Bar Mangialavori

Chi si accontenta… gode?

Prova di forza del Catanzaro al Flaminio, ma non basta per la conquista dei tre punti.
di Giuseppe Mangialavori

Chi si accontenta gode. Vecchia massima che non fa di certo parte del patrimonio genetico dei vincenti, ma rimpiangere su quello che sarebbe potuto succedere ieri e non è accaduto, non porta giovamento a nessuno. E allora tutti contenti con Mancinelli e l’ex Lafuenti imbattuti. Un punto a testa e tutti sotto la doccia.

Eppure il Catanzaro (nota questa più che positiva) non si è accontentato affatto e anche se in dieci dal 14° del primo tempo, ha dominato per poi accontentarsi del pareggio solo nel finale.
 

Solita importante cornice di pubblico giallorosso in quel di Roma con un Flaminio ricco di aspettative per il big match della seconda di campionato. La gara non è stata noiosa, anzi…ed alla fine e dopo avere sprecato troppo, il Catanzaro ha rischiato anche la beffa.

 

Il Catanzaro di Mister Silipo ha sciorinato una buona personalità anche se non è più procrastinabile una soluzione definitiva per la linea mediana del campo. Dopo l’arrivo di Berardi (ieri all’opera solo negli spiccioli finali di gara) di Archimede Morleo e per ultimo quello di Daniele Ancione (in prestito provenienza Catania), l’allenatore giallorosso potrà prendere una decisione e plasmare al meglio il reparto.

Perdere un uomo dello spessore di  Caccavale (a dir poco ingenuo/irresponsabile il comportamento del forte difensore) non fa mai bene, anche in vista della gara di domenica prossima che vedrà il Ceravolo ospitare la V. Lamezia.

 

Comunque, bisogna riconoscere agli uomini di Silipo, che seppure in inferiorità numerica sin dal 14°, hanno non solo retto bene, ma dominato per lunghi tratti.

 

Se la Cisco vista ieri confrontarsi contro il Catanzaro tra le mura amiche è quello squadrone che dovrebbe fare tremare la C2…serio candidato al salto diretto in C1, allora il Catanzaro ha il dovere di prendere atto della propria forza, per porsi con la massima autorevolezza quale leader del campionato. Benevento, Monopoli e Scafatese, viaggiano a punteggio pieno, ma siamo appena alla seconda ed il campionato deve ancora iniziare o quasi. In settimana, com’è giusto qualcuno parlerà già di un Benevento protagonista o del Monopoli e di una matricola terribile dal nome Scafatese, ma siamo appena alle prime due partite… Il futuro, i campi pesanti del freddo inverno, le decisioni arbitrali… ci diranno di più.

 

E a proposito di decisioni arbitrali, appena sufficiente Matteo Passeri di Gubbio. Ha usato un peso e una misura in riferimento a tutti gli episodi che hanno visto spadroneggiare il vecchio Di Canio, per poi tentare di rifarsi al 39° della ripresa….e poi mandare anzitempo sotto la doccia Di Meglio in zona Cesarini.

 

Diciamo che quella del Flaminio è stata una ciambella priva del classico buco. I deputati al gol si sono concessi una… pausa di riflessione. In altri tempi il Bueno che tutti conosciamo, non avrebbe fallito occasioni così propizie. Lo stesso attaccante argentino, molto onestamente (bisogna riconoscerglielo) a fine gara ha ammesso di avere inspiegabilmente mandato alle ortiche ottime opportunità (d’accordo ma che non accada più).  Così come non dovranno più verificarsi episodi come quello avvenuto al 14°, protagonista Caccavale. Seppur provocato, da un esperto giocatore come lui, ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso. L’intera Francia piange ancora un mondiale perso (forse) per la bravata Zidaniana, per l’attuale Catanzaro l’auspicabile promozione vale quanto un mondiale. Ottimo ieri il contributo di Fabrizio Ferrigno che ha anche “rischiato” di coronare la propria prestazione, cercando di “imitare” Rino Frisenda dal calcio d’angolo e se quella palla avesse superato Lafuenti…

 

Considerando tutto, dunque, questa prima trasferta 2007/2008 deve senz’altro considerarsi positiva per ciò che concerne la personalità del gruppo, lo spessore tecnico dei giallorossi e la forza insieme alla compattezza messe in campo al Flaminio di Roma. La prossima, al Ceravolo, contro il Lamezia, potrà dirci ancora di più dove oseranno volare le Aquile…

 

Giuseppe Mangialavori

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Giuseppe Mangialavori

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