Catanzaro News • In primo piano

Catanzaro, Polito: «Ho un solo interesse: salvare il Catanzaro. Costi quel che costa». Mignani: «Servono punti, lavoro e sacrificio»

Scritto da Redazione

Il direttore sportivo spiega l’esonero di Gorgone, rivela i retroscena dell’arrivo di Mignani e rinvia a gennaio le valutazioni sul mercato. Il nuovo tecnico: «Dobbiamo combattere su ogni pallone, dal primo al 95°».

Una conferenza stampa per presentare ufficialmente Michele Mignani, ma anche per fare il punto su una crisi che ha portato il Catanzaro all’ultimo posto in classifica e all’esonero di Giorgio Gorgone. Il direttore sportivo Ciro Polito affronta le questioni più delicate: la scelta di cambiare allenatore, le responsabilità, il mercato e l’obiettivo salvezza. Mignani, dal canto suo, indica la strada per risollevare la squadra: lavoro, organizzazione e risultati.

Polito: «La tempistica è stata giusta. Con Mignani avevo già parlato»

Il direttore sportivo apre ringraziando il tecnico uscente: «Prima di iniziare voglio ringraziare comunque il mister uscente, che è Giorgio Gorgone, con il suo staff, che sono state persone straordinarie. Purtroppo il calcio non va sempre come uno spera, quindi gli faccio un grosso in bocca al lupo».

Poi spiega la decisione di cambiare guida tecnica.

«È vero che abbiamo dato delle possibilità a mister Gorgone, però voi negli anni avete visto comunque che io, prima di mandare via un allenatore, è giusto che uno faccia delle valutazioni a 360 gradi».

E ancora: «Siccome sono state fatte due sconfitte interne, veramente una peggio dell’altra, non so qual è peggio, se la seconda perché abbiamo preso sei gol, ma la prima non li abbiamo presi, ma li potevamo prendere lo stesso».

Polito rivendica soprattutto i tempi dell’operazione: «Secondo me la tempistica è stata giusta, era una cosa anche comunque preparata».

Il direttore rivela di essersi mosso prima dell’esonero: «Con Michele avevo già parlato, avevo chiesto disponibilità perché c’era già il sentore la settimana prima. Ho dato possibilità al mister di lavorare, ma con grande onestà […] anche con Gorgone ero stato chiarissimo».

La prima telefonata a Mignani non aveva prodotto una risposta immediata. «Quando ho chiamato Michele la prima volta, lui un po’ ci ha pensato», racconta Polito, ricordando anche che il Catanzaro occupava l’ultimo posto.

Dopo la sconfitta interna, invece, la risposta è stata immediata. Polito riferisce così le parole del nuovo allenatore: «Certo che vengo, non mi cambia niente che avete perso 6-1, perché sono convinto che questa squadra ha dei valori. Con te ho fatto un ottimo lavoro, abbiamo un grande rapporto, mi fido molto e sono sicuro che possiamo rialzare la china tutti insieme».

«La squadra ha valori. A gennaio vedremo cosa fare»

Sul mercato Polito esclude, al momento, interventi tra gli svincolati.

«No, assolutamente no. Siamo a novembre, pensare a un mercato degli svincolati vuol dire che ci deve essere qualcosa talmente importante fuori che la puoi anticipare».

La fiducia nella rosa rimane: «Questa squadra è piena di valori per me. E poi, come ad oggi, il campionato dice che siamo ultimi, quindi c’è da stare zitti, pedalare e tutte le critiche che sono state fatte uno da professionista deve pure accettare».

Quanto a gennaio, il direttore chiarisce: «Quando saremo a gennaio ci sediamo, quello che c’è da fare faremo, ma la squadra è fornita in tutti i reparti, quindi lasciamo il tempo anche di lavorare».

Polito sottolinea anche le difficoltà incontrate nella costruzione della rosa: «Fare il mercato al Catanzaro non è come in altri posti».

«Vi posso garantire che ho contattato tantissimi giocatori di un livello che magari oggi stanno in altre piazze importanti. […] Non è una questione neanche tanto di soldi, è una questione che oggi bisogna ottenere il massimo da quello che è il tuo potenziale».

«Posso tagliare qualsiasi testa, basta che porto la nave in porto»

È il passaggio più deciso della conferenza stampa. Polito concede ancora tempo alla squadra, ma avverte che nessuno può considerarsi al riparo da eventuali decisioni.

«Sicuramente vi dico che non saremo con le mani in mano, ci sono 50 giorni, perché tanto alla fine arrivare a Natale sono 50 giorni. Noi dopo 50 giorni tireremo una linea».

Poi la dichiarazione più forte: «Io ho solo un interesse: salvare il Catanzaro. Costi quel che costa. Posso tagliare qualsiasi testa, basta che porto la nave in porto. Questo è il mio obiettivo principale».

E aggiunge: «Non guardo in faccia a nessuno, perché l’ho dimostrato anche negli esoneri dello staff. Cioè, quando percepisco che qualcosa non mi piace, può essere anche mio fratello, per me vai fuori. Quindi figuratevi i giocatori».

Il direttore ribadisce comunque che la valutazione definitiva arriverà dopo un periodo di lavoro con Mignani: «Voglio dare 50 giorni insieme al tecnico, dopo 50 giorni ci sediamo a tavola e parliamo, in base a dove siamo, di quello che c’è da fare».

