Premessa della rubrica
Prosegue la nostra rubrica dedicata a quelle partite che, pur non essendo finali o spareggi, hanno avuto un peso decisivo nella storia del Catanzaro.
Questa rubrica nasce proprio mentre lo stadio Nicola Ceravolo si rinnova e guarda al futuro. I lavori cambieranno il suo volto, ma non potranno cancellare ciò che quelle tribune hanno visto, ascoltato e custodito per decenni. Raccontare queste partite significa conservare la memoria di uno stadio che, ben prima del cemento e dell’acciaio di oggi, è stato il teatro delle emozioni di intere generazioni di tifosi giallorossi.
Quando si parla delle gare che hanno segnato il cammino del Catanzaro, il pensiero corre inevitabilmente agli spareggi per la Serie A, alle promozioni e alle sfide che hanno deciso intere stagioni. Ma la storia del calcio non è fatta soltanto di traguardi celebrati.
Esistono anche pomeriggi apparentemente “normali”, capaci però di lasciare un segno profondo nella memoria collettiva. È proprio in queste partite, spesso meno ricordate ma non meno decisive, che si costruiscono le stagioni destinate a entrare nella storia.
18 aprile 1971: una partita che vale una stagione
È il 18 aprile 1971. Allo stadio Militare, che solo in seguito prenderà il nome di Nicola Ceravolo, arriva la Ternana per la 30ª giornata del campionato di Serie B.
Il vecchio “Militare” è gremito in ogni ordine di posto. C’è la storica tribuna centrale in cemento e, tutto intorno, le gradinate scoperte, dove migliaia di tifosi vivono la partita in piedi, stretti l’uno all’altro. È lo stadio che ha accompagnato la crescita del Catanzaro e che, appena pochi mesi dopo, cambierà profondamente volto per adeguarsi alla storica promozione in Serie A.

Saranno costruite le nuove curve e ampliati gli spalti per accogliere il grande calcio, quello che porterà in Calabria campioni come Facchetti, Mazzola, Jair e la Grande Inter, destinati a calcare quel terreno di gioco nella stagione successiva alla prima di campionato giocata in casa.
La classifica è cortissima. Mantova, Atalanta e Bari guidano il torneo, mentre il Catanzaro occupa il quarto posto insieme al Perugia, a ridosso della zona promozione. Ogni partita pesa come uno spareggio anticipato e perdere terreno potrebbe compromettere il sogno della Serie A.
Il “Militare”, come spesso accade, è un autentico fortino. Il pubblico sostiene la squadra dal primo all’ultimo minuto, mentre il terreno di gioco, appesantito dalle piogge primaverili e dalle tante battaglie della stagione, rende la gara dura e combattuta. Non è una sfida per gli esteti, ma una partita fatta di contrasti, seconde palle e determinazione.
Mammì accende il sogno
Il Catanzaro entra in campo con personalità e trova il vantaggio grazie a Mammì, bravo a concretizzare una delle prime vere occasioni offensive.

Il gol sembra poter indirizzare la partita, ma la Ternana non si scompone. Gli umbri restano ordinati, chiudono gli spazi e attendono il momento giusto per colpire.
La risposta della Ternana
Nella ripresa l’equilibrio cambia. La Ternana cresce, conquista metri e trova il pareggio con Fontana.
L’1-1 rende la gara ancora più nervosa. Il Catanzaro accusa il colpo, il ritmo si spezza e ogni pallone diventa una battaglia. Col passare dei minuti il pareggio sembra il risultato più probabile, quello tipico di un campionato in cui ogni punto può fare la differenza.
Il colpo di testa che cambiò tutto
Quando il cronometro si avvicina al novantesimo e tutto lascia pensare a un pareggio ormai inevitabile, il Catanzaro tira fuori ancora una volta la propria anima: quella di una squadra che non smette mai di crederci.
Su una delle ultime azioni della partita arriva il pallone decisivo in area. A risolvere tutto è un colpo di testa (vedi foto di copertina) di Fausto Silipo, che firma il gol del definitivo 2-1.
Sugli spalti esplode la festa. Il pubblico si abbraccia, esulta e accompagna gli ultimi minuti con il tradizionale coro “Gia-llo-ros-si”, consapevole di aver spinto la squadra fino alla vittoria.
Quella rete acquista un valore ancora più speciale se si guarda alle statistiche. Silipo, difensore centrale e catanzarese purosangue, segnò pochissimo con la maglia giallorossa: appena due reti. La prima fu proprio quella contro la Ternana; la seconda arriverà tre anni più tardi, nel campionato di Serie B 1974-75, contro il Genoa. Un bottino minimo, che rende quel gol del 18 aprile ancora più prezioso e simbolico.
Una vittoria che vale molto più di due punti
Quel Catanzaro non si limita a vincere. Sta imparando a soffrire, a restare dentro le partite anche nei momenti più complicati e a colpire quando conta davvero. Il successo sulla Ternana vale certamente due punti in classifica, ma il suo significato va ben oltre. È uno dei tasselli fondamentali della rincorsa alla Serie A, una di quelle vittorie che, prese singolarmente, sembrano semplici episodi, ma che sommate tra loro costruiscono una promozione.

Dopo quella giornata il Catanzaro raggiunge quota 35 punti e resta al quarto posto con il Perugia. Il resto della storia è noto: lo spareggio del San Paolo di Napoli contro il Bari spalancherà, per la prima volta, le porte della Serie A al Catanzaro e all’intera Calabria.
Redazione 24

