Dalla Redazione

Meglio tardi che mai

I comunicati del CZ Club, il ritorno degli UC al “Ceravolo”: la tifoseria si è svegliata ma il Catanzaro non c’è più

Il letargo è finito, il Catanzaro pure. A pochissimi giorni dall’annuncio del loro rientro in campo dopo l’autosospensione, gli Ultras 1973, storico gruppo-guida della curva Capraro, hanno compiuto ieri pomeriggio un gesto goliardico. Scavalcati i tornelli e occupati per alcuni minuti i gradoni del “Ceravolo”, una ventina di ultras giallorossi ha esposto l’eloquente striscione: “Il veglione più bello che ci sia…. è quello che passo con gli ultras a casa mia“. Un brindisi per dimenticare il funesto 2010, proprio nel luogo sacro che in questa stagione non li ha visti protagonisti. Gli UC hanno anche acceso dei fumogeni e appeso i due striscioni storici “ULTRAS” e “MASSIMO”.

Il gesto è stato accompagnato da un comunicato diramato a tutte le testate, con cui gli ultras giallorossi attaccano duramente Catalano, Santaguida e Ferrara («tre inconcludenti straccioni») e la classe politica catanzarese (con la sua «insignificante impotenza»), chiedendo con forza che «qualcuno si metta la mano alla coscienza e una al portafoglio e ci faccia uscire da questo oblio».

La seconda uscita degli Ultras in pochissime ore che si somma ai due comunicati del Catanzaro Club di Rotella. Negli ultimi 10 giorni è un susseguirsi di prese di posizione contro i soci dell’Effeccì e la politica, dopo mesi e mesi di imbarazzanti silenzi o, al massimo, di tiepidi rimbrotti. Durante i mesi estivi, in prima linea c’erano solo i club aderenti al Blocco ’29. Le contestazioni di luglio e agosto, sotto il sole cocente, furono lasciate ai padri di famiglia, spesso derisi anche dai media. Quando ancora c’era qualche speranza di salvare il Catanzaro. Quand’era il momento di indignarsi. Adesso che il cadavere è in avanzato stato di decomposizione, la tifoseria apparentemente sembra di nuovo unita. Troppo tardi? Meglio tardi che mai.

Red

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Pubblichiamo integralmente il comunicato diramato dagli Ultras Catanzaro 1973.

Mentre tutti sono intenti a sbollentare le ultime lenticchie e a travasare gli ultimi litri di vino per festeggiare nel migliore dei modi l’anno nuovo, noi Ultras Catanzaro 1973 abbiamo deciso di dare un segnale a chi crede di aver messo a tacere la nostra fede e la nostra passione. Qualche minuto fa radunatici fuori dal glorioso “Nicola Ceravolo” scavalcando gli inutili e obbrobriosi tornelli, abbiamo deciso di brindare al nuovo anno proprio nel posto in cui questo maledetto 2010 non ci ha visto protagonisti per la prima volta negli ultimi 37 anni della nostra storia, i gradoni della Massimo Capraro. Abbiamo esposto il nostro striscione principe “Ultras” e innalzato uno a tema che recitava: IL VEGLIONE PIU’ BELLO CHE CI SIA…. CON GLI ULTRAS A CASA MIA.

Quest’azione non è voluta essere solo una goliardata di fine anno ma un appello disperato, affinché qualcuno si metta la mano alla coscienza e una al portafoglio e ci faccia uscire da questo oblio che attanaglia le sorti del Catanzaro calcio. In una città dove il calcio è un colosso sociale, per alcuni una ragione di vita, dobbiamo assistere inermi di fronte ai continui battibecchi politici dei vari consiglieri, deputati e onorevoli che si scaricano a vicenda le colpe di questa triste situazione, ma ormai smascherati della loro insignificante impotenza avendo dimostrato, tutti gli schieramenti accorsi al capezzale del Catanzaro, di contare quanto il due di bastoni quando la briscola è a denari.

Con gli inizi del nuovo anno i libri sociali di questa fandonia chiamata FC finiranno in tribunale liberandoci anche di questi tre (Santaguida, Catalano e Ferrara) inconcludenti straccioni che sulla falsa riga di Bove, Soluri e Aiello pensavano che il Catanzaro si potesse gestire con i soldi del monopoli. Questa volta non inneggeremo a nessun venditore di caffè, di surgelati o supermarkettista, ma ci affidiamo al fato e sogniamo ad occhi aperti, sperando che qualcuno dal buio raccapricciante del tribunale ci riporti nell’olimpo al fianco degli DEI, noi siamo pronti a ripartire anche dalla terza categoria purché i nostri occhi rivedano le inconfondibili strisce giallorosse e le nostre orecchie risentano il boato della MASSIMO CAPRARO. BUON ANNO

 


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