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Viterbese: Taurino sfida il maestro Calabro

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I gialloblu inaugurano il 2021 con la sfida alle aquile di mister Calabro, grande ex della partita

Primo appuntamento targato 2021, quello di domenica, per Catanzaro e Viterbese valevole per la diciottesima giornata del girone C di Serie C. Sfida sicuramente piena di emozioni e ricordi soprattutto per i due grandi ex della partita, mister Antonio Calabro e il direttore generale giallorosso Diego Foresti.

La ripresa delle attività sarà inevitabilmente accompagnata dalla voglia di iniziare al meglio l’anno dopo aver chiuso quello passato con il segno X per entrambe le fazioni. I laziali, attualmente quattordicesimi in classifica, hanno raccolto quasi tutti i punti fuori dalle cosiddette mura amiche. Rapporto non proprio d’amicizia quello con lo stadio di casa visto che i punti conquistati allo stadio “Enrico Rocchi” sono solamente due in sette partite disputate. Questo particolare dato suggerisce quindi un ulteriore pericolo per la squadra di Calabro che di contro può vantare un notevole score al “Ceravolo“.

Il mese di gennaio è un mese particolare per la stagione essendo periodo di intersezione tra calcio giocato e calciomercato. I gialloblu sono partiti subito forte con i movimenti visto l’arrivo dell’interessantissimo brasiliano classe 1995 Murilo prelevato a titolo definitivo dal Livorno. Il giovane carioca è arrivato in Europa, neanche vent’enne, per giocare in Portogallo con l’Olhanense prima di passare tra le fila del Livorno nell’estate del 2016. In Toscana gioca 146 partite condite da 27 reti e 12 assist in tre stagioni e mezzo.

Arriva dalla Serie D anche l’altro rinforzo per la squadra di Roberto Taurino, si tratta del rumeno classe 1999 Dorin Sirbu che andrà a prendere il posto di una meteora passata dalle parti del “Ceravolo” ovvero Aimone Calì che ritorna in Serie D al Montespaccato.

ANALISI TECNICO TATTICA

La Viterbese, prima delle ferie, era salita agli onori della cronaca per via della disgraziata partita con la Casertana. Un precedente unico nella storia del calcio italiano, con la distinta dei campani ridotta all’osso, la partita che si è giocata comunque e il presidente Romano che ha polemizzato con i falchetti. Tre punti cruciali quelli, senza i quali oggi la Viterbese sarebbe in zona playout.
Nella prima stagione post-Calabro, la società giallonera ha battuto, almeno per curriculum, la strada della continuità: Taurino, il nuovo allenatore, era stato vice dell’attuale tecnico giallorosso a Francavilla. Con lui condivide le origini leccesi, ma al momento l’abito tattico sembra essere diverso.

La Viterbese si dispone di solito con un 4-3-3, modulo che sembra andare per la maggiore nel girone C dopo anni di tirannia del 3-5-2. I laziali giocano un calcio propositivo rispetto alla media delle squadre coinvolte nella lotta salvezza. Ovviamente non un’idea di gioco spregiudicata, ma neanche il solito blocco basso che aspetta di ricavarsi gli spazi con un errore avversario. Certo, le ripartenze la Viterbese non le disdegna, ma ha anche giocatori capaci di creare a partire dalla tecnica.

Soprattutto sul lato sinistro del campo, dove si associano Francesco Salandria e Oliver Urso. Il primo, mezzala nel centrocampo a tre, calabrese di Trebisacce, è un volto noto della categoria, dati i trascorsi con il Catania e, soprattutto, con la Reggina. Si tratta di un centrocampista di buon piede bravo a resistere alla pressione. Urso invece è un classe ’99 italo-danese, come suggerisce il colore dei capelli. Ha un passato da trequartista e da esterno di centrocampo, che emerge ogni volta che ha la palla. Urso è bravissimo a condurre in diagonale verso l’interno e a tagliare palla al piede le linee avversarie. Le combinazioni sulla fascia cercano di liberare spazio per il cross, mentre i compagni sul lato debole invadono l’area.

In attacco senza Tounkara, l’uomo franchigia, squalificato, occhio a un altro prodotto del settore giovanile della Lazio, Alessandro Rossi, capocannoniere dei gialloneri con cinque gol. In fase di non possesso la Viterbese pressa in maniera aggressiva in occasione dei rinvii, con le mezzali che si alzano vicino alla punta per portare pressione sulla difesa. Anche quando il blocco si abbassa fino a centrocampo, l’idea degli uomini di Taurino è di uscire per tempo sui portatori di palla avversari.

Taurino conosce bene Calabro e di certo non si farà trovare impreparato dal punto di vista tattico. Il Catanzaro però è superiore, dovrà far valere il proprio talento e, in caso di vantaggio, dovrà evitare un atteggiamento passivo simile a quello del secondo tempo di Catania: solo così si evita di dare fiducia a formazioni sulla carta più deboli.

Foto: pagina Facebook U.S. Viterbese 1908
Samuele Cardamone e Emanuele Mongiardo

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1 Commento

  • Dopo aver lasciato partire Evan’s, grazie alle tattiche rinunciatarie di Calabro e tenuto caro il “gioiello” Casoli, che continua ad associare regolarmente incapacità di saltare l’uomo ed impossibilità a mettere un pallone degno di questo nome in area di rigore, cosa ci riserverà questa sessione di calciomercato? Il Catanzaro é una religione, non é un cantiere. Il Catanzaro ha bisogno di gente che ama questa maglia esattamente come i suoi tifosi. Passione, rabbia ed attaccamento alla maglia anche morboso se necessario. Abbiamo fame. Vogliamo vincere.

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