Un punto pesante, conquistato con merito
Finalmente è il Catanzaro a essere premiato nei minuti finali. Il pareggio di Benevento vale molto più di un punto in classifica: restituisce fiducia a una squadra reduce da troppe delusioni e chiamata a reagire dopo le battute d’arresto contro Mantova e Ascoli.
La formazione di Mignani non ha disputato una partita straordinaria, ma ha mostrato ciò che serviva: carattere, compattezza e capacità di restare in gara anche nei momenti più difficili. Dopo aver spesso pagato a caro prezzo gli episodi sfavorevoli, questa volta i giallorossi non si sono disuniti e hanno continuato a crederci fino all’ultimo pallone.
Il rigore contestato e le polemiche arbitrali

A complicare la partita è stato il rigore assegnato al Benevento, una decisione che lascia più di una perplessità per dinamica e interpretazione. Il contatto tra Candela e l’avversario, avvenuto quando il pallone era già stato giocato, è stato giudicato da penalty dopo l’intervento del VAR, con Rutella protagonista della revisione.
Il suo nome riporta inevitabilmente alla memoria dei tifosi giallorossi le polemiche legate ai playoff di Padova, riaprendo vecchie ferite. Anche la spinta a due mani di Salvemini, precedente al contatto successivo, avrebbe meritato un’analisi altrettanto attenta.
È comprensibile che episodi del genere alimentino rabbia e sfiducia, ma l’idea di un conto aperto nei confronti del Catanzaro resta una percezione legata a precedenti contestati, non un fatto dimostrato.
La risposta più importante, comunque, è arrivata dal campo: la squadra non ha perso la testa e ha saputo reagire, evitando che un episodio discusso compromettesse definitivamente la gara.
Mignani e il 3-5-2: prima l’equilibrio, poi la profondità

Arrivato da appena un giorno e mezzo, Mignani non poteva rivoluzionare il Catanzaro. La scelta del 3-5-2 è stata soprattutto pragmatica: ridurre le distanze tra i reparti, proteggere meglio la difesa e ritrovare un’organizzazione che nelle ultime uscite era mancata.
A Benevento si sono intravisti segnali incoraggianti, con maggiore compattezza e una squadra più attenta nella gestione degli spazi. Non una trasformazione definitiva, ma una base su cui costruire il lavoro delle prossime settimane.
Anche i cambi hanno cercato di rendere più fluida la manovra, sfruttando maggiormente le corsie esterne. Il Catanzaro deve ancora migliorare nella produzione offensiva, perché non può affidarsi soltanto alle giocate individuali o all’inventiva di Iemmello. Servono movimenti coordinati, ampiezza e più uomini capaci di accompagnare l’azione.
Buso, un gol che vale più di un pareggio
La rete del definitivo 1-1 nasce proprio da una manovra sviluppata con maggiore efficacia. Pafundi mette il pallone in mezzo verso Iemmello, la conclusione del capitano non trova la porta e la respinta corta dell’ex giallorosso Scognamillo diventa un assist per Buso.
L’attaccante non sbaglia e, con una conclusione precisa, fa esplodere la gioia dei tifosi giallorossi presenti al Vigorito.
Il gol premia la perseveranza della squadra e dimostra che, anche in una serata complicata, il Catanzaro può trovare soluzioni pericolose. Restano i limiti offensivi, ma il finale racconta una storia diversa rispetto alle recenti amarezze: stavolta gli ultimi minuti non sono stati quelli della resa, bensì della ricompensa.
Un attacco in emergenza e tanto lavoro da fare
Le difficoltà offensive vanno lette anche alla luce delle assenze. A Benevento mancava Pecorino, reduce da segnali di crescita nelle precedenti uscite, mentre l’indisponibilità di Arditi ha complicato ulteriormente le scelte. Iemmello, inoltre, non è ancora al meglio, mentre Koffi offre caratteristiche diverse da quelle di un centravanti classico. Anche Arditi, che all’inizio per un malore fortunatamente poi risolto, di fatto non era più fra i disponibili anche se era in distinta fra quelli in panchina.
Mignani dovrà lavorare sul recupero degli uomini, sui meccanismi offensivi e sulla ricerca di alternative. Sarebbe irrealistico pretendere risposte immediate da un allenatore appena arrivato, soprattutto in una situazione condizionata da assenze e problemi di condizione.
Il punto di partenza per il futuro
Rispetto al pareggio di Verona, quello di Benevento lascia sensazioni differenti. Questa volta il Catanzaro ha dimostrato maggiore capacità di resistere alle difficoltà, mantenere l’organizzazione e cercare il risultato fino alla fine.

I quasi 500 tifosi giallorossi presenti al Vigorito hanno accolto il pareggio quasi come una vittoria, consapevoli di quanto fosse importante ritrovare una squadra capace di lottare. Non bisogna sopravvalutare il risultato, ma nemmeno ignorarne il valore psicologico.
Adesso serviranno continuità, pazienza e lavoro. Mignani dovrà consolidare l’equilibrio ritrovato, recuperare gli indisponibili e rendere più incisiva la manovra offensiva. Il punto di Benevento non rappresenta ancora una svolta, ma può essere un mattone importante nella ricostruzione.
Prima del gioco e delle ambizioni, il Catanzaro aveva bisogno di ritrovare fiducia, compattezza e spirito di squadra. Al Vigorito sono arrivati segnali incoraggianti. Il percorso è ancora lungo, ma dopo tante delusioni ripartire da cuore e carattere è già qualcosa.
Foto copertina US Catanzaro
Redazione 24


Vi prego di non iniziate a vedere cose che non ci sono! Come dopo la carrarese, dopo Verona. … Il campo vi ha smentito sonoramente.
Ieri abbiamo fatto il solito non gioco di tutte le altre partite, il Benevento ha avuto due palle gol clamorose che per fortuna non si sono concretizzate, noi zero se non la palla carambolata su Buso che L’ha appoggiata dentro.
Nessuno si aspettava niente da Mignani ieri giustamente, e infatti non è successo niente.
Vediamo sabato in casa se si inizia a vedere qualcosa