PORTO, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E’ ATTENTA ALLA REALIZZAZIONE DELL’OPERA

 

Relativamente al Bando in scadenza il 30 luglio – misura 3.3 – “Porti, luoghi di sbarco e ripari da pesca” che prevedeva contributi a favore delle attività portuali, l’Amministrazione comunale ha avviato quanto nelle proprie possibilità per cercare di poter recuperare finanziamenti tali da creare immediate opportunità di concretizzazione dell’opera in costruzione. Fermo restando che il Comune può svolgere – e sta svolgendo – una funzione di stimolo verso gli organi competenti che dovrebbero finanziare il completamento della struttura, in questo caso lo Stato. In breve, e per chiarire come l’Amministrazione sia stata attenta alla vicenda a differenza di ciò che pensa chi sta portando avanti una polemica tanto strumentale quanto stucchevole, si riportano gli atti che l’ente ha messo in campo per non perdere l’opportunità prevista dal Por. L’architetto Cantisani, in quanto dirigente dell’UdP – Risorse finanziarie esterne, è stato incaricato a verificare la possibilità di partecipare al bando. Lo stesso ha contattato subito l’ingegnere Sterrantino del Provveditorato alle OO.PP. marittime, titolare del progetto preliminare già presentato, per verificare la possibilità di uno stralcio da proporre al bando. Il 28 luglio gli uffici del Provveditorato inviano all’UdP Comunale il progetto stralcio. Tale progetto stralcio viene però considerato non pertinente alle finalità di finanziamento del bando in quanto lo stesso prevedeva fondi per attività finalizzate a opere di supporto ad attività portuali pressoché esistenti (e il Porto di Catanzaro è in fase di costruzione), mentre lo stralcio prodotto era per attività edilizie di nuova realizzazione. Pertanto, d’accordo UdP e Assessorato al Mare, si conviene di non partecipare. A settembre, verificato che al bando avevano risposto pochi concorrenti e quindi esistevano ancora risorse, si è convenuto di ripresentare il progetto, pur consapevoli della tempistica e della diversificazione delle opere rispetto ai finanziamenti ma nella consapevolezza di poter avviare un confronto con l’Assessorato regionale.Puntualmente la Regione, a metà ottobre, ha risposto comunicando che la richiesta era pervenuta dopo la scadenza del bando ma ha ribadito altresì l’impossibilità di accedere comunque a tale finanziamento per differenze di impostazione progettuale.In ogni caso, avvalorando le premesse che hanno comportato la decisione di partecipare a tempo scaduto, la questione è stata affrontata dall’Assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Piero Amato che, a fine ottobre, ha voluto incontrare in Comune il sindaco Rosario Olivo. Una riunione alla quale hanno partecipato l’assessore Roberto Talarico, il vicesindaco Antonio Tassoni , l’architetto Biagio Cantisani nonché due dirigenti dell’assessorato regionale. In tale riunione si è cercato di verificare quali opere era possibile stralciare e quindi sottoporre ad ulteriori previsioni di finanziamento anche nell’ottica, per come appunto si presupponeva, di una riproposizione del bando stesso che dovrebbero essere pubblicato a gennaio e che potrebbe, comunque, offrire ancora una ulteriore opportunità.A questo proposito l’assessore Amato ha interessato il sottosegretario alle Politiche agricole e forestali Antonio Bonfliglio e il dirigente generale del Dipartimento regionale “Programmazione nazionale e comunitaria” Salvatore Orlando, cercando di coordinare tutti quei soggetti che possono giocare un ruolo importante per la realizzazione dell’opera. Tuttavia c’è da dire che resta il problema di fondo, in quanto l’accessibilità a bandi come quello della misura 3.3 del settore Pesca, è possibile solo se” l’affare porto” si stabilisce in maniera concreta relativamente alla sua definizione fisica presso le sedi di competenza che, al momento, come già detto, non sono quelle comunali.

Autore

Salvatore Ferragina

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