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Garza dimenticata nell’addome: a giudizio due ginecologi di Catanzaro

Una garza “dimenticata” nell’addome. E rinvenuta a sorpresa dai medici, che, a pochi giorni dal parto, avevano sottoposto la donna ad un secondo intervento chirurgico. Una “distrazione” risalente all’estate del 2006 e rispetto alla quale, a distanza di tre anni, il sostituto procuratore Simona Rossi ha chiamato a risponderne penalmente due ginecologi dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, i dottori Antonio Raffaele Billa ed Emilio Lucia, che, nelle rispettive qualità di capo èquipe e medico collaboratore, avevano effettuato presso il reparto di Ostetricia il parto cesareo in questione sulla paziente proveniente da Mesoraca. Lesioni gravissime, l’accusa con la quale i due professionisti sono stati citati a giudizio, per il 3 febbraio del prossimo anno, davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale di Catanzaro, dal magistrato che gli contesta di avere omesso di rimuovere dall’addome della paziente, all’esito del parto cesareo, una garza laparotomica, “cooperando colposamente tra di loro, con condotta professionale negligente e imperita”, e così cagionando alla donna “lesioni personali gravi, consistite in patologia iatrogena da derelizione di corpo estraneo”. Costretta, dunque, a sottoporsi all’intervento chirurgico “riparatore”, la donna si era ritrovata perlopiù con un “indebolimento permanente della funzione fisiognomonica per esteso esito cicatriziale chirurgico ombelico- pubico in sede addominale”. Da lì, la denuncia, presentata nell’immediatezza dei fatti dalla paziente, e l’apertura di un fascicolo a carico dei due ginecologi che, a distanza di quattro anni dall’episodio, avranno finalmente la possibilità di difendersi nel corso di un vero e proprio dibattimento, fornendo la propria versione, nel tentativo di uscire indenni dalla vicenda.

(Stefania Papaleo – quotidiano della calabria)

Autore

Salvatore Ferragina

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