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Coppa Italia: Chievo Verona – Catanzaro: 7-8. L’analisi tecnico-tattica

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Scritto da Davide Greco

Il Catanzaro vince ai calci di rigori. Gli uomini di Calabro hanno resistito stoicamente conquistando il passaggio del turno ai danni del Chievo Verona

La lotteria dei calci di rigore premia le aquile per la freddezza e la precisione dagli undici metri. Il Catanzaro passa il turno in un lungo strettissimo abbraccio con i tifosi giallorossi che urlano la propria gioia davanti i televisori di mezza Italia.

Primo tempo

Un Catanzaro pimpante e pieno di personalità mette alle corde il Chievo con un assetto tattico decisamente ben congeniato. Corapi infatti fa da trequartista dietro Casoli e Curiale, ma quando serve indietreggia sulla linea mediana per dar supporto a Risolo e Verna.

Se da un lato Curiale è guardato a vista, dall’altro Casoli è più libero di muoversi fra linee e infatti riesce a mettere in serie difficoltà la retroguardia avversaria non dando punti di riferimento grazie ad una ritrovata rapidità di movimento e di scambio della palla.

In difesa prima Martinelli e poi Riggio commettono due gravi ingenuità che potevano costar care. I due riescono a trovare le giuste contromisure facendosi valere soltanto dopo aver compreso che contro attaccanti di categoria superiore c’è poco da andar leggeri.

Intuita la verve degli ospiti, l’allenatore del Chievo cerca di tamponare il dominio giallorosso sulla mediana ordinando ad Obi di arretrare per imbastire la manovra. Aglietti fa salire gli esterni e ordina di allargare il gioco eludendo il pressing avversario.

La mossa si rivela azzeccata perché Corapi si ritrova l’uomo addosso e con meno libertà di movimento indietreggia il proprio raggio d’azione, automaticamente anche il Catanzaro abbassa il baricentro e il Chievo inizia a farsi sotto in maniera sempre più insistita.

De Luca realizza la rete del momentaneo vantaggio intorno al 40esimo, ma il Catanzaro resta in partita anche se accusa la fatica del pressing sostenuto nei primi venticinque minuti di gioco.

Secondo tempo

I giallorossi scendono in campo con la determinazione di chi vuol conseguire il pareggio, ma senza strafare. La manovra non è ficcante, ma efficace. L’esperta truppa giallorossa sa cavarsela anche senza avere il pallino del gioco in mano e sugli sviluppi di un corner arriva il meritato pari grazie a un’incornata di Martinelli.

Poco dopo Riggio si fa espellere per doppia ammonizione e il Catanzaro sparisce dal gioco complice la stanchezza e il nuovo assetto voluto da Calabro: un 4-3-2 che vede l’arretramento di Pinna e Garufo in difesa.

Il Chievo sale in cattedra grazie agli ingressi di Pucciarelli e Mogos, ma le direttive di Aglietti di sfruttare le corsie esterne non vengono recepite a dovere dai padroni di casa che finiscono per impattare centralmente sulla coriacea difesa giallorossa.

Il Catanzaro soffre rinunciando a giocare, il pallone si spazza via dove e come capita. Entra Carlini per Corapi, ma Casoli ha speso troppo e ora deve pensare più a coprire che ad offendere.

Il Chievo crea diversi pericoli ma senza riuscire a trovare la via del gol un po’ per sfortuna e un po’ per la determinazione degli ospiti a difendere il risultato.

Con i crampi, con le gambe appesantite, con qualche fallo tattico, i giallorossi resistono stoicamente fino al termine dei minuti regolamentari e di quelli supplementari. È un’agonia, uno stillicidio di energie che mette a dura prova la capacità fisiche e mentali degli uomini di Calabro.

Considerazioni

Inizialmente il Catanzaro ha cercato di stanare il Chievo partendo da dietro e aspettando gli avversari, ma gli avanti gialloblu non hanno accennato al pressing alto impauriti dalla capacità degli avversari di saltare le prime due linee.

Vista la grinta con cui i giallorossi sono scesi in campo è stato naturale vederli premere sull’acceleratore, ma questo ha portato alcuni giocatori a commettere ingenuità che potevano costar care. Ingenuità nate da personalismi o dalla fretta di smistare il pallone non avendo gli spazi necessari.

La linea mediana giallorossa ha funzionato meglio di quella avversaria finché Aglietti non ha arretrato Obi per impostare la manovra e messo Palmiero in pressing su Corapi. L’arretramento del capitano è coinciso con un deciso abbassamento del tasso di pericolosità.

Davvero maiuscola la prova di Ciccio Corapi che dall’alto della sua esperienza ha sciorinato delle gran giocate dimostrando di essere una pedina fondamentale dello scacchiere giallorosso. Oltre ad alcuni passaggi illuminanti lo si è notato in fase di riconquista sradicando il pallone dai piedi di Palmiero e Garritano.

La posizione di Casoli fra le linee merita di essere riproposta ed eventualmente migliorata con una maggior spinta delle mezzali e degli esterni di centrocampo. È necessario quindi tenere il baricentro alto anche in fase di non possesso.

Sulla mediana ha funzionato meglio l’asse sinistro di quello destro. Risolo e Pinna hanno dialogato bene nello stretto e sfruttato i corridoi verticali creati dal movimento di Curiale. Meno incisivo l’affondo di Garufo che avrà tutto il tempo di affinare i propri movimenti con i compagni

In difesa si è ballato, si è corso più di un pericolo, ma alla lunga la caparbietà ha premiato i giallorossi che hanno trovato in Martinelli un autentico lottatore. D’altronde la maggior freschezza atletica del Chievo ha costretto tutti agli straordinari.

Un plauso va sicuramente anche a mister Calabro che ha tenuto alta l’asticella dell’attenzione nei momenti di maggior sofferenza. Se dopo l’espulsione di Riggio si è rinunciato a giocare va comunque sottolineato che la prova di carattere vista questa sera serve a fare gruppo.

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Davide Greco

3 Commenti

  • Calabro un bravo allenatore, magari averlo avuto due anni prima. Quello che c’era prima un fumoso inibitore. Intanto anche se ai rigoriil bari è uscito dalla coppa, primo traguardo fallito, auguro ad auteri a celiento a de risio le stesse felicità che hanno avuto con noi nei play off-

    • Concordo su tutto Pulce, Calabro un allenatore VERO, no come quel spocchioso, presuntuoso, rinco di Auteri che non ha mai fatto giocare alcuni calciatori, tipo Pinna. Se l’anno scorso avevamo come allenatore un tipo alla Calabro avremmo vinto il campionato. Ieri potevamo perdere anche 6 a zero, ma almeno finalmente avrei visto in campo una squadra VERA. Siamo solo all’inizio, il morale cresce!!!

  • Grande partita dei ragazzi e dei non . da gestire meglio la palla e evitare alcuni errori difensivi , troppo spesso giocatori avversari liberi nei pressi dell’area ma Calabro sapra’ come intervenire, lui si l’allenatore giusto .
    Per rispondere a Pulce , il Bari un Catanzaro bis non sa fare altro per limiti di eta’.

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