Intervistiamo

Il Corpo Forestale blocca la costruzione di una discarica

“Nel corso delle attività di controllo pianificate dall’Ispettorato generale del Corpo forestale dello stato per il 2010, il personale del Nipaf (nucleo investigativo di polizia forestale) unitamente a personale del Comando provinciale e dei comandi stazione di Girifalco, Serrastretta e Tiriolo, è stato accertato che i lavori iniziati per la realizzazione di una discarica che, in apparenza era in possesso di tutti i requisiti, le autorizzazioni ed i nulla osta previsti dalle leggi, in realtà stava per essere costruita in palese violazione di numerose norme, anche con il favore dei comuni interessati e della Regione Calabria”. E’ quanto si legge in una nota del  Comando Provinciale di Catanzaro del Corpo Forestale dello Stato.

“La discarica era previsto dovesse sorgere in un terreno boscato in località Battaglina del comune di S. Floro e di proprietà del comune di Borgia, su una superficie interessata, complessivamente, di circa 45 ettari per un investimento intorno ai 25 milioni di euro. La discarica doveva essere realizzata in base a specifiche delibere comunali di approvazione da parte sia dell’ente proprietario del terreno, il comune di Borgia, che da parte del comune in cui è ubicato il terreno, il comune di S. Floro. Il terreno interessato dai lavori di realizzazione della discarica, è totalmente coperto da bosco proveniente da attività di rimboschimento fin dagli anni 60, da parte di un ente di forestazione, il consorzio Alli punta di Copanello, e come tale soggetto a specifico vincolo idrogeologico di natura inibitoria, è stato totalmente interessato da un incendio nel 2007, e quindi soggetto ai relativi vincoli di inedificabilità previsti dalla legge sugli incendi boschivi la 353/00, ed è altresì soggetto al vincolo paesaggistico ambientale oltre ad essere gravata da uso civico. Un aspetto particolare riguarda l’incendio, di notevole gravità ed entità e verificatesi in uno dei periodi di maggiore emergenza dovuta agli incendi boschivi, di tutta la storia della provincia di Catanzaro e del Sud in genere, in cui ci sono stati i morti nell’incendio di Peschici e si è reso necessario decretare lo stato di emergenza di protezione civile. Dal punto di vista dei vincoli, sulla base di quelli derivanti dal rimboschimento e di quelli susseguenti all’incendio boschivo, nel mentre è previsto, obbligatoriamente di effettuare il reimpianto del bosco (ai sensi di quanto previsto dal piano di coltura vigente), e senza poter eventualmente usufruire di contributi pubblici (ai sensi della legge contro gli incendi), si è invece previsto di eliminare definitivamente il bosco impiantando una discarica. La vegetazione boschiva è di rilevante pregio dal punto di vista ambientale ed idrogeologico, essendo costituita da una formazione naturale di diverse specie di quercia, in particolare di roverella e farnetto, e da un soprassuolo di eucalipto. Riguardo alla presenza dell’eucalipto, di rilievo è anche l’attuale evoluzione verso formazioni vegetali a favore delle specie autoctone quali le querce, e quindi di rilevante efficienza ecologica e di salvaguardia idrogeologica. Gli accertamenti avviati nello scorso mese di luglio, a seguito della comunicazione dell’inizio dei lavori da parte della società la SIRIM srl, hanno subito messo in risalto che il sito in cui doveva essere realizzata la discarica fosse soggetto a tutti i vincoli sopra richiamati, e pertanto solo dopo pochi giorni dall’inizio dei lavori e cioè mentre si stava procedendo al disboscamento della superficie si è proceduto al sequestro dell’intera area interessata, nonché dei mezzi e degli automezzi utilizzati ed ovviamente al sequestro dell’ingente quantitativo di materiale legnoso, di rilevante valore economico, tagliato e depositato nell’area. Successivamente si è proceduto quindi al sequestro anche di tutti gli atti di progetto e della documentazione esistente presso il comune di S. Floro e presso il Dipartimento agricoltura e foreste della Regione Calabria, ed all’acquisizione degli atti presso il comune di Borgia quale proprietario. L’analisi approfondita anche degli atti sequestrati ha consentito di evidenziare che la Sirim, ha avviato la realizzazione della discarica, presentando atti e documentazione in parte falsa per l’acquisizione delle autorizzazioni e dei nulla osta, con l’approvazione dei comuni interessati di S. Floro competente amministrativamente e del comune di Borgia proprietario dell’area, al fine di superare i vincoli inibitori esistenti quali quello idrogeologico e quello derivante dall’incendio boschivo che ha percorso l’area nel 2007, oltre che ambientali, nonché della Regione Calabria ed in particolare del Dipartimento foreste che, con atti e procedimenti non conformi non ha esercitato le proprie funzioni. L’indagine, che ha già avuto un pronunciamento favorevole da parte del Tribunale del Riesame e misure di prevenzione in merito ai sequestri ed alle perquisizioni effettuate, vede interessati gli amministratori ed i tecnici dei comuni di S. Floro, Borgia e della Regione Calabria competenti nel procedimento amministrativo per l’acquisizione delle autorizzazioni e dei nulla osta nel periodo tra la fine del 2007 e l’inizio del 2010, oltre che degli amministratori della Sirim e dei redattori degli atti di progetto della discarica”.

Autore

Salvatore Ferragina

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