TatticaMente!

Bisceglie Catanzaro 1-0: l’analisi tecnico-tattica

Avatar
Scritto da Davide Greco

Giornata storta dell’undici giallorosso che in casa di un modesto Bisceglie rimedia la quinta sconfitta stagionale

Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere cantavano i The Rokes e chissà che anche Auteri non l’abbia ricordato ai suoi. Decisamente brutta la prestazione dei giallorossi che non hanno azzeccato nulla in quel di Bisceglie nonostante una sostanziale differenza di circa 30 punti in classifica.

Per Rudy Vanoli si è trattato di una giornata perfetta, quasi da incorniciare. I padroni di casa avevano bisogno di restare in corsa con le dirette concorrenti per la zona retrocessione e sono scesi in campo con la dovuta grinta e determinazione conquistando un meritato quanto sorprendente successo.

Primo tempo a ritmi blandi

Orfani di alcuni elementi, i padroni di casa si sono disposti con il consueto 3-5-2 schierando Cerofolini in porta, Maestrelli Markic e Longo in difesa, Bangu Risolo Parlati sulla mediana con Giron e Triarico sulle corsie esterne, infine Jovanoci e Starita in attacco.

Molte le assenze anche per il Catanzaro che è sceso in campo con Elezaj in porta, Nicoletti Riggio e Celiento in difesa, Favalli Maita De Risio e Statella a centrocampo, D’Ursi Bianchimano e Casoli in attacco.

Un po’ il terreno di gioco, un po’ la verve dei padroni di casa e mettiamoci anche la scarsa determinazione del Catanzaro sono stati gli ingredienti principali di un match iniziato a ritmi molto contenuti con pochissime accelerazioni e tanta confusione in mezzo al campo.

Nonostante i primi 45 minuti di gioco siano stati complessivamente noiosi sia sul piano della costruzione del gioco che su quello strategico, il Catanzaro è riuscito comunque a confezionare alcuni occasioni da rete. All’ottavo di gioco su calcio d’angolo, Riggio tenta la conclusione a rete ma il tiro viene murato da Risolo.

Al minuto 13 Bianchimano ha la più ghiotta delle occasioni. Imbeccato da D’Ursi, il numero 9 giallorosso supera di slancio Maestrelli e si trova a tu per tu con il portiere ma il tiro viene deviato in corner. Lo sprint del Catanzaro sembra la miccia corta di un petardo difettoso. Poche scintille e nessun botto.

Forte di una miglior prestanza fisica, il Bisceglie inizia ad abbozzare qualche manovra ma senza mai impensierire Elezaj. I più in palla sono Markic e Riggio, capaci di contenere o sovrastare i rispettivi avversari anticipandoli e mordendo loro le caviglie.

Verso lo scadere del primo tempo Elezaj commette un’ingenuità con un rinvio corto, la palla arriva a Triarico sulla destra che solo in area scarica in porta mandando di poco a lato. Pochi minuti più tardi Maita prova a scaricare tutta la propria frustrazione con un tiraccio dalla distanza che fine lontanissimo dai pai difesi da Cerofolini. È il segno che qualcosa non va.

L’ultimo brivido per il Bisceglie si confeziona allo scadere quando D’ursi calcia magistralmente una punizione deviata in angolo con la mano di richiamo da parte di Cerofolini. Il Catanzaro è tutto qui, brutto sporco e pure sfortunato.

Ripresa da far accapponar la pelle

La ripresa si apre sulla stessa falsa riga della prima frazione di gioco, con poche trame, molte palle lunghe e un gioco spezzettato degno della peggior quarta serie. L’unico sussulto del Catanzaro lo fa registrare Nicoletti che al 50esimo manda di poco a lato di testa. Da qui in avanti si perderanno completamente le tracce dei giallorossi.

Il Bisceglie ha capito che gli ospiti non sono quelli ammirati nei filmati che si studiano in settimana e così si fa anche più intraprendente. Poca roba, ma tanto è bastato.

Nel giro di due minuti i padroni di casa confezionano due buone occasioni prima con Starita che calcia a botta sicura ma si vede respingere il tiro da Elezaj, poi con Triarico che di controbalzo fulmina l’estremo difensore mandando in visibilio il pubblico di casa.

