Catanzaro News Le schede tecniche

Welbeck: la mezzala che mancava al centrocampo giallorosso

Nana Welbeck
Emanuele Mongiardo
Scritto da Emanuele Mongiardo

Il centrocampista ghanese porta in dote caratteristiche inedite per la mediana giallorossa. Ecco la sua scheda tecnica

Per età, caratteristiche e trascorsi, l’acquisto di Nana Welbeck sembra rafforzare le ambizioni del Catanzaro in vista della prossima stagione. Classe ’94, con un passato nella primavera del Brescia e nel campionato bosniaco, il centrocampista ghanese possiede doti fisiche e tecniche inedite per la mediana giallorossa e, nel migliore dei casi, potrebbe rappresentare un salto di qualità per il reparto. Welbeck ha giocato soprattutto da mezzala, ma in carriera si è mosso anche da mediano, per cui è adattabile sia al 3-5-2 che al 3-4-1-2 di Calabro.

Rispetto all’altra mezzala titolare delle aquile, Verna, Welbeck sembra più autosufficiente con il pallone, anche se non ha la capacità di accompagnare l’azione e di coordinarsi in area del centrocampista abruzzese. L’ex Catania riesce a far sentire la sua influenza su più altezze del campo. Potrebbe rimanere più vicino al regista, e quindi dare una mano nelle prime fasi del possesso.

Il Catanzaro spesso ricerca movimenti mnemonici, con i giocatori che svuotano il centro per lasciare libera la linea di passaggio verso la punta. Welbeck in questo senso è abituato a giocare di prima sugli attaccanti, ma, pur senza essere un playmaker, sa variare il suo registro di passaggi senza dover seguire per forza binari prestabiliti.

Sarà interessante vedere se Calabro lo terrà più vicino al regista o se invece gli chiederà di sganciarsi. Il ghanese ha fiato e gambe per coprire molti metri di campo ed è a suo agio in conduzione. Non sembra avere, però, troppa confidenza con gli ultimi trenta metri: in una stagione e mezza a Catania ha realizzato appena due gol e un assist. Il Catanzaro lo scorso anno ha saputo distribuire bene i suoi gol, anche per via dell’assenza di un catalizzatore davanti alla porta. Chissà che anche Welbeck non riesca a guadagnare confidenza in finalizzazione.

 

Welbeck per Carlini

Il dato migliore dell’acquisto di Welbeck, sulla carta, è il modo in cui le sue caratteristiche si sposano con quelle del miglior giocatore del Catanzaro, Max Carlini. Il nuovo centrocampista giallorosso ha una capacità di pescare l’uomo tra le linee con passaggi rasoterra che in rosa, lo scorso anno, aveva solo Corapi.

Carlini ama muoversi alle spalle del centrocampo avversario, ma troppe volte era costretto ad abbassarsi per prendere la palla dai piedi dei compagni, che non sapevano come innescarlo. Se Welbeck riuscisse con continuità a volgersi verso di lui con la palla, potrebbe permettere al trequartista di Terracina di aspettare qualche metro più avanti e di concentrarsi sull’ultima porzione di campo.

Inoltre, Welbeck gli offrirebbe protezione in fase di non possesso, accorciando in avanti in caso di perdita della palla. Del ghanese, in particolare, risalta la capacità di andare a terra per ribattere i tiri o contestare palloni in scivolata. Merito di un fisico robusto ma di taglia piccola – meno di un metro e settanta secondo Transfermarkt  – perfetto per giocare a centrocampo e spostarsi velocemente verso la palla.

Sull’acquisto di Welbeck, per una squadra come il Catanzaro, non sembrano esserci controindicazioni. Se gli si affiancasse un regista puro, sarebbe ancora meglio.

 

Foto di copertina: Us Catanzaro 1929

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Emanuele Mongiardo

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