Intervistiamo

Approvato dal Consiglio Comunale l’atto d’indirizzo per le società partecipate

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Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (26 presenti) la “Ricognizione delle società partecipate dal Comune” e, contestualmente, un atto di indirizzo alla Giunta relativo agli interventi da adottare per il futuro delle stesse società. Adottato anche l’atto di indirizzo per le partecipazioni comunali. Passata anche l’integrazione al regolamento comunale di contabilità.

A relazionare sulle prime due pratiche è stato l’assessore al Bilancio Giuseppe Marcucci, il quale si è soffermato in particolare sulla prima, specificando che il compito del civico consesso, in base alla Finanziaria del 2008, “sarebbe soltanto quello di stabilire se le partecipate turbino o meno la libera concorrenza, se siano o no strumentali alle finalità istituzionali dell’ente e se eroghino servizi di interesse pubblico. Tuttavia – ha spiegato l’assessore – questa seduta costituisce una straordinaria opportunità per fare il punto sulle compartecipate e il Consiglio avrà il compito di indicare la strada da seguire”. Marcucci ha così proposto all’Aula un’analisi delle singole società, partendo dall’Amc. Dopo aver sottolineato l’impegno dell’Amministrazione per sostenere l’azienda di trasporto pubblico, ha affermato che per farla uscire dalla crisi economico-finanziaria che vive è “necessaria una ricapitalizzazione della che può avviarsi in sede di bilancio consuntivo del 2010, grazie a una avanzo di amministrazione di 10 milioni di euro. La Giunta – ha annunciato – arriverà con una proposta del genere in Consiglio che dovrà poi decidere se approvarla o meno”. L’assessore ha anche sottolineato come sia necessaria una riformulazione del contratto di servizio nell’ambito di un complessivo processo di risanamento. Marcucci, per alleggerire la posizione debitoria dell’Amc, ha proposto all’Aula la possibilità che il Comune rinunci a un credito, nei confronti dell’azienda di 360mila euro maturato nell’ambito della cessione dell’area che ospita l’attuale deposito dei mezzi. Per quanto riguarda la “Catanzaro servizi”, Marcucci ha illustrato una situazione definita “più tranquilla”. “In questo caso – ha spiegato – non necessitano interventi perché si è chiuso il bilancio in parità. Piuttosto occorrerebbe un contratto di servizi unico da parte del Comune”.

Più complessa la situazione di “Ambiente e servizi”. “Il venir meno del socio privato – ha spiegato l’assessore – ha portato i 27 comuni che costituiscono la società ad acquistare quelle quote per rimetterle sul mercato. Ma non è stato trovato un altro socio privato, nonostante una trattativa che sembrava dovesse andare in porto. Questo ha fatto si che le banche non erogassero più credito e la situazione è così precipitata”. Non necessitano di interventi le altre società partecipate dal Comune come Comalca, Sacal, Immobiliare Argento mentre è stata avviata la liquidazione di “Catanzaro 2000” perché al disotto del capitale minimo imposto dalla legge. “Del resto – ha proseguito Marcucci – ha esaurito i suoi compiti in quanto era nata per l’attivazione dei patti territoriali”. “Infine serviranno poche migliaia di euro – ha concluso Marcucci – per mantenere in vita la “Società centro tipologico per l’edilizia”. Nel dibattito che ha preceduto la votazione sono intervenuti i consiglieri Nisticò, Merante, Costanzo, Febbe, Lodari, Tallini, Mancuso, Cassala, Cirillo, Esposito, Elia, De Gaetano e Ranieri.

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Salvatore Ferragina

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