La Striscia

Il Catanzaro e i limiti mentali

Giallorossi belli ma terribilmente fragili quando vanno in difficoltà. Auteri dovrà lavorare su quest’aspetto per trasformare il suo progetto tecnico da entusiasmante a vincente

È una sconfitta che fa male quella subita dal Catanzaro al “Ceravolo” contro la Virtus Francavilla. Dopo aver battuto Sicula Leonzio e Cavese che giungevano rispettivamente da sette e dieci risultati utili, i giallorossi non sono riusciti a battere i pugliesi che si presentavano al match da sei gare di fila senza perdere.

Delle otto sconfitte stagionali (tre in casa) è sicuramente quella che sotto certi aspetti fa rimanere frastornato l’ambiente giallorosso. Lo stesso mister Auteri ha fatto fatica in conferenza stampa a commentare un 2-3 balordo e frutto del caso.

C’è da sottolineare come il primo tempo concluso 2-1 fosse stato interpretato dai pugliesi accettando il confronto al punto che proprio il 2-1 al 17’ è giunto in contropiede con un due contro uno che solitamente si vede a cinque minuti dal termine quando la squadra che è sotto si espone alle ripartenze avversarie. Ed invece dopo poco più di un quarto d’ora D’Ursi e Fischnaller si sono involati verso la porta di Nordi ostacolati da un solo difensore ospite. Il risultato è che i due attaccanti – invitati a nozze – hanno confezionato il secondo vantaggio giallorosso.

Dicevamo di una sconfitta balorda, specie per quanto visto nella ripresa quando la Virtus Francavilla per venti minuti non è riuscita a superare la propria metà campo. Nel momento in cui si è fatta viva ha trovato con l’ex (indiavolato) Sarao il gol del pari complice una deviazione di Riggio che ha fatto rimanere di sasso Furlan. Portiere delle aquile che non si era mosso nemmeno in occasione dell’1-1 di testa proprio di Sarao all’incrocio e non proverà l’intervento nemmeno sul tiro (ancora deviato) di Zenuni al 76’ che varrà il 2-3 finale.

LAVORARE SULLA TESTA DEI GIOCATORI

Gli alibi ci sono e stavolta sono più che legittimi. I gol divorati a tu per tu col portiere avversario. I due gol incassati ma viziati da altrettante deviazioni sfortunate. La giornata perfetta di un Sarao imprendibile. Insomma, una serie di fattori che difficilmente si verificano tutti nella stessa giornata.

Per non parlare delle assenze per infortunio che stanno falcidiando i giallorossi, alle quali si è aggiunto Favalli costretto al cambio alla mezz’ora. Ma se dei limiti vanno trovati, li si individuano specialmente sull’aspetto psicologico.

Lo abbiamo ripetuto con una certa costanza: il Catanzaro di fronte alle avversità si scioglie come neve al sole. Quella contro i pugliesi è stata la quarta sconfitta su otto con iniziale vantaggio delle aquile (addirittura due volte nell’incontro). La Virtus Francavilla si aggiunge quindi a Casertana, Trapani e Catania che hanno ribaltato il punteggio contro i giallorossi.

La domanda sorge spontanea. Perché il Catanzaro non è in grado di ribaltare gli svantaggi? Perché su undici volte che le aquile sono andate sotto si sono pareggiati solo tre incontri? Perché sul 2-2 a venticinque minuti dal termine, Celiento urla con il (vano) tentativo di scuotere i suoi?

Forse l’emblema è proprio in quell’immagine. Il difensore ha capito che i suoi hanno incassato il colpo. Perché il Catanzaro si lascerà prendere dalla frenesia ed al massimo produrrà solo una serie di cross e calci d’angolo.

Per i restanti 25 minuti l’ex Nordi non effettuerà più alcun intervento. È giusto che Maita e De Risio in conferenza si lascino andare alle dichiarazioni di rito: “Gli avversari si chiudono e per noi diventa difficile”. Se fosse così il messaggio che si lancia all’esterno è che basta una squadra difensiva con spazi chiusi per mandare in difficoltà il Catanzaro? No, certo che no. Perché D’Ursi e soci giocano un calcio invidiabile che può penetrare anche le difese più organizzate. A patto che si giochi con lucidità e grinta. La stessa che sembra mancare ad una squadra che quando va sotto spegne l’interruttore.

Di tempo per lavorarci ce n’è, ma non molto e forse il primo vero passo è l’ammissione (di certo non pubblica) di questo limite. Il Francavilla di Trocini è stato solo un antipasto di quello che sarà il livello dei playoff. Sì, perché qualora ci fosse bisogno di ricordarlo, il Catanzaro disputerà i playoff, al di là della vittoria della Juve Stabia sul Trapani.

