Bar Mangialavori

Ranieri come Robin Hood

Francesco Panza
Scritto da Francesco Panza
Mentre il Catanzaro conquista una vittoria vitale per le speranze di salvezza, Claudio Ranieri trionfa in Inghilterra. Il suo saluto ai lettori di UsCatanzaro.net
 
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Ti svegli la mattina e vai in edicola ad acquistare il “Corriere dello Sport” ed in prima pagina del quotidiano nazionale trovi Claudio Ranieri in divisa giallorossa (non è una novità) associato al Catanzaro.

Quest’ultimo nome un tempo frequentava certi lidi mediatici abitualmente e dopo decenni e decenni di anonimato ritorna a calcare le news dei quotidiani nazionali ed internazionali grazie ad un “suo” uomo.

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Uomo con la U maiuscola, un vero e proprio Signore che con il Leicester City sta per trionfare nel campionato dove militano squadre come il Manchester United, il Tottenham, l’Arsenal, il Manchester City, Chelsea, Liverpool.

Team imbottiti di miliardi, manager/supermen e di top players (oggi li chiamano così). Società ricche che possono acquistare di tutto, ma nonostante il loro danaro e tutto il loro potere, questa volta non ci sono riusciti.

È la vittoria dell’intelligenza sulla furbizia, di una persona perbene che ha annichilito il calcio milionario, la vittoria dei contenuti sul culto dell’apparenza, del bene sul male. Come Robin Hood! Come uno Zorro di chi crede nella forza del bene.

Un ceffone ai saccenti (fin troppi) di uno sport giornalmente utilizzato da chi forse non lo ama e al contrario lo utilizza per biechi scopi personali che insudiciano giornalmente il manto erboso di un rettangolo di gioco. Ammirare tanta grazia contribuisce ad alimentare un po’ di speranza che anche su questa terra si può godere di un po’ di quelle che definiamo “favole” e che invece dovrebbero essere la regola.

Ed un po’ di orgoglio sopito o meglio schiaffeggiato brutalmente dall’oramai (ahinoi) abituale frequentazione del terzo (un tempo anche quarto) gradino del professionismo, si desta prepotentemente e riaffiora un po’ di dolore.

Come rivedere casualmente un vecchio amore di cui ancora vai pazzo. La sua mancanza visiva era quasi una dolce carezza su di un passato felice che si trasforma in uno schiaffo nel momento in cui il presente ti costringe a riviverlo. Se nasci Catanzaro, non puoi diventare “Catanzarello”, non fa parte del tuo DNA

A volte l’ignavia può avvolgere l’esistenza di una comunità, ma anche il troppo stroppia. I ragazzi di mister Erra, con la Paganese, hanno conquistato una vittoria importante in chiave salvezza e vedere l’esultanza dell’ottimo Grandi, contribuisce a destare i suddetti sentimenti.

Il Catanzaro deve avere altri obiettivi. Per forza! Quattro gare alla fine della regular season per cercare di porre le basi per un futuro degno del proprio passato. Mentre a pochi passi si festeggerà la conquista della massima serie dopo quasi mezzo secolo dalla prima ascesa nell’Olimpo del calcio nazionale del Catanzaro di Nicola Ceravolo, chi avrà l’onere e l’onore di guidare la gloriosa società del capoluogo di regione nella prossima stagione, avrà anche l’obbligo di pianificare per il raggiungimento di alti obiettivi.

Erra sta riuscendo nel miracolo di condurre in porto una salvezza conseguita con una squadra mano a mano depauperata di unità preziose. Dopo il mercato di “riparazione” che tale non è stato, le Aquile hanno dovuto loro malgrado salutare il contributo di capitan Giampà e di Moi. Due veri e propri pilastri in campo.

Ma paradossalmente queste mancanze hanno esaltato le qualità del gruppo. Prima è stato citato Grandi che certamente potrà e dovrà essere un punto fermo da cui ricominciare per l’assalto alla cadetteria nel prossimo campionato ma lo stesso si potrebbe dire per Agnello.

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Forse a poco a poco sta nascendo qualcosa di insperato all’interno del gruppo. Dopo i due 0-3 (Martina Franca e Matera) e la sconfitta di Lecce (0-4), il Catanzaro ha corretto la rotta. Non era facile, considerate le contestuali dimissioni di Donnarumma. Ma bisogna dare atto ad Agnello & C. di aver retto l’urto alla… “Grandi”.

Purtroppo gran parte del primo patrimonio giallorosso, il proprio pubblico, nel frattempo è andato perso e il primo obiettivo della società dovrà essere quello di riconquistarlo con i modi e gli strumenti che sono patrimonio imprescindibile di un grande sodalizio. Il Catanzaro non può permettersi il lusso di non esserlo.

E in uno scambio con il grande Claudio Ranieri alla mia richiesta: “Mister posso passare i suoi saluti alla tifoseria ed ai lettori di UsCatanzaro.net?”, l’allenatore capolista della Premier League ha replicato testualmente:”Buonasera Giuseppe, certamente! Catanzaro è parte integrante della mia vita sportiva e non. Otto anni pieni di emozioni che auguro di cuore possano essere rivissute dalla Catanzarese. Passi i miei saluti e “in bocca al lupo”.

E allora! Cosa aspettiamo! Riappropriamoci della nostra storia che riesce ad emanare il proprio profumo anche dopo anni e anni di inferno.

Le Aquile sono fatte per volare in alto e chi avrà l’onere e l’onore di guidarle, avrà l’obbligo di porsi solo alti obiettivi insieme ad una comunità che dovrà rispettare l’onore dei propri padri e ridare il proprio prezioso contributo, sia nelle vesti di pubblico che nelle vesti di imprenditoria e intellighentia politica.

L’onore non si compra e di vita ce n’è una sola. Cerchiamo uniti di onorarle entrambe.

 

Giuseppe Mangialavori

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