Una partita complicata sin dall’inizio
Per tanti motivi, la gara odierna non era affatto semplice per il Catanzaro. La festività e, soprattutto, l’insolito orario delle 12:30 non hanno favorito l’afflusso di pubblico: poco più di 6.500 i paganti al “Ceravolo”. Un contesto particolare, reso ancora più delicato dalla situazione di classifica: giallorossi ormai vicini alla definizione della griglia playoff, mentre lo Spezia si presentava con l’urgenza di fare punti pesanti.
Il clima surreale e il ricordo sugli spalti
A rendere tutto ancora più particolare è stato il clima dei primi quindici minuti, giocati in un silenzio quasi irreale. Lo stadio si è fermato per ricordare la tragedia che ha colpitola Famiglia Trombetta a inizio settimana, con lo striscione degli Ultras: “Insieme oltre il buio verso la luce. Riposate in pace”. I cinque minuti di applausi hanno rappresentato una risposta forte e composta anche alle polemiche della vigilia sul mancato rinvio: una decisione condizionata da tempi tecnici ristretti (solo ieri si era saputo che i funerali si sarebbero svolti oggi) da un calendario ormai saturo.
Le scelte di formazione
Dal punto di vista tecnico, la novità è arrivata subito: “Jack” titolare al posto di Brighenti, fermato a scopo precauzionale. Per il resto, confermato l’assetto previsto, con Petriccione e Pontisso (capitano) a guidare la mediana.
Un primo tempo in crescendo
L’avvio è stato favorevole allo Spezia, complice il vento e un’atmosfera ancora ovattata. I liguri hanno gestito il possesso, creando qualche apprensione alla porta di Pigliacelli. Ma con il passare dei minuti e il ritorno del tifo, il Catanzaro ha preso campo, iniziando a imporre il proprio gioco fatto di possesso del pallone, manovra ariosa con verticalizzazioni rapide e improvvise. Il vantaggio firmato da Petriccione, dopo revisione VAR, è stato la logica conseguenza di questa crescita.
Resta qualche rimpianto per il pareggio subito: un’azione nata da un cross dalla trequarti, con Lapadula bravo a fare da sponda e Valoti abile a inserirsi, ma con una marcatura che poteva essere più attenta.
La ripresa e la supremazia giallorossa
Nel secondo tempo il copione si è confermato: lo Spezia ha provato ad alzare il baricentro, ma il Catanzaro ha risposto con qualità e organizzazione. La manovra avvolgente, unita alla spinta sulle corsie di Favasuli e Di Francesco, ha prodotto diverse occasioni nitide. Le reti di “Jack” ex dello Spezia, e la doppietta di Pittarello hanno concretizzato la superiorità, con l’attaccante che raggiunge Iemmello in vetta ai marcatori giallorossi e centra per la prima volta la doppia cifra tra i professionisti.
Applausi, rivincite e segnali forti
Al triplice fischio, la squadra ha raccolto il meritato applauso del pubblico. Un riconoscimento a un gruppo che ormai gioca con automatismi consolidati, indipendentemente dagli interpreti. C’è anche una rivincita sportiva: lo Spezia, che nella scorsa stagione aveva eliminato il Catanzaro in semifinale playoff, questa volta esce sconfitto dal “Ceravolo”. E simbolicamente, anche alcuni protagonisti di quelle sfide passate lasciano il campo a testa bassa. Ci riferiamo al tecnico D’Angelo, protagonista nella doppia sfida dello scorso anno e rimasto semre imbattuto al “Ceravolo”, a Di Serio, autore di una rete in quella semifinale playoff, e a Sernicola, che due stagioni fa andò a segno a Cremona, sempre nella stessa fase della competizione.
Restano due giornate e sei punti a disposizione. Il Catanzaro può affrontarle con maggiore serenità, ma senza abbassare la concentrazione. L’obiettivo è arrivare nelle migliori condizioni al 12 maggio, quando si giocherà il quarto di finale playoff in gara secca al “Ceravolo”. Vincere, infatti, non serve solo alla classifica, ma alimenta fiducia e autostima.
Numeri e ambizioni
C’è anche uno stimolo statistico: il Catanzaro della stagione 2023-24 chiuse a quota 60 punti, mentre l’attuale squadra è già a 59. Un traguardo alla portata, così come il dato sulle reti segnate, perfettamente in linea (59 contro le 58 attuali). Ancora più significativo il confronto difensivo: rispetto alla stagione targata Vivarini, la squadra di Aquilani ha subito nettamente meno gol (45 contro 50). Senza dimenticare che, con due vittorie, si potrebbe anche battere il record storico di punti in Serie B, fissato a 64 nella stagione 1970-71. Segnali evidenti di crescita che certificano il lavoro svolto.
Una certezza per il futuro
All’orizzonte ci sono Palermo e Bari, prima di conoscere l’avversaria nei playoff. Ma al di là del calendario, resta una certezza: questo Catanzaro è una squadra matura, consapevole e capace di giocarsela contro chiunque. Ed è proprio questa identità, costruita nel tempo, il vero valore aggiunto. Al di là dei risultati, ciò che resta è la sensazione di una squadra che ha trovato equilibrio, gioco e personalità.
I playoff saranno un banco di prova importante, ma non definiranno da soli il valore di questo percorso.
Perché quando un gruppo riesce a crescere così, unendo qualità e spirito, il traguardo più grande è già stato raggiunto: rendere orgogliosa una città e dare la certezza di potersela giocare sempre, contro chiunque e con questa guida tecnica e con tanti di questi interpreti, anche in futuro.
Redazione 24

