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Due vittorie consecutive targate equilibrio e maglia nera

Mister Calabro contro il Teramo ha confermato dieci undicesimi rispetto ad Avellino. Domenica la trasferta a Francavilla

Il calcio è strano. Una settimana fa il Catanzaro viveva un day after alquanto complicato in seguito al pareggio per 1-1 arrivato contro un Palermo ridotto in nove uomini. La posizione di mister Calabro sulla panchina dei giallorossi non era salda – complice anche il 5-1 di Terni – e subito dopo quel pari era arrivata la strillata del direttore generale Foresti con tanto di ritiro punitivo per i calciatori.

Oggi, invece, si dà giusto merito ad una squadra che in tre giorni ha sconfitto due delle tre imbattute dell’intera Serie C. I giallorossi, dapprima hanno battuto, domenica, l’Avellino di Piero Braglia al “Partenio” per 1-3 in rimonta, poi, hanno rifilato un 1-0 al Teramo, ieri al “Ceravolo” al termine di una partita maiuscola delle Aquile ed il punteggio è anche risicato per quanto visto in campo. Migliore in campo Lewandowski, portiere del Teramo che tra errori sotto misura dei giallorossi, scelta di posizione, riflessi e buona dose di fortuna, ha impedito all’US di segnare più gol.

EQUILIBRIO

Avellino e Teramo hanno due cose in comune. Innanzitutto, la più evidente, è quella maglia nera che è associata alla vittoria ai rigori di Verona. In entrambe le gare l’US è sceso in campo con la terza divisa ed i risultati sono stati ottimi tanto che sui social più di qualche tifoso ha chiesto di giocare sempre con questa maglia. Scaramanzia a parte il secondo aspetto simile rispetto ad Avellino riguarda atteggiamento ed equilibrio. Forse la parola chiave è proprio questa per un Catanzaro che in più di qualche partita sembrava sfilacciato e non messo bene in campo.

Alla fine mister Calabro una certa quadratura la sta trovando e rispetto al “Partenio” ha cambiato un solo uomo: Evacuo per Curiale, per il resto identica formazione. Davanti a Branduani sta trovando continuità il terzetto Riccardi-Fazio-Martinelli; Risolo e Verna sono un duo che fornisce molta quantità e, di conseguenza, libertà a Carlini di svariare sul fronte offensivo senza troppe preoccupazioni. L’ingresso di capitan Corapi a metà ripresa è servito ad amministrare il punteggio in entrambe le gare. Di Massimo continua ad essere una spina nel fianco per le difese ed ecco che gran parte della formazione è fatta. L’inserimento dell’attaccante su quello che in gergo tecnico viene chiamato half space è stato determinante: passaggio all’indietro (cut back) per Carlini e la rete del vantaggio – strameritato – del Catanzaro è stata servita.

E dire che di fronte le Aquile avevano un Teramo che era imbattuto, con la miglior media punti del girone e con la miglior difesa. Risultato: Branduani quasi spettatore non pagante se non fosse per qualche uscita importante ed un solo intervento su un colpo di testa debole.

E ORA A FRANCAVILLA

Nessuna tregua però per il Catanzaro che domenica sarà atteso dalla sesta sfida in diciotto giorni. Le Aquile faranno visita alla Virtus Francavilla per un match da non prendere assolutamente sotto gamba. Questo pomeriggio i giallorossi si sono ritrovati al “Federale” per una sessione di allenamento agli ordini di mister Calabro. Ai pugliesi mancherà per squalifica il difensore Caporale espulso ieri a Terni.

Il calcio è strano e così come l’US non era una squadra formata da calciatori non validi prima, ora l’errore più grande sarebbe compiere voli pindarici. L’atteggiamento dovrà essere lo stesso di queste due partite se si vorranno portare punti a casa in un campo difficile e contro una squadra affamata di punti.

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Ferdinando Capicotto

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