Sotto di un gol e con le idee annebbiate, Auteri toglie Favalli e inserisce Ciccone. Tutti si aspettano di vedere Casoli arretrare sulla linea mediana e il neo entrato Ciccone in avanti, ma non andrà così nemmeno quando più tardi entrerà Giannone per D’Ursi, che tutto sommato era stato il più propositivo del tridente giallorosso.

Vanoli risponde inserendo Mastrilli e Calandra per Maestrelli e Triarico. Due cambi alla pari che non alterano l’assetto tattico. Subito dopo i cambi termina anche la partita di Auteri che viene allontanato per proteste.

Nonostante tutto ci si aspetta una reazione da parte del Catanzaro, eppure saranno ancora i padroni di casa a farsi pericolosi prima con una conclusione di Risolo e successivamente con un doppio tentativo di Parlati e Giron.

I giallorossi continuano a stentare ed allora il Bisceglie galvanizzato dalla situazione di vantaggio con i minuti che passano cerca addirittura di chiudere la partita con Markic che si avventa su un pallone in mezzo all’area e calcia altissimo.

Allo scadere De Risio prova la botta dalla distanza, ma Cerofolini ha ormai abbassato la saracinesca. Per il Catanzaro si concretizza la quinta sconfitta stagionale, la peggior partita sotto la guida di Auteri.

Quanta amarezza

La possiamo chiamare giornata storta, la possiamo annoverare nel computo di quelle partite che gli esseri umani ogni tanto steccano, magari possiamo anche metterla sul piano delle scusanti, ma resta e resterà per il Catanzaro una sconfitta amara. Da dimenticare in fretta.

Pochi gli spunti tattici degni di nota. Troppo esiguo il bagaglio tecnico dei padroni di casa per essere messo sullo stesso piano di quello giallorosso (sebbene quest’ultimo ieri non sia pervenuto). Il Bisceglie ha sfruttato meglio le condizioni del terreno di gioco, che per certi versi ha ricordato le partite a calcetto in spiaggia.

Primi sulle seconde palle, centrocampo intasato e linee di passaggio chiuse, qualche palla lunga alla viva il parroco, fisicità nei contrasti e qualche timido accenno di manovra. Un modesto Bisceglie ha avuto la meglio su un Catanzaro incapace di giocare palla a terra, che raramente ha trovato la profondità e che non è stato nemmeno capace di chiudere gli ospiti nella propria metà campo con un accenno di assedio.

Con i reparti scollegati e l’impossibilità di giocare palla a terra, Maita da sontuoso è diventato sonnacchioso, Statella da saetta a scarpetta, Bianchimano da perno centrale a miraggio nel deserto, Celiento da valore aggiunto a sconto di pena. Ieri non è sceso in campo il Catanzaro, ma solo l’ombra di quella squadra che i tifosi hanno imparato ad applaudire ed osannare.

Scelte tattiche non esaltanti

Molti, forse troppi, sono i dubbi in merito alle scelte tattiche decise da mister Auteri. Innanzitutto l’impiego di Casoli nel tridente risulta poco convincente. Dopo cinque partite disputate quasi integralmente, Casoli non dimostra di aver trovato un buon feeling con i compagni a lui più vicini.

Soprattuto sulla corsia destra manca l’intesa con Statella, ieri non si sono viste sovrapposizioni o triangolazioni degne di nota.

Se non cerchi il fondo difficilmente puoi mettere gli altri compagni in condizione di segnare ed è quello che è capitato a Bianchimano che in tutti i 90 di gioco ha ricevuto un unico pallone da calciare in rete.

Si è detto tanto della duttilità di Casoli, ma da un jolly ci si aspetta che prima o poi riesca a trovare quei movimenti e quelle giocate che ad oggi ancora non si sono viste. Aspetteremo.

Davvero singolare la scelta di tenere Ciccone in una posizione a lui nuova quando invece un po’ tutti si aspettavano il cambio di posizione proprio con Casoli. È anche vero che il Ciccone degli ultimi tempi non brilla come ad inizio stagione, ma vederlo relegato a sinistra ha dato l’idea di un pesce fuor d’acqua.

