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Play-off, Catanzaro-Teramo: 0-0. L’analisi tecnico-tattica

Scritto da Davide Greco

Il Catanzaro supera il turno casalingo contro il Teramo. Finisce a reti bianche il primo match ufficiale dopo il lockdown.

Primo tempo giocato a ritmi bassi soprattutto per l’assetto ultra difensivo del Teramo, che DiMascio ha sorprendentemente schierato con il 3-5-2. Fatto sta che gli esterni di centrocampo Santoro e Florio hanno preferito schiacciarsi sulla linea di difesa, il risultato è stato un dominio quasi totale dei giallorossi.

Nonostante il prolungato possesso palla e un paio di uscite kamikaze del portiere abbruzzese, il Catanzaro non è riuscito a sbloccare il risultato né su calcio da fermo, né in seguito ad alcune convincenti incursioni in area avversaria.

le formazioni

Falcidiato da assenze importanti, DiMascio ha optato per un inedito 3-5-2 che vedeva Valentini fra i pali, Cancellotti Cristini e Piacentini a formare la linea di difesa a 3, con Mungo play basso davanti la difesa e Soprano Ilari mezzali, esterni di centocrampo Santoro e Florio. In avanti il duo Bombagi Magnaghi.

Auteri ha schierato la formazione tipo con Bleve in porta, Celiento Atanasov e Martinelli in difesa, Casoli Corapi DeRisio e Contessa a centrocampo, Kanoutè DiPiazza e Carlini in attacco.

Non è calcio d’agosto ma poco ci manca. Il prolungato stop ha inciso sulla condizione e sul ritmo partita restituendo uno di quegli incontri che ha ricordato più le amichevoli estive che i play-off di fine stagione. L’impegno si è visto da ambo le parti e questo è più che sufficiente per tornare a parlare di calcio giocato.

Il Catanzaro forte del doppio risultato a suo favore non ha lasciato il pallino del gioco in mano agli avversari, quest’ultimi di contro hanno fatto davvero poco per passare il turno. I più pericolosi sono stati Casoli che ha impegnato severamente Valentini e DiPiazza che ha fallito di poco una buona girata su cross di Contessa.

Non c’era chissà quale attesa di un gioco vivace e spumeggiante, ma di sicuro ci si aspettava molta più intraprendenza dagli ospiti che si sono fatti pericolosi solo al 42esimo con una micidiale punizione di Bombagi cui Bleve si è opposto alla grande.

Con Mungo nell’insolito ruolo di play davanti la difesa e la non sempre tempestiva interdizione delle mezzali Ilari e Soprano, gli esterni del Catanzaro si sono avvicendati facilmente sulla trequarti senza però riuscire a sfondare il muro eretto dagli ospiti.

note in chiaro-scuro

Buona la prova di Celiento e Contessa che si sono proposti per la sovrapposizione sulle rispettive fasce di competenza. Se per la difesa si è trattato di ordinaria amministrazione, ben diversa è stata la prova di Corapi che ha fatto i conti con la fisicità degli avversari subendo numerosi falli.

Kanoutè è partito bene scalando spesso la posizione per ricevere il primo passaggio verticale dalla difesa e quindi aprire il gioco sulle corsie laterali, poi si è spostato a sinistra avvicendandosi con Carlini ma senza trovare lo spunto vincente. Verrà sostituito nella ripresa da un DiLivio ancora in ritardo di condizione.

DiPiazza ha perso quasi tutti i duelli fisici con Cristini ed è stato più volte richiamato da Auteri che lo voleva meno isolato al centro dell’attacco e più presente in fase di copertura, soprattutto nella ripresa quando il Teramo ha alzato il baricentro e Mungo a più riprese si è affacciato nella trequarti giallorossa.

Per l’ariete giallorosso non si tratta di una bocciatura, ma in futuro dovrà muoversi molto di più se vorrà tornare utile alla manovra offensiva come a quella difensiva.

l’uomo del match

Uno dei migliori è stato Carlini, che ha messo in campo tutta la sua esperienza, tuttavia non sono passate inosservate alcune situazioni (in particolare quando riceve spalle alla porta) in cui non è riuscito ad innescare il dai e vai con il compagno vicino.

La ripresa ha offerto qualche nota più vivace, ma nulla di più. Al 70esimo minuto DiMascio ha inserito due attaccanti al posto di Mungo e Soprano, ma l’assetto ultra offensivo si è tradotto in una sterile palla lunga che ha finito per mettere in risalto qualche grossolana sbavatura di chi difendeva e di chi attaccava.

Per il Teramo la stagione è conclusa, per il Catanzaro il cammino si fa in salita. La prossima sfida sarà sicuramente più impegnativa, ma oggi l’importante era riprendere confidenza con il rettangolo verde.

Autore

Davide Greco

4 Commenti

  • Il solito Catanzaro contro un avversario piuttosto modesto , l’impressione e’ che manca ancora tanta qualita’ per pensare a un salto di categoria .Quando ti ritrovi dei calciatori che non sanno fare nemmeno un cross o che da pochi passi non inquadrano nemmeno la porta mi viene difficile pensare a un successo finale. Questo non toglie meriti ai ragazzi che si sono impegnati fino a quando la condizione atletica l’ha consentito e comunque nel calcio tutto e’ possibile basta saper aspettare.

  • Partita abbastanza brutta. Teramo quasi inesistente (difesa a cinque spesso e volentieri e falli a ripetizione) ma il Catanzaro non è che abbia fatto vedere chissà che cosa. E’ vero si gioca dopo lunga interruzione, ma anche prima si giocava così, cioè possesso palla sterile, 1 solo vero tiro in porta(quello di Casoli), lentezza e pochissima fantasia. A questo aggiungi un paio di elementi o forse di più inconcludenti(Corapi e Di Piazza su tutti), Kanoute che non sa tirare più in porta e il quadro è quasi fatto. Il resto nella media, abbastanza bassa, anche se Carlini e Di Risio hanno dato molto di più come qualità e quantità. Una menzione per Bleve bravo, molto bravo non solo per la parata su Bombagi, speriamo di riuscire a tenercelo per il prossimo campionato, magari con un nuovo allenatore perchè Auteri ha dato.

  • La condizione atletica vale per tutti, la verità è quella che sappiamo, nonostante gli sforzi fatti dalla società a Gennaio, abbiamo poca qualità soprattutto in attacco.
    Ora la musica cambia, il pari non serve più, per passare bisogna vincere sempre in trasferta.

  • L’anno in corso non è stato brillante per i colori giallo rossi, io sono convinto che le partite si vincono attaccando. Canoutè, che sa ben dribblare, lasciamolo giocare costantemente sulla dx e non spostiamolo in qualsiasi altra posizione sperando di guadagnarci di più. In velocità è un calciatore capace di scartare qualsiasi difensore. La cosa che secondo su cui deve insistere è , fatto questo, di crossare la palla indietro. Usiamo questa tattica in modo che, qualsiasi compagno che irrompe da dietro, abbia la possibilità di spingere la palla in rete donandoci finalmente, quella soddisfazione che, allenatore, dirigenza e sopratutto noi tifosi, aspettiamo per festeggiare, dopo tanti anni di anonimato, il ritorno in B,

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