanzaro di Auteri è un giocattolo perfetto. Ora è necessario consolidare organico e società per dargli un futuro
Il giocattolo è ufficialmente perfetto. Il Catanzaro di Auteri è un rullo compressore. L’incidente di Isola Liri sembra un lontano ricordo, quasi un monito per non cadere più nella trappola di sentirsi invincibili. Il ciclo di fuoco è iniziato, ma a bruciarsi è stato il vecchio amico Provenza. Il Gela ammaina bandiera bianca. Nonostante il momentaneo pareggio e la folle gomitata di Geraldi come attenuanti generiche, la condanna per i siciliani non è mai sembrata in discussione. Ha vinto il più forte. Un’orchestra che lì davanti può contare su quattro violini d’eccezione, ma che è sorretta anche da tanti fiati intonati. Il direttore d’orchestra è Alessandro Bruno. Che Provenza aveva fortemente voluto e poi dimenticato troppo spesso in panchina.

SQUADRA DA RECORD – Record di punti (virtualmente 35), record di gol (32). Il tabù-Presti sfatato in scioltezza. Anche la difesa sembra trarre sempre più giovamento dal modulo spregiudicato. Gli avversari sono quasi timorosi e le palle-gol concesse sempre di meno. Adesso serve cavalcare l’onda dei risultati e dell’entusiasmo crescente. Serve un ulteriore sforzo fino alla pausa, fino ai riflettori del “Flaminio” che si accenderanno sul Catanzaro lunedì 21 dicembre. Quello sarà il momento-chiave della stagione. Inizierà la lunga volata dopo il giro di boa. Quella sera il Catanzaro avrà puntati su di sé tutti gli occhi degli osservatori d’Italia, spalancati per ammirare i protagonisti di questo giocattolo che non ha eguali in tutto il calcio professionistico. Qualcosa già sentito l’anno scorso. Da scongiuri.

MERCATO OCULATO – Il capitolo più importante della saga giallorossa andrà scritto però durante la sosta natalizia. Lì entreranno in gioco la volontà e le capacità di Aiello, costruttore insieme a Pitino, Ceravolo e Auteri del giocattolo che vince e diverte. Garantire un futuro a questo sogno è diventato ormai un imperativo. Un’ulteriore delusione segnerebbe il definitivo tramonto della passione per il calcio in città, già messa duramente alla prova dalle vicende degli ultimi anni. Un futuro che va programmato da subito su due versanti. Il primo è naturalmente quello tecnico. L’esempio estivo di “mercato oculato” è la dimostrazione lampante che non servono ingenti capitali per costruire una squadra da primato. Servono bravi osservatori, conoscenze nei giri giusti, spirito d’iniziativa. Con Pitino e Ceravolo non dovrebbero esserci problemi. Pochi ritocchi a questa rosa (anche due o tre) servirebbero a garantire una superiore profondità di organico e una maggiore scelta ad Auteri, soprattutto se le avversarie dirette dovessero ulteriormente rinforzarsi. Senza dimenticare le situazioni contrattuali di Auteri (accordo annuale per “ragioni di budget”) e di Longoni (prestito secco), tanto per citare i due casi più eclatanti.

LA PARTITA DI AIELLO – Il secondo versante di sfida è quello gestionale. Che tre anni fa ha condannato il Catanzaro al fallimento dopo aver raggiunto il traguardo della B. E che quattro mesi fa ha riportato i giallorossi sull’orlo del baratro. Ora servono investimenti e programmi. Non è un mistero che la compagine guidata da Aiello abbia bisogno di consolidarsi. Non può farlo con il semplice contributo dei tifosi, peraltro ancora freddini nei confronti di una squadra da record. In questo senso la riapertura della campagna-abbonamenti e l’attenzione per i ragazzi delle scuole-calcio sono ottime iniziative oltreché un’occasione in più per i tifosi di riavvicinarsi alla squadra. Non può consolidarsi neanche con il semplice contributo delle Istituzioni che hanno sempre foraggiato il Catanzaro, sotto tutte le gestioni. È fondamentale, invece, la capacità di Aiello di tessere una tela convincente per gli imprenditori, non solo quelli della città e della provincia. Convincerli che legare il proprio nome al Catanzaro, in questo momento, è un investimento che può diventare fruttuoso sulla base di programmi chiari di medio-lungo periodo. Convincerli che al tavolo non ci sono più bari in grado di falsare la partita perché non hanno più carte da giocare. Gli unici assi in mano per vincere questa partita fondamentale ce li ha Aiello: sono i risultati della squadra ma soprattutto la garanzia di pulizia e di rigore gestionale. È il regalo di Natale che Aiello può fare alla città. Servono capacità e lucidità. E un pizzico di coraggio.

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Redazione

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