L’attesa è finita: durata parecchie settimane, vale a dire da quando i giallorossi hanno conseguito l’obiettivo di raggiungere, per il terzo anno consecutivo, i playoff di Serie B.
Strade diverse per giungere allo stesso sogno
Dei due incontri in gara secca, indubbiamente quello tra Catanzaro e Avellino si presenta come il più interessante. Le due formazioni giungono all’appuntamento più importante della stagione in maniera diversa. Le Aquile, che hanno disputato le ultime partite della stagione regolare senza pressioni e dosando le forze, affrontano un Avellino sulle ali dell’entusiasmo, avendo conseguito la possibilità di giocarsi le proprie carte nel post season proprio all’ultima giornata di campionato. C’è da dire che una grossa mano l’ha ricevuta dal crollo verticale del Cesena, che fa harakiri in casa con un Padova già salvo e che non aveva più nulla da chiedere a questa stagione.
Identità contro determinazione
Due squadre del Sud, due tifoserie che meriterebbero ben altri palcoscenici, due modi differenti di approcciare il gioco da parte dei rispettivi allenatori.
Il Catanzaro, con il miglior attacco (62 reti) del lotto delle pretendenti alla promozione e il miglior possesso palla (54,1%), dimostra un’identità chiara e propositiva. Ha però il difetto di subire troppi gol: sono ben tre mesi che Pigliacelli e compagni non riescono a mantenere la porta inviolata.
L’Avellino, tra le squadre che affrontano i playoff, è quella che ha messo a segno più contrasti e intercetti, facendo emergere il suo carattere tignoso e determinato. Pecca però nella classifica delle occasioni create, la più bassa del lotto.
Ballardini ammette che la squadra è provata da questa rincorsa – ben sei vittorie in dieci partite negli ultimi due mesi – ma è convinto che sarà la motivazione a determinare quale squadra passerà il turno.
Quanto conta il logoramento del campionato moderno?
I giallorossi, oltre che per il fattore campo e la posizione in classifica, hanno il vantaggio di aver fatto riposare la gran parte dei titolari nell’ultimo turno. L’Avellino, al contrario, ha dovuto esprimersi al massimo delle proprie forze per battere un Modena mai domo. Prova ne è il fatto che Ballardini non ha utilizzato tutti i cambi – solo quattro dei cinque disponibili – e tre di questi sono stati effettuati a una manciata di minuti dalla fine dell’incontro. La nota positiva è che Biasci è stato messo a riposo, impiegato solo a due minuti dal recupero.
Il tecnico romagnolo potrà contare sul rientro di Fontanarosa dalla squalifica e spera nel recupero di Favilli da un affaticamento muscolare; da valutare Sala. Non faranno sicuramente parte dei convocati Reale, Milani e Simic.
I Patron salgono in cattedra
I due presidenti dei rispettivi club hanno entrambi caricato i loro ragazzi per questa importante fase della stagione: Noto ponendo l’accento sull’importanza dei traguardi raggiunti nella piena sostenibilità societaria; D’Agostino, che ha sempre creduto nel raggiungimento dei playoff, ha detto ai suoi che cambiare atteggiamento è necessario per guardare a un futuro che questo club merita.
Allora fuoco alle polveri: un match che si presenta spettacolare e avvincente, nel quale avrà la meglio soltanto chi avrà più fame di gloria.
foto copertina di Lorenzo Costa per uscatanzaro.net

