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Calabro: “La vittoria è l’unica medicina per superare le difficoltà”

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Le dichiarazioni del tecnico alla vigilia della sfida di Coppa Italia contro l’Albinoleffe

È un Catanzaro determinato a passare il turno di Coppa Italia quello che domani scenderà in campo a Gorgonzola contro l’Albinoleffe. Nelle parole della vigilia da parte di mister Calabro, tutta la determinazione riposta dal gruppo sull’impegno infrasettimanale.  “Le partite di Coppa le abbiamo sempre considerate importanti, e così sarà domani, altrimenti a poco è servito impegnarci e passare il turno contro il Catania e contro il Palermo. Ma la gara serve a far sì che chi ha giocato meno possa mettere minuti delle gambe”.

Le Aquile si troveranno davanti una formazione che da tanti anni ha fatto della continuità la propria cifra distintiva. “L’albinoleffe manda avanti da tanti anni un progetto di continuità con dei giocatori. Non so se domani sarà impiegato chi ha giocato meno, ma la squadra è composta da buoni giocatori e da elementi anche importanti, che non stanno giocando per scelta tecnica”.

Sul momento no dei giallorossi, Calabro non ha molto da aggiungere. “Lavoro a testa bassa, concentrazione e voglia di fare risultato”. Sono queste le risorse su cui il tecnico punta per uscire da una situazione di classifica che si è complicata. “È ovvio – aggiunge – che tutto questo deve essere coadiuvato dalla squadra, che deve volere le mie stesse cose”.

“Penso di uscirne come sono sempre uscito da un anno e mezzo a questa parte – dice Calabro – da quando sono a Catanzaro ogni volta che c’è un periodo di difficoltà vengo messo in discussione dai tifosi. Conto di farli ricredere, come è successo l’anno scorso, con il lavoro e con i risultati”.

Dopo la gara la squadra resterà fuori sede per preparare la gara contro il Monterosi: “Allenarsi a Catanzaro o fuori cambia poco. Possono aiutare solo i risultati. Noi non dobbiamo farci condizionare dall’umore dell’ambiente, ci dobbiamo concentrare solo su noi stessi. Basta pensare ad altro, pensiamo solamente a fare risultato, perché solo così possono venire meno malumori e negatività. La vittoria è l’unica medicina che conosco perché le cose tornino ad andare bene”.

ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: 1. Nocchi, 12. Romagnoli, 33. Branduani
Difensori: 4. De Santis, 5. Martinelli, 13. Fazio, 14. Scognamillo, 15. Monterisi, 44. Gatti
Centrocampisti: 2. Bayeye, 3. Tentardini, 6. Welbeck, 8. Verna, 17. Porcino, 18. Cinelli, 19. Ortisi, 21. Risolo, 23. Vandeputte, 37. Bearzotti, 77. Rolando
Attaccanti: 7. Curiale, 9. Vazquez, 10. Bombagi, 29. Carlini, 99. Cianci

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5 Commenti

  • Bearzotti in 5 minuti ha fatto vedere tutti i suoi limiti compreso il mancato controllo di Della Pietra. Voto 2.
    Martinelli ha fatto una buona partita ma poi si è inventato i crampi. Costretto ad uscire ha lasciato una difesa col solo Scogliamillo ed in inferiorità numerica. In difesa non ci mancano i sostituti, De Santis, Gatti Monterisi. Far rifiatare Fazio e Scogliamillo non è una preoccupazione. I problemi sono tutti sulla fascia destra. Tolto Rolando non c’è nessuno. Per questo avanzare Martinelli potrebbe essere una idea tanto dietro abbiamo l’imbarazzo della scelta. E recuperiamo Risolo che lo abbiamo distrutto

    • La tua frase “…. recuperiamo Risolo che lo abbiamo distrutto” fa molto riflettere. In effetti non si sa perchè, forse per caso o per motivi molto più tecnici, a Catanzaro molti buoni calciatori vengono TOTALMENTE ridimensionati. Una volta ricordo, io che sono anziano si valorizzavano, oggi si distruggono e potrei fare molti esempi. Oggi calciatori come i vari Mancuso (Empoli), Giannone e altri che non mi vengono in mente ora, via da Catanzaro risorgono in modo prepotente.

  • concordo con te Corner53, il problema è che Calabrio è cocciuto non si discosta da ciò che pensa e questo ne fa un grande limite per un allenatore che vuole emergere e purtroppo in queste condizioni ci va di sotto la squadra

  • In effetti i giocatori da noi “implodono”. Si afflosciano. Ma questo e mi dispiace dirlo, oltre che alla cieca e stupida testardaggine di Calabro, é legato anche alla “mosceria” della Dirigenza.

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