Ciccone è un giocatore fisico che può tornare utile quando c’è da contenere, ma ieri sotto di un gol il Catanzaro aveva bisogno di dinamicità e fisicità in attacco più che in mediana.

Capitolo Giannone. Il fantasista giallorosso in 24 match di campionato non ha mai giocato per tutti i 90 minuti. Ad inizio stagione partiva titolare e poi veniva sostituito per affaticamento, da qualche tempo a questa parte inizia dalla panchina e poi durante la ripresa viene buttato nella mischia. Qualche volta con ottimi risultati, altre volte senza aggiungere nulla.

Da quel che si vede parrebbe più naturale schierarlo dall’inizio, quando la manovra è più fresca e briosa, ma evidentemente il mister preferisce tenere qualche elemento di spessore anche in panchina se le cose si dovessero mettere male. Tuttavia ieri la strategia non ha pagato.

Inoltre Giannone è stato inserito al posto di D’Ursi che era l’unico a tentare di tenere allacciati i reparti con i suoi movimenti a rientrare. Proprio l’ex Bisceglie rappresenta un esempio di continuità e crescita in seno all’organico giallorosso, l’unico aspetto positivo della sua sostituzione sono stati gli applausi di stima dei suoi ex tifosi.

Insomma una giornata da dimenticare, soprattutto da mister Auteri che ha rimediato l’allontanamento dal campo nel momento di peggior espressione di gioco di tutta la stagione.

A proposito dell’autore

Avatar

Davide Greco

7 Commenti

  • Analisi perfetta, aggiungo, elezaj responsabile della segnatura del bisceglie, qualche attimo prima( come al solito) ha regalato il pallone agli avversari. Nicoletti può giocare solo nel campetto dell’oratorio. Ciccone non è buono a fare l’attaccante figuratevi il centrocampista, Casoli che qualche d’uno ci spiegasse perchè deve giocare per forza, ha solo creato problemi ai compagni non serve ha snaturato il gioco della squadra. De risio una perla di saggezza di auteri farlo giocare al posto di Juliano il quale si è integrato bene con Maita giocando sempre per se e per gli altri,con de risio ha di fatto regalato il centrocampo, un pensionato in vacanza. GIANNONE è entrato in campo svogliato come al solito, dopo la prova maiuscola del rigore con la juve stabia andava messo sul primo treno e rispedito a casa a mai più farsi rivedere da queste parti. Auteri ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare con il modestissimo bisceglie, ha regalato con de risio e casoli il centrocampo agli avversari, ha fatto riscaldare per tutto il secondo tempo Eklu per poi preferigli quel campione di ciccone a fare il centrocampista. Per riprendere la partita dovevano uscire de risio e casoli e fare entrare Juliano ed Eklu per ritornare al centrocampo collaudato che tante soddisfazioni ci ha regalato, invece si inventa ciccone laterale, forse anche lui era rimasto a casa prima di farsi espellere come al solito e non ha visto la partita. oggi ha sbagliato tutto. Squadra senza idee e senza tonicità, col monopoli le prime avvisaglie che qualche cosa non va. de risio ciccone casoli nicoletti GIANNONE elezaj il più presto possibile via da Catanzaro. Si può perdere ma con dignità, ieri è mancata totalmente

  • Un modesto Bisceglie che però ha una bella difesa.senza falli e senza particolari difficoltà, qualità peraltro già dimostrate a Catanzaro,i difensori pugliesi hanno dominato gli attaccanti calabresi concedendo una sola vera palla gol.e consideriamo inoltre che i centrali del Bisceglie sono andati anche vicino alla marcatura.

  • Mi da fastidio criticare il grande Auteri, purtroppo però questa volta ha peccato di superbia, condivido l’analisi di pulce, ma forse questo tipo di partite possono servire, adesso non ci sono alibi.
    FORZA AQUILE!!!

  • Ecco i tifosi occasionali
    È impossibile lamentarsi, è da agosto che Auteri ci fa vedere finalmente una squadra che gioca a calcio dopo 30 anni e alla prima sconfitta rompete le palle. Tornatevene a guardare la Juve, occasionali allo stadio non ne vogliamo

Lascia un commento