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Padovani gran dottori, ma al Catanzaro serve una cura da tre punti

Scritto da Redazione

Il mercato ha portato in Veneto nomi importanti ed elementi di esperienza

Sabato, al Ceravolo, va in scena la decima giornata di campionato. Di fronte al Catanzaro ci sarà il Padova di Antonio Calabro. Le due squadre arrivano all’appuntamento con obiettivi differenti, ma accomunate dalla necessità di trovare continuità nei risultati.
Dopo il sofferto pareggio di Benevento, il Catanzaro è chiamato a un deciso cambio di passo sotto la guida del nuovo tecnico. Il Padova, invece, forte di due vittorie consecutive, vuole lasciarsi alle spalle la mini-crisi che lo aveva visto soccombere per tre turni consecutivi.

Un sodalizio d’acciaio

Il club veneto ha dichiarato le proprie ambizioni fin dalle prime battute della stagione. Alla base del progetto di rilancio c’è una società solida, guidata dalla famiglia Banzato, proprietaria di Acciaierie Venete e alla guida del sodalizio da gennaio di quest’anno.
Gli investimenti ammontano a dodici milioni di euro, mentre il saldo tra entrate e uscite sul mercato registra un passivo di 6,35 milioni. Cifre che testimoniano la volontà di costruire una squadra competitiva, con l’obiettivo di disputare un campionato di alto profilo e puntare al salto di categoria nel medio periodo.

Pragmatismo e innovazione

Il mercato ha portato in Veneto nomi importanti ed elementi di esperienza: Zanimacchia, Artistico e l’ex giallorosso Pompetti su tutti. Ne è nata una squadra profondamente rinnovata, affidata alle mani di un altro ex, Antonio Calabro, allenatore stimato e apprezzato anche dalla piazza catanzarese.

Il tecnico leccese è stato posto al centro del progetto societario per la sua capacità di coniugare pragmatismo e soluzioni tattiche innovative. Un lavoro che, almeno in questa fase della stagione, sta dando risultati e colloca il Padova in piena zona playoff.

Rivoluzione controllata

L’undici iniziale schierato nell’ultima partita vinta contro il Südtirol era composto per nove undicesimi da nuovi elementi. Un dato significativo, che dimostra come anche una profonda rivoluzione tecnica possa trovare rapidamente un equilibrio, a patto di riuscire a integrare le nuove individualità in un sistema di gioco funzionale.

Il Padova sembra aver trovato questo equilibrio soprattutto nella gestione delle transizioni tra fase difensiva e offensiva.
In fase di non possesso, la pressione è orientata sul portatore di palla. I braccetti della difesa a tre, Della Valle, Sgarbi o Pastina escono in aggressione, accettando il rischio dell’uno contro uno con gli avversari, mentre gli esterni, Cocchi Carissoni e Capelli, si alzano per limitare le linee di passaggio e impedire agli avversari di sviluppare agevolmente la manovra.
Una volta recuperato il possesso, la squadra cerca di ripartire rapidamente, con verticalizzazioni improvvise, sfruttando l’ampiezza garantita dagli esterni oppure cercando i due trequartisti tra le linee. La velocità nell’attaccare gli spazi è uno degli elementi che rendono il sistema di Calabro particolarmente interessante.

Interno di squilibrio

Merita attenzione anche la soluzione tattica adottata dal tecnico nelle ultime partite, con l’impiego di una punta in una posizione più arretrata, nella zona mediana del campo. Nel 3-4-2-1, Moro o Seghetti possono essere utilizzati per aumentare la qualità tecnica nella costruzione e offrire nuove soluzioni al possesso.
Calabro ha dimostrato, inoltre, di saper adattare l’assetto della squadra alle esigenze della partita, passando anche a una difesa a quattro e scegliendo una disposizione a forma di albero di Natale, con una maggiore densità nella zona centrale del campo.
Per il Catanzaro, sarà fondamentale trovare le contromisure a questi meccanismi. Superare la prima pressione senza perdere ordine e distanze tra i reparti potrebbe consentire alle Aquile di attaccare gli spazi lasciati dagli esterni avversari. Al contrario, una costruzione lenta o imprecisa rischierebbe di esporre la squadra alle verticalizzazioni immediate del Padova.

L’infermeria non si svuota

Il Padova non avrà giocatori squalificati per la partita di sabato. Non saranno disponibili Zanimacchia e Lasagna. Il primo, operato ad agosto per la frattura del metatarso del piede sinistro, sta seguendo il percorso riabilitativo e potrebbe tornare a disposizione a novembre, dopo la sosta per le nazionali. Il secondo è alle prese con una lesione al quadricipite femorale.
Da valutare anche le condizioni di Caprari, non schierato a scopo precauzionale nella gara contro il Südtirol.

Vincere è la migliore medicina

Il vecchio adagio recita: «Padovani, gran dottori». La speranza delle Aquile di Mignani è che la sfida del Ceravolo non si trasformi in una nuova diagnosi delle fragilità giallorosse, ma rappresenti piuttosto l’occasione per invertire la rotta.
Ma si sa, ognuno è il miglior medico di se stesso. La cura dovrà arrivare dal campo. Il Catanzaro è consapevole che per lasciarsi alle spalle la crisi serviranno una svolta e un cambio di passo, ma soprattutto punti pesanti da conquistare tra le mura amiche, in verità mura in lenta ristrutturazione come l’avvio delle aquile in questa stagione.

Foto copertina www.padovacalcio.it

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