A quando la riapertura al pubblico dell’archivio? storico

Lo chiede l’Osservatorio per il Decoro Urbano con nota stampa di Aldo Ventrici

Ad oggi è abbondantemente scaduto il termine di riapertura dell’Archivio storico comunale che, come dichiarato il 7 novembre 2011 dall’Assessore comunale competente, doveva avvenire entro gli inizi del mese di dicembre.

La previsione di chiusura era limitata a sole tre settimane ed era giustificata, sempre secondo quanto previsto dal comunicato di Palazzo De nobili, dalla necessità di eseguire alcuni lavori all’interno della struttura.

La breve vita dell’importante istituzione culturale comunale, inaugurata nel mese di marzo 2010, ci induce ad alcune riflessioni. La prima riguarda il breve periodo di interruzione del servizio, che sta prolungandosi oltre ogni previsione e, soprattutto, il fatto che la struttura non sembra abbia bisogno di alcuna manutenzione, considerato anche che la stessa è parte del Complesso Monumentale del San Giovanni che, correntemente, rimane aperto al pubblico ed ospita anche eventi espositivi ed altre manifestazioni di contenuto culturale.

Una seconda riflessione riguarda la natura stessa dell’archivio storico che, le disposizioni attuali di legge, prevedono come insopprimibile. Sia il testo unico degli enti Locali, n. 267 del 2000, sia il testo unico dei beni culturali, il cosiddetto codice Urbani, del 2004, stabiliscono l’esistenza, la consultabilità e la insopprimibilità, per gli Enti pubblici, di un archivio storico, separato rispetto all’archivio corrente.

In altre parole, un Comune o un altro Ente pubblico, hanno l’obbligo di istituire un archivio storico, aperto al pubblico, ordinato secondo direttive standard e precise norme archivistiche, dotato di personale che abbia titoli ed anche una esperienza di alcuni anni nella gestione degli archivi. Sembra strano, a questo proposito, che lo stesso Assessore comunale, nel comunicato fornito a suo tempo alla stampa, abbia segnalato che “Per consultazioni e servizi urgenti sarà possibile ricevere delucidazioni rivolgendosi alla Biblioteca Comunale De Nobili”.

I numerosi utenti, studiosi e ricercatori di Catanzaro e del resto della Calabria che hanno avuto modo, in questi mesi di funzionamento dell’Archivio storico cittadino, di apprezzare l’efficienza del servizio offerto, hanno il timore che questa chiusura, provvisoria ma senza data, della preziosa struttura, possa essere preliminare alla chiusura definitiva al pubblico o all’immissione temporanea di personale non qualificato.

Ricordando ciò che ha scritto Ennio Flaiano “in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio” e paventando le verità racchiuse in questo motto, chiediamo pubblicamente di conoscere quali siano i veri motivi della chiusura dell’Archivio storico di Catanzaro, la data in cui esso verrà riaperto, se verrà riaperto, e quale tipo di personale andrà a gestirlo.

Segnaliamo per ultimo che, alla luce della insopprimibilità degli Archivi storici sancita dalla legge, se il Comune intende risparmiare sulle risorse da spendere, ove sia questa la vera ragione della chiusura, deve attingere ad altri capitoli di spesa o sopprimere altre strutture.

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Redazione

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