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Gianni Improta a DB Radio: «Il mio sogno è riportare il Catanzaro nelle categorie che gli si addicono» [VIDEO]

Il “baronetto” ha parlato, inoltre, del derby di ieri e del Catanzaro di Braglia e Corona

Se il numero 11 per antonomasia in casa Catanzaro è associato a Massimo Palanca, uno dei 10 più importanti nella storia delle aquile è stato sicuramente Gianni Improta. Ex calciatore dell’US (oltre 100 partite dal 1975 al 1979) ai tempi gloriosi di Serie A e B. Non solo giocatore, ma anche allenatore e dirigente delle aquile. Improta – oggi attuale Club Manager di una Juve Stabia che l’anno scorso ha conquistato la promozione in Serie B – era presente ieri sugli spalti del “Ceravolo” per assistere al derby perso dalle aquile contro la Reggina. Il “baronetto” è intervenuto telefonicamente a Net Club, condotto da Matteo Pirritano e Francesco Panza, programma all’interno di DB Radio. Di seguito le sue parole.

Sullo scontro fra Catanzaro e Reggina ha affermato: “Bellissima cornice di pubblico. Le squadre hanno accettato il verdetto del campo sportivamente, dopo essersi affrontate a viso aperto. Da un lato la Reggina merita il primo posto, ma il Catanzaro ha dimostrato di poter competere per raggiungere, magari dalla porta secondaria, la categoria superiore. I giallorossi avrebbero meritato di più per come hanno cercato la vittoria. Il vento, poi, ha disturbato la gara”.

Improta si è espresso anche sulle condizioni del terreno del “Ceravolo”: “Il campo effettivamente presenta zone non ideali per mettere in pratica la tecnica che richiede Auteri. A Castellammare disponiamo di un manto sintetico di ultima generazione, che penso potrebbe giovare anche alle prestazioni del Catanzaro. È un aspetto da non sottovalutare”.

L’ultima promozione in B delle aquile risale al 2003-2004 con mister Braglia in panchina e Corona in campo. Improta era dirigente. “Noi, in quella stagione, eravamo molto cinici ed alla minima occasione, consapevoli della nostra forza, non perdonavamo, come la Reggina di oggi e questo Catanzaro potrebbe farlo anche se gioca un calcio diverso, a tratti bello, nonostante le varie vicissitudini. Poi noi avevamo Giorgio Corona e nei momenti difficili sapeva come buttarla dentro”.

Sicuramente i giallorossi non arriveranno primi e la Serie B, al massimo, potranno ottenerla tramite i playoff. “La storia insegna che il Catanzaro non ha mai vinto i playoff. Che sia questa l’annata giusta? È difficile però è l’unico spiraglio. Tuttavia è necessaria la concentrazione da parte di tutti”.

Improta non si lascia andare troppo sul suo futuro, però ha un sogno. “Ieri ho fatto visita al mio Catanzaro con grande piacere, e verrò spesso a vederlo, ma in questo momento serve massima concentrazione, non azioni di disturbo. Però, per quanto mi riguarda, per tornare mi basterebbe una telefonata e non l’ho mai. Il mio sogno nel cassetto è far parte del Catanzaro per rilasciarlo, un domani, dove l’ho lasciato da calciatore, ovvero nelle categorie che gli si addicono, come serie B e ogni tanto la A. Con l’attuale società tutto è possibile. In Italia, infatti, sono poche le società così. Bisogna solo organizzarsi bene, senza anticipare i tempi, ma con pazienza, perché le cose si possono sistemare pian piano. In una società ognuno deve assolvere il proprio compito, affidandosi a persone che sanno il fatto loro”.

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Ferdinando Capicotto

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