Intervistiamo

Stadio Ceravolo: Giglio e Capellupo e la farsa dell’inizio dei lavori

La vicenda ha ancora una volta l’amaro sapore della presa in giro e della mera propaganda, ai danni dei cittadini contribuenti

I lavori di ristrutturazione dello stadio “Ceravolo” di Catanzaro sono ancora fermi.

Lo denunciano Antonio Giglio e Roberto Guerriero, consiglieri comunali dell’opposizione di Palazzo De Nobili. “Abbiamo fatto stamattina, nelle nostre prerogative di Consiglieri comunali, – scrivono in un comunicato – un sopralluogo allo Stadio “Nicola Ceravoloper renderci conto dello stato dei lavori di ristrutturazione, il cui inizio è stato più volte datato dal Sindaco alla metà di settembre, e il cui stato di avanzamento è stato propagandato in diverse occasioni. In base a quanto riscontrato sul posto, e in base a quanto accertato negli uffici competenti, possiamo affermare che le nostre preoccupazioni sono più che confermate.

I 5 milioni non sono stati ancora sbloccati. Al momento, – denunciano – esiste solo l’anticipazione di poco più di 1 milione. In queste condizioni, e senza ancora il progetto definitivo, cominciare i lavori a metà settembre con pochissimi operai e un paio di mezzi meccanici ha ancora una volta l’amaro sapore della presa in giro e della mera propaganda, ai danni dei cittadini contribuenti.

Prendiamo atto che il Sindaco non abbia ancora risposto alle interrogazioni presentate nei mesi scorsi, dove si chiedevano certezze, fra l’altro, sulla disponibilità effettiva dei 5 milioni.

Abramo ha annunciato che in un anno i lavori saranno completati. Facendo un rapido calcolo, da ottobre (in corso) ad ottobre prossimo, la ditta dovrebbe produrre un SAL (stato di avanzamento dei lavori) di circa 300.000 euro al mese. È evidente – scrivono i consiglieri – che in queste condizioni, con i soldi non ancora erogati, e anche il mese di ottobre che sta trascorrendo senza significativi passi in avanti, non solo sono in dubbio i lavori stessi, ma anche la data di un anno che è stata annunciata. Saremo felici di essere smentiti dai fatti, ma al momento – anzi da anni – ai cittadini non si sta dicendo la verità.

E non è – in conclusione – con i soliti epiteti di gufi e quant’altro, nei confronti di chi cerca di squarciare veli di menzogne, che i problemi saranno risolti”.

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Redazione

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