Dalla Redazione

Catanzaro-Paganese: arbitra Gualtieri di Asti

Scritto da Andrea Ruga

Secondo anno di Can Pro per il fischietto piemontese

Sarà Matteo Gualtieri della sezione AIA di Asti ad arbitrare il match tra Catanzaro e Paganese, in programma al “Nicola Ceravolo” domenica alle ore 14.30. A coadiuvarlo saranno gli assistenti Simone Amantea di Milano e Davide Stringini di Avezzano.

Gualtieri è al secondo anno di Can Pro e ha diretto 22 gare di campionato con uno score di 12 vittorie per le squadre di casa, 6 pareggi e 4 vittorie per le squadre impegnate in trasferta. Ha inflitto 87 ammonizioni, 7 espulsioni e ha concesso 7 calci di rigore.

Il fischietto piemontese non ha mai incrociato il Catanzaro, mentre vanta due precedenti con gli azzurrostellati: Siracusa-Paganese (2-3) della passata stagione e Monopoli-Paganese (3-0) del campionato in corso.

Queste la altre designazioni delle gare in programma domenica e valide per la 25^ giornata:

Bisceglie-Trapani – ore 14.30
Cipriani di Empoli (Severino-Perrotti)

Catania-Casertana – ore 16.30
D’Ascanio di Ancona (Montanari-Teodori)

Cavese-Vibonese – ore 16.30
Giordano di Novara (Belsanti-Centrone)

Monopoli-Viterbese – ore 14.30
De Angeli di Abbiategrasso (Gentileschi-Carpi Melchiorre)

Potenza-Rende – ore 16.30
Santoro di Messina (Gregorio-Pellino)

Rieti-Sicula Leonzio – ore 14.30
Rossetti di Ancona (Ciancaglini-Di Monte)

Siracusa-Reggina – lunedì ore 20.45
Paterna di Teramo (Miniutti-Torresan)

Virtus Francavilla-Matera – ore 14.30
Kumara di Verona (Fraggetta-Bahri)

A proposito dell’autore

Andrea Ruga

5 Commenti

  • Ha gli occhi troppo ravvicinati. Vede bene frontalmente ma se deve guardare a dx o a sx può diventare un problema. Infatti il naso troppo lungo potrebbe impedire la visuale dell’uno o dell’altro occhio. Insomma se deve seguire l’azione a dx o a sx spero abbia l’accortezza di girare il capo in modo tale da seguire la stessa azione in posizione frontale diversamente prepariamoci alle solite sviste arbitrali. Forza Catanzaro.

  • Il commento di Davide Greco (da me letto tardivamente) mi riconcilia con la stampa catanzarese, parte della quale ha sottovalutato la portata dell’impresa: vincere a Reggio C. non è mai stato facile per il Catanzaro (per motivi, sopratutto extracalcistici, ben conosciuti e sui quali sembra preferibile sorvolare in siffatto contesto).
    La stampa nazionale specializzata ha esaltato la prestazione della Aquile. Per esempio, la Gazzetta dello Sport titola: “Catanzaro da sballo”, il Corriere dello Sport conferma: “Spettacolo puro a Reggio C.”, (con chiaro riferimento al gioco dei ragazzi di Auteri).
    Un cenno a parte merita invece l’invito rivolto al pubblico catanzarese da un noto e apprezzato commentatore secondo il quale “la cultura sportiva manca ancora ad una buona parte della tifoseria. E’ facile cantare e gioire quando le cose vanno bene, ma è nel momento di difficoltà che si ama la propria squadra e non si fa sentire il distacco. E allora svegliatevi, catanzaresi tutti. Svegliatevi. Ieri la Reggina ha preso 4 pappine ma i tifosi hanno preteso che la squadra andasse sotto la curva per far festa, perché se vuoi essere un vincente devi imparare ad accettare le sconfitte.”
    Perchè, signor Mardente, come si è comportata la nostra tifoseria in occasione della pesante ed immeritata sconfitta contro la Juve Stabbia?
    Il fatto che poi la Piazza di Catanzaro abbia un bacino d’utenza inferiore a quella di RC è stato ben sintetizzato dal Presidente Noto: quest’ultima gode dell’apporto della popolosa città e di quello di quasi tutta la provincia, laddove a noi manca la partecipazione di Vibo (che vive di luce propria) e quella dei cugini di Lamezia (sempre a causa del campanile).
    Ed infine mi sia consentito distinguere il tifo dall’esaltazione (volendo usare un termine riduttivo): reputo potersi affermare de plano che la Piazza catanzarese, quanto a civiltà sportiva, costituisca un unicum in ambito calabrese (e non solo). Mi spiego meglio: la passione per la propria squadra, quando non è sorretta da un grado accettabile di correttezza e garbo, può debordare nella sublimazione dei disvalori dello sport.
    E quì mi fermo: non volendo rievocare le ben conosciute epiche (e, purtroppo, non inusuali) gesta: “atti di pirateria informatica” in danno di persona ricoprente importanti cariche istituzionali (come se i catanzaresi fossimo dei sempliciotti), “intrattenimenti vernacolari” definiti “comici” per disquisire sulla mancanza di pulizia dei catanzaresi, “pietrate” contro i pulman degli avversari, etc. Non proprio l’exprit de finesse.
    Scusate lo sfogo: ma, a volte, troppa signorilità potrebbe essere scambiata per altro.
    Forza Catanzaro. E, perchè no: in bocca al lupo alla squadra e alla città dello stretto, auspicabilmente nel (futuribile) reciproco rispetto.

    • Mi era sfuggito questo bel commento al quale aggiungo una considerazione in merito alla cultura sportiva. Come sono andate le cose a Reggio?
      Nella settimana antecedente al derby, la nuova proprietà ha suonato la carica chiamando a raccolta il popolo amaranto. L’informazione sportiva locale, per conseguenza, ha spinto l’evento enfatizzandolo. La società Urbs Reggina 1914, dal canto suo, tra la riapertura della campagna abbonamenti e l’incasso di giornata, è riuscita a realizzare dei notevoli ricavi. Il presidente Gallo ha quindi evidentemente, per una serie di ragioni, fatto il “galletto”, pompando ma anche sfruttando l’entusiasmo di una piazza in cerca di rivalsa. Poi la Reggina ha perso meritatamente, dopo un primo tempo devastante delle aquile. In sala stampa, a commentare la partita c’erano solo i giallorossi; degli amaranto non ci è andato nessuno. Ci si sarebbe aspettati, a fronte del clamore sollevato alla vigilia, che venissero poi spese due parole dalla parte reggina, che si riconoscessero i limiti e le responsabilità di tutti. Si è invece fatto ricorso, in separata sede, al facile capro espiatorio di Cevoli, scegliendo di nuovo di assecondare gli umori della tifoseria. Questo per dire che certe dichiarazioni sopra le righe, certi atteggiamenti esasperati non nascono per caso. La dirigenza di una squadra ha le sue responsabilità ed è parte fondamentale nella costruzione di una cultura sportiva.

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