Polito ai tifosi: «State vicino alla squadra»

Il direttore richiama anche i risultati delle ultime due stagioni e invita l’ambiente a sostenere il gruppo nel momento più difficile.

«Noi dobbiamo ottenere una salvezza e consacrare la categoria, come è stato detto sempre, perché ogni anno non è che si può fare sempre dei miracoli».

E sul rapporto con la tifoseria: «State vicino alla squadra tutti. Poi il momento delle critiche arriverà, state vicino. Abbiamo bisogno di tutti».

Polito non nasconde la gravità delle ultime prestazioni interne: «Si possono anche perdere le partite, ma anche perdere ci sono modi e modi di perdere. Quelle due sconfitte ci hanno veramente umiliato».

Mignani: «Un grande onore essere qui. Dobbiamo invertire la tendenza»

Il nuovo allenatore ringrazia la famiglia Noto e il direttore sportivo per la fiducia.

«Per me è un grande onore essere qui a Catanzaro e anche con tantissima voglia, perché comunque quando uno è a casa vuole tornare a lavorare, per cui ho accettato con grande entusiasmo».

Mignani è consapevole delle difficoltà: «Sono arrivato in una situazione non bella, ma quando una società cambia un allenatore è normale che la situazione non sia delle più rosee o delle più floride».

La ricetta è chiara: «Solo attraverso il lavoro, solo attraverso le considerazioni e quello che si vede ogni giorno sul campo, si può migliorare qualcosa in questa squadra».

Il primo obiettivo è recuperare fiducia: «La cosa più importante è stata riuscire a ridare quel pizzico di entusiasmo negli occhi ai ragazzi. Adesso bisogna cercare di portare il più velocemente possibile a casa dei punti».

«La medicina migliore sono i risultati»

Rispondendo alla domanda di USCatanzaro.net su come risollevare la squadra, Mignani non cerca scorciatoie.

«La medicina migliore sono i risultati, perché i risultati ti riportano il sorriso all’interno dello spogliatoio, all’interno del campo».

E spiega: «Per fare risultati bisogna mettersi sotto e lavorare e bisogna riuscire ad ottenere il massimo da questo gruppo di calciatori. Bisogna cercare di farli correre il più veloce possibile, cercare di dargli un’organizzazione quando la palla ce l’hanno gli avversari, cercare di dargli un’organizzazione quando la palla ce l’abbiamo noi».

«Non si può aspettare degli eventi, non si può credere nella fortuna, tutto ciò che non è allenabile non possiamo considerarlo».

Iemmello, Buso e le scelte di formazione

Mignani non intende escludere nessuno dalla corsa a una maglia.

«L’obiettivo mio è di cercare di tenere dentro tutti. Ho solo bisogno di capire chi in questo momento ha qualcosa in più rispetto a un altro».

Sul capitano è esplicito: «Sicuramente Iemmello, che è il capitano, che è un giocatore rappresentativo, mi deve aiutare a cercare di trovare delle soluzioni».

Ma precisa: «È chiaro che l’allenatore lo sono io, che le scelte le faccio sempre solo io».

Quanto alla collocazione tattica di Iemmello, Mignani non si sbilancia: «È troppo presto per entrare nello specifico di moduli o di singoli».

Il tecnico riconosce però il peso offensivo del capitano: «Iemmello è un giocatore che negli ultimi anni a Catanzaro ha portato numeri, e io per numeri intendo gol e assist».

L’obiettivo sarà trovare «i giocatori che possano dargli libertà, spazio e possibilità di entrare in area di rigore per far gol o mandare qualcuno al gol».

«Il Padova sarà aguerrito. Voglio una squadra che combatta»

Sulla condizione fisica della squadra Mignani evita valutazioni premature, spiegando di aver avuto troppo poco tempo per conoscere il gruppo.

«Per quello che ho visto nei 90 minuti a Benevento la squadra ha corso, ha combattuto, ha lottato, a volte ha corso bene, a volte ha corso male».

Il prossimo avversario arriva da due vittorie consecutive: «Il Padova sarà aguerrito. […] Sarà una partita dal livello di difficoltà molto alto».

E detta la condizione imprescindibile: «Quello in cui spero è che, come è successo a Benevento, anche domani ci sia una reazione caratteriale per provare a vincere i duelli e a combattere su ogni pallone dal primo al 95°. Questo lo pretendo, me lo aspetto».

«Non prometto gol, prometto di combattere su ogni pallone»

Nel passaggio conclusivo, Mignani si rivolge direttamente alla tifoseria.

«Noi in questo momento indossiamo questa maglia, portiamo addosso questo stemma».

Poi la promessa: «Io non posso promettere che domani un mio calciatore si giri e calci la palla nel sette, però posso promettere, voglio promettere, che faccia di tutto per combattere su ogni pallone».

«Lo dobbiamo fare per noi, lo dobbiamo fare per la città, lo dobbiamo fare per la società e per i tifosi. […] Ne va dell’onore di ognuno di noi e della faccia di ognuno di noi».

Il messaggio che emerge dalla conferenza stampa è netto: Polito conferma la fiducia nell’organico ma si riserva ogni valutazione a gennaio; Mignani chiede tempo per lavorare, senza nascondere l’urgenza di conquistare punti. La prima risposta è attesa sul campo, contro il Padova.

Redazione 24

Autore

Redazione

Dal 2002 il portale più letto e amato dai tifosi giallorossi del Catanzaro

Scrivi un commento