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Viterbese: playoff o mediocrità?

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I laziali affrontano le aquile nel bivio più importante della loro stagione

Catanzaro e Viterbese vivono stati d’animo diametralmente opposti in questa fase del campionato. Le certezze dei giallorossi sono sempre più solide: il sogno è il secondo posto, ma la notizia migliore è la capacità di competere e vincere contro tutte le grandi del torneo. I ragazzi di Calabro hanno costruito dei precedenti incoraggianti in vista dei playoff.

La Viterbese non è di certo la squadra peggiore del girone C. Tuttavia, al contrario delle aquile non ha certezze sulla propria dimensione e sul proprio futuro in campo. I playoff sono lì a quattro punti. In caso di sconfitta, i laziali chiuderebbero la stagione senza sussulti, con la salvezza già in tasca e una classifica anonima a certificare un campionato con qualche rimpianto di troppo.

Per Calabro la sfida con la Viterbese ha un sapore speciale. Stavolta però non potrà riabbracciare Roberto Taurino, suo secondo con i gialloneri, esonerato dopo la sconfitta col Catania di inizio aprile. Al suo posto è giunto Agenore Maurizi. Con l’ex tecnico della Reggina, forse grazie alla spinta tipica della giornata successiva a un cambio in panchina, la Viterbese ha travolto per 5-2 la Casertana. Nell’ultima partita, invece, è arrivato uno 0-0 con la Virtus Francavilla. Il Catanzaro, insomma, spera di regalare la prima sconfitta al nuovo corso giallonero.

L’ANALISI TECNICO TATTICA

Nella partita con la Casertana, la Viterbese ha mostrato un atteggiamento propositivo, culminato in una serata di gloria per gli attaccanti. Il Catanzaro non sempre reclama il possesso del pallone, ma è difficile pensare che i laziali possano schiacciare le aquile. Certo, se gli ospiti passassero in vantaggio il discorso cambierebbe.

Maurizi dovrebbe schierare i suoi con un 4-2-3-1. Davanti al portiere Daga agiscono Mbende e Vincenzo Camilleri, centrale scuola Reggina e nome noto dieci anni fa tra gli appassionati di Football Manager, con un passato nelle giovanili del Chelsea.

I terzini sono Baschirotto e Urso. La doppia mediana è composta da Salandria e Adopo. Dalla trequarti in sù invece c’è più varietà. Contro la Virtus Francavilla mancava Murilo per squalifica e al suo posto ha giocato Tounkara, dirottato sulla sinistra per far posto a Rossi in attacco; da mezzapunta centrale ha agito Zanon, mentre con la Casertana c’era il numero dieci Palermo; a destra invece dovrebbe esserci Simonelli.

La versione più offensiva della Viterbese vede i terzini alzarsi sin da subito sull’inizio dell’azione se l’avversario non pressa. Baschirotto e Urso erano una fonte di gioco parecchio sfruttata anche durante la gestione Taurino: il primo con una buona precisione dei cross, il secondo anche attraverso le conduzioni palla al piede, che aiutavano la squadra a risalire il campo.

A occuparsi del primo possesso ci sono i due centrali, Mbende e Camilleri, e Salandria, tra i due mediani quello che resta più vicino ai difensori per costruire. Uno dei tanti ex Reggina della Viterbese, Salandria è abile nella protezione della palla e ha una buona visione a lungo raggio. I centrali del Catanzaro dovranno guardarsi le spalle dai tagli di Tounkara e delle ali, perché il centrocampista col numero diciotto ha il piede per eseguire lanci profondi dietro l’ultima linea.

Se non si passa da Salandria o dalle corse di Urso, Mbende e Camilleri provano a giocare in maniera diretta sulle ali, Simonelli in particolare, oppure sullo scatto di Tounkara. L’attaccante scuola Lazio, unica punta, ama svariare ed è fastidioso proprio per i suoi movimenti, utili per offrire sbocchi se la palla arriva sulla fascia e fatica a superare le maglie avversarie. Il grande pericolo però, soprattutto se riceve in isolamento sul lato debole, è Murilo. Il brasiliano ama ricevere uno contro uno col terzino sul vertice sinistro dell’area per rientrare sul destro e calciare. La difesa dell’ampiezza, per non farsi sorprendere dall’ex Livorno, sarà fondamentale.

Per il Catanzaro, la Viterbese è il primo di due veri e propri spareggi per sperare nel secondo posto. Per la Viterbese, invece, rappresenta la speranza di non perdersi nella mediocrità di una classifica anonima. Si spera almeno che stavolta la nebbia conceda una tregua e ci lasci godere della gara tutta in una volta.

Emanuele Mongiardo & Samuele Cardamone

Foto: lanotiziasportiva.com

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