Intervistiamo

13 luglio 1970: si insediava il Consiglio Regionale a Catanzaro

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Ma la Regione ricorda questa data solo per i moti di Reggio, la nota di Catanzaronelcuore

In queste ultime settimane, un’incessante campagna di comunicazione messa in atto da ambienti regionali, e ripresa dalle maggiori agenzia di stampa, pubblicizza la decima edizione del “Magna Græcia Teatro Festival”, rassegna teatrale itinerante organizzata dall’assessorato alla Cultura della Regione Calabria con la direzione artistica di Giorgio Albertazzi.

Le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente Scopelliti e dall’assessore Caligiuri hanno i toni del trionfalismo perché «abbiamo deciso investire per il rilancio del turismo e per la costruzione di una nuova immagine della Calabria attraverso la cultura» – dice Scopelliti – e perché «la Calabria» – gli fa eco Caligiuri – «conferma la sua modificazione genetica: da terra di problemi in area di opportunità, da un’immagine opaca a un messaggio nitido, da consumatore a produttore di cultura».

Belle parole se non fosse che sono intrise di contraddizione.

Non ci è sfuggito, infatti, che le note stampa regionali  hanno più volte rimarcato che il giorno di esordio della rassegna teatrale 2013, il prossimo 13 luglio a Reggio Calabria, coincide e celebra la ricorrenza della giornata di inizio dei moti della città che si affaccia sullo stretto di Messina.

Rimane un mistero il forzato nesso che si cerca di imporre tra un evento culturale – anche se a questo punto nutriamo dubbi sulla bontà dell’operazione – e la  nefasta rivolta reggina in cui, come ormai ampiamente ha accertato la magistratura, si manifestò un intreccio di mafia, massoneria e servizi segreti deviati che sfruttarono l’ingenuità, la genuinità ed il disagio sociale della gente per dare una parvenza di rivolta popolare a quella che si scoprì essere una più vasta condivisione di interessi politico-mafiosi nell’estremo lembo della Calabria. Significa quindi celebrare pubblicamente, con soldi pubblici e con il patrocinio di Istituzioni dello Stato, princìpi di antistato e di illegalità; significa celebrare la mafia ma soprattutto dimenticare ed offendere la memoria delle morti  innocenti e delle loro famiglie, come le vittime della bomba sul treno a Gioia Tauro.  Avere dunque caricato la manifestazione di  contenuti evocativi di una stagione che ha affossato l’immagine della nostra regione di fronte al mondo intero, con episodi inenarrabili di violenza, sfociati anche nel versamento del sangue di vittime innocenti, stride fortemente con le dichiarate finalità culturali e di promozione turistica.

Pertanto pensiamo che il Presidente Scopelliti farebbe bene a celebrare il prossimo 13 luglio in memoria di una ricorrenza che, questa sì, porta in sé i valori positivi di una regione e di una popolazione che nell’istituzione regionale poneva tutte le proprie speranze per un futuro migliore: ci riferiamo a quello stesso 13 luglio 1970 che registrò la seduta di insediamento del primo Consiglio Regionale della Calabria, tenutasi a Catanzaro nella sala consiliare del Palazzo dell’omonima Provincia.

Ecco, questa è la differenza tra le nostalgiche e campanilistiche elucubrazioni di un governatore prigioniero di un patrimonio storico-culturale ristretto in limitati perimetri cittadini, ed una intera città, quella di Catanzaro, storicamente adusa ad essere per secoli guida politica ed amministrativa dell’intera Calabria.

Quando ci sarà, e se mai ci sarà, una classe politica razionale ed illuminata, allora bisognerà ripristinare l’ordine istituzionale calabrese violato sin dalla nascita degli enti regionali: il Consiglio Regionale dovrà, prima o poi, tornare alla casa madre, nella sua sede naturale, nel capoluogo di regione.

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