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Catanzaro, ko ai rigori ma che risposta! Al Ceravolo arrivano segnali importanti

Scritto da Redazione

I giallorossi rimontano, giocano una gara di personalità e sfiorano la vittoria nei novanta minuti: l’eliminazione lascia l’amaro in bocca, ma la prestazione convince

A prescindere dall’esito finale, perché i rigori sono sempre una lotteria, gli oltre tremila presenti ieri al “Nicola Ceravolo” possono dirsi soddisfatti di quanto visto in campo.

Prima di analizzare la giornata, però, è doverosa una premessa. Un tempo queste partite venivano archiviate con la classica espressione “è ancora calcio d’agosto”. Oggi, però, con i ritmi imposti da calendari sempre più serrati, non è più possibile considerarle semplici appuntamenti di preparazione. Servirà certamente tempo per trovare amalgama e condizione, ma le rose devono essere completate in fretta, perché arrivare all’inizio della stagione con organici incompleti, soprattutto in ruoli cardine, può pregiudicare partite e punti importanti.

Fare risultati sin dall’inizio, del resto, è fondamentale anche per l’autostima del gruppo. Per questo il Catanzaro, che dalla prossima settimana sarà impegnato a Vicenza per l’esordio in campionato, dovrà necessariamente mettere a disposizione di Gorgone gli elementi necessari per garantire solidità e qualità nei ruoli ancora scoperti, a prescindere dalle uscite ormai certe e da quelle ancora in dubbio.

L’emozione del saluto a Favasuli

La giornata si è aperta con il giro d’onore di Favasuli, ormai prossimo a partire alla corte di Allegri. È stato un momento emozionante: vedere le lacrime e la commozione del ragazzo di Africo e, soprattutto, sentire il calore del pubblico che lo acclamava ha rappresentato un autentico attestato di stima.

Un riconoscimento meritato per un ragazzo della nostra terra che, pur essendo rimasto a Catanzaro una sola stagione, ha dimostrato impegno, serietà e attaccamento alla maglia. Valori che i tifosi hanno saputo riconoscergli, a prescindere dalle scelte future.

Ed è inevitabile, proprio per questo, fare un confronto con chi ha preferito approdare altrove senza mostrare quella stessa riconoscenza verso una tifoseria e una società che lo avevano sostenuto anche nei momenti più difficili e che, forse, avrebbero meritato almeno un minimo di riconoscenza.

Il Catanzaro di Gorgone: possesso e personalità

Il 3-4-2-1 scelto da Gorgone per l’esordio ha dovuto fare i conti con la defezione dell’ultima ora di Koffi, infortunatosi alla vigilia. Iemmello ha quindi agito da attaccante puro, con la consueta libertà di svariare su tutto il fronte offensivo.

Nell’arco dei novanta minuti sono emersi diversi aspetti positivi. Il Catanzaro ha innanzitutto dimostrato di saper reagire alla magistrale punizione di Pyythia, che aveva battuto Pigliacelli con una conclusione imparabile.

La squadra giallorossa ha poi costruito la propria partita attraverso il possesso palla, con Petriccione nel ruolo di play e Mosti a supporto. Una gestione che ha consentito al Catanzaro di prendere progressivamente in mano il pallino del gioco, fino a trovare il pareggio con Pafundi nel primo tempo e il sorpasso con Iemmello nella ripresa.

Prima del 2-1, Alesi aveva avuto anche l’occasione per portare avanti i suoi, sprecando da due passi una clamorosa opportunità.

Un’ora di grande pressione, poi il calo

Per circa un’ora il pressing alto del Catanzaro ha funzionato molto bene. Intensità, aggressività e qualità nel palleggio hanno messo in difficoltà la squadra di Possanzini, apparsa costretta a subire l’iniziativa dei giallorossi.

Con il passare dei minuti, però, la stanchezza era inevitabile, soprattutto per alcuni elementi chiamati a spendere tantissimo. Le sostituzioni hanno inoltre privato la squadra di qualche giocatore di qualità e il Sudtirol ha progressivamente guadagnato campo.

Nel finale è arrivato il pareggio, frutto anche di una lettura difensiva non impeccabile. Il Catanzaro si è trovato con due centrali poco rapidi nel recupero, Antonini e Bashi, subentrato a un ottimo ma ormai stanco Ruggero. Una percussione centrale ha trovato impreparato il pacchetto arretrato e ha permesso al neoentrato Mixtur di presentarsi a tu per tu con Pigliacelli e firmare il 2-2.

Un vero peccato, perché per quanto prodotto nell’arco della partita il Catanzaro avrebbe meritato di chiudere i tempi regolamentari con una vittoria.

Il palo di Alesi e la lotteria dei rigori

A pesare sul risultato c’è anche il palo colpito da Alesi, un episodio che avrebbe potuto chiudere definitivamente la partita. Poi, come spesso accade, tutto si è deciso dagli undici metri.

Nella lotteria dei rigori, gli errori di Frosinini e Dorval hanno condannato il Catanzaro, mentre i bolzanini hanno fallito soltanto il primo penalty. Si conferma così quella sorta di regola non scritta secondo cui, molto spesso, chi sbaglia per primo dal dischetto finisce poi per avere la meglio.

Nessun dramma: ora testa al campionato

L’eliminazione non deve comunque generare drammi. Anche sotto il profilo logistico, paradossalmente, può esserci un risvolto positivo: in caso di qualificazione, il Catanzaro avrebbe dovuto programmare una quarta trasferta consecutiva, peraltro infrasettimanale, tra agosto e i primi giorni di settembre.

La vera indicazione positiva della serata, però, è un’altra: lo spirito di squadra si è visto. La squadra ha mostrato personalità, capacità di reagire e, per larghi tratti, anche un’idea di gioco precisa.

Adesso, però, bisogna completare i ranghi. Perché da venerdì prossimo sarà campionato e non ci sarà più tempo per gli esperimenti. Gorgone ha bisogno degli uomini giusti per dare continuità a quanto di buono si è visto ieri e trasformare le buone sensazioni in punti.

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