Bar Mangialavori

A Trieste in giro per i Bar storici del centro

Diamo voce ai sostenitori. Prima e dopo la gara le impressioni dei tifosi giallorossi al seguito.

Cosa si dice nei bar, sul Catanzaro?
Posso dirvi cosa si dice nei magnifici Bar storici di Trieste.
La voce dei 400 tifosi giunti in terra Giuliana e’ un coro unanime.
“Il Catanzaro ha onorato la maglia, a noi interessano i punti ma quando si perde in questo modo non abbiamo nulla da dire ai nostri ragazzi in campo”

Valeva la pena seguire le aquile a Trieste, perché in questo lembo di Italia che festeggiava i 50 anni dalla riunificazione al ‘suolo’ nazionale(1) , si e’ vista la nascita di un progetto. Non siamo esagerati, perché tranne le sbavature difensive, che per onesta’ non nascondiamo, abbiamo visto in campo una squadra vera. Peccato per gli svarioni di Corona sotto misura. Se solo avesse infilato uno dei tre facili palloni capitatigli a tiro, saremo qui a commentare ben altro.
Franco, giunto a Trieste da Lugano, ci confida le sue speranze: “se giochiamo sempre in questo modo, i punti arriveranno. Corona deve metterle dentro altrimenti scendo in campo e le segno io al posto suo, tanto giochiamo nello stesso ruolo… Spero di tornare in Italia per la sfida di Ascoli. Maneggia a questi anticipi non ci capisco niente, oggi Sabato, poi Martedì, poi Venerdì, … ”.
Anche Andrea, di professione Vigile Urbano, ha seguito le Aquile in curva a Trieste: “A me non interessa il risultato, si tifa si sostiene il Catanzaro sempre. Oggi hanno giocato bene, hanno onorato i nostri colori, l’importante per noi e’ questo”.
Cosa dire di Antonio che da Catanzaro e’ arrivato in treno con altri 200 ‘fusi’. Con lo ‘sciarpone’ al collo recita il suo credo: “Bellissima partita, ma sono amareggiato, mi manca qualcosa dentro, mi sento come se mi avessero fatto un bel regalo e poi lo avessi perso per strada. Prova incoraggiante per il futuro, ma ci vogliono i punti per uscire dal pantano, dopo tutti questi chilometri tornare a mani vuote non e’ bello.”

Purtroppo al Catanzaro servono urgentemente punti per cancellare definitivamente il –5 inflitto a tavolino. La realtà e’ amara dal punto di vista aritmetico, mentre più abordabile se si considerano i progressi visti in campo.
E’ nostro auspicio che in questo anno particolare, con tanti uomini in rosa, la società appoggi Braglia nella gestione dello spogliatoio. Gli uomini di via Lombardi devono “affiancare” le scelte del tecnico, affinché tutti accolgano le decisioni dell’allenatore con la necessaria serenità. Laddove ci sono pareri discordanti, e’ necessaria la loro mediazione per rendere costruttiva ogni possibile scintilla. Con una rosa di 32 uomini, uno spogliatoio cosi ricco di individualità non si vedeva a Catanzaro da anni. E’ necessario che tutti abbiano il bene delle Aquile come fine di ogni discussione, limando al massimo le pretese individuali in favore di quelle del gruppo.

La domanda più curiosa la abbiamo raccolto a Trieste da Giovanni: “Dopo la seconda gara di campionato per seguire il Catanzaro, tra abbonamento e trasferta a Trieste in aereo, ho speso più soldi del campionato di C2. Vorrei sapere se almeno per la gara contro il Catania ci onoreranno consegnandoci questi benedetti abbonamenti?”
Naturalmente la giriamo simbolicamente alla società.

Intanto il cuore dei sostenitori giallorossi pulsa già in vista della gara interna contro il Catania. Il derby del profondo sud che anni addietro si svolgeva in serie A ora si ripresenta in B. Un caloroso saluto lo rivolgiamo a chi negli anni trascorsi ci ha condotto fino a qui tra mille difficolta’ ed attende impaziente un giudizio: ciao Luca, Fabrizio, Pasquale ed Ivano, NOI NON VI DIMENTICHIAMO, NEL BENE COME NEL MALE SIETE DEI NOSTRI.
Buon viaggio Aquile onorate la maglia e tirateci fuori dal segno meno.

Davide Pane

(1):Il 26 ottobre 1954 Trieste tornava ufficialmente ritornava all’Italia, dopo un’assenza durata nove anni. Quel giorno, un ufficiale italiano, il gen. Edmondo De Renzi, sostituiva, per conto dello Stato italiano, il Governo militare alleato che aveva gestito la città dal 12 giugno 1945, allorché ebbe termine l’occupazione jugoslava.

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Davide Pane

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