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I danni del maltempo? “Era tutto previsto da oltre un anno”

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1422544_689656561058946_1744732642_nEra tutto previsto. Le conseguenze del maltempo eccezionale dei giorni scorsi non erano affatto inimmaginabili come si è sentito dire in queste ore.

Il consigliere comunale di Catanzaro Antonio Giglio ha fatto sapere tramite il proprio blog come fossero state dettagliatamente segnalate in una nota inviata dalla Gisa (Gruppo italiano salvaguardia ambientale) a  Prefettura, Amministrazione provinciale e Dipartimento regionale della Protezione civile con una lettera datata 28 novembre 2012. 

Quasi un anno fa si preparava lo svuotamento del lago del Passante e i volontari dell’associazione partecipavano a un esercitazione collegata a quell’attività. L’8 novembre la prima operazione, il monitoraggio del fiume Alli fino alla foce. Un’operazione che avrebbe dovuto preparare la popolazione all’aumento della portata d’acqua nei giorni dello svaso.

Da quel monitoraggio, i volontari avevano tratto una conclusione subito segnalata alle autorità: “Il corso d’acqua è a rischio poiché vi sono numerose discariche abusive, eccessiva vegetazione agli argini e nel letto del fiume che, tra l’altro, in molti punti manca di briglie adeguate”.

Alcune di esse erano “totalmente disfatte” e perciò -scrivevano i volontari– “durante una piena, potrebbe verificarsi l’ostruzione del corso del fiume, con i relativi danni che ciò comporterebbe, visto il generale dissesto idrogeologico che caratterizza le nostre zone“.

Ma c’è di più, un passaggio della vicenda inquietante. Due giorni dopo, l’esercitazione avrebbe dovuto continuare con il monitoraggio del fiume alla portata massima ma non ci fu alcuna operazione di questo genere. Una comunicazione improvvisa della Sorical alla Prefettura di Catanzaro “impediva ad A2A (la società che gestisce la diga del Passante e altri bacini calabresi, ndr) di rilasciare la portata stabilita. La motivazione che ci è stata riferita è che le loro condotte non avrebbero potuto sopportare tale portata”.

Entrambi gli elementi che hanno messo in ginocchio la nostra città si erano già manifestati (anche se solo potenzialmente) nel 2012: le condizioni pessime dell’Alli e quelle altrettanto insufficienti dell’acquedotto.

I volontari della Gisa lo scrivono chiaramente in quelle ore: “nell’eventualità si verifichi una calamità naturale, le condotte non idonee aggraverebbero l’emergenza”. E propongono una soluzione tampone: “Riteniamo che gli interventi più rapidi e attuabili nell’immediato siano la ricostruzione delle briglie e la rimozione della vegetazione e delle discariche abusive“.

 

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