I sogni di primo posto erano e rimarranno solo tali e forse – a detta di chi scrive – hanno solo minato la squadra che non appena si è distratta ha finito solo per complicarsi la vita. I sogni di primo posto si sono interrotti all’84’ di Juve Stabia-Catanzaro e sull’episodio è inutile tornare. Meglio dimenticarlo ed andare avanti. Testa bassa e pedalare perché l’US ha tutte le carte in regola per giocarsela negli spareggi promozione.

MAITA E D’URSI: “PENSIAMO ALLA PROSSIMA”

Non sono mancati i commenti nel day after la sconfitta interna con il Francavilla. Sui propri profili Instagram capitan Maita ha scritto: “Nulla da rimproverare alla squadra. Tutti abbiamo dato il massimo. Peccato per la sconfitta che fa male. Adesso testa alla prossima tutti insieme verso l’obiettivo”. Al regista ha fatto eco D’Ursi: “Sconfitta immeritata ma siamo fortissimi e già siamo pronti per un’altra battaglia. Forza Catanzaro”.

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Ferdinando Capicotto

Ferdinando Capicotto

16 Commenti

  • Non dovrebbe sorgere il sospetto che, oltre alla non eccelsa qualità dei difensori, il modulo tattico potrebbe essere un pò troppo spregiudicato soprattutto quando si sta vincendo?

  • Concordo sul modulo quando si vince, ma ti prego non dire che i nostri difensori non siano di qualità. Io attualmente non li cambierei. Tieni presente che manca da tempo Figliomeni e non è poco, sia per il fisico (non so se Sarao avrebbe avuto lo stesso successo con lui in campo) e sia per la capacità derivata dall’esperienza (che ancora Riggio non ha) di GUIDARE la difesa. Nei “limiti mentali” metterei anche che i nostri calciatori sono dei “bravi ragazzi” troppo buoni, e nella giungla della serie C occorre essere cattivi e spesso picchiatori, come fanno gli altri anche a gioco fermo per provocare la reazione e quindi magari l’espulsione dell’avversario. Noi non siamo capaci neanche un poco perchè GIUSTAMENTE pensiamo solo a giocare e spesso subiamo le conseguenze, anche perchè gli arbitri fanno schifo.

    • Con Pambianchi, Figliomeni e Signorini in pianta stabile oggi saremmo primi in classifica e ne sono convinto!
      Il credo del mister sul modulo di gioco è questo e non lo cambierà nessuno, però, io comune mortale, penso che quando si è in vantaggio bisogna sapere gestire al meglio il risultato, scoprendosi meno possibile e colpendo in contropiede.
      Comunque Mastro Tano è il migliore allenatore di categoria e con quello che ha a disposizione sta ottenendo il meglio, per cui, per quanto mi riguarda e a prescindere di come finirà questo campionato, dico con certezza: Auteri a vita!

  • E’ evidente che ci sono ampi margini di miglioramento nella gestione del risultato. Ma dire che i singoli difensori non sono all’altezza, tenendo fra l’altro presente si gioca a tre, è veramente ingeneroso. Abbiamo un allenatore che ci invidiano tutti: non per niente ha raggiunto risultati inpensabili all’inizio del campionato, con un collettivo nuovo di zecca e formato da calciatori in gran parte giovani e, quindi, in parte privi della necessaria esperienza, che vanno man mano acquisendo.
    A margine ed a costo di andare controcorrente, voglio parlare della prestazione di Sarao: era in forma ed ha provocato (non segnato) due reti; non ha esultato e di questo gli va dato merito. Ma non condivido assolutamente alcuni giudizi della stampa specializzata che individuano in Riggio (marcatore di Sarao) il responsabile della sconfitta, determinata da deviazioni fortunose.
    Andiamo avanti uniti: i play off sono un secondo campionato e le critiche ingiustificate non fanno bene ai singoli ed alla squadra.

    • Criticare Riggio è ingeneroso, questo ragazzo sta facendo quello che è nelle sue possibilità, ma una cosa è certa, probabilmente anche a causa degli infortuni, la difesa rispetto al girone d’andata ha fatto un passo indietro, 13 gol incassati in 11 partite, dalla Casertana al Francavilla, sono troppi per una squadra che ambisce alla promozione, senza contare le quattro sconfitte in sei partite! Ma non sto dicendo che bisogna addebitare questa situazione solo alla difesa, in generale qualcosa non sta funzionando come prima, gli infortuni, la stanchezza, la spregiudicatezza e forse anche la mancanza di serenità possono avere influito sul rendimento di questo periodo. In queste ultime 4 partite non ci è permesso di fare altri errori. D’accordissimo sul fatto che dobbiamo essere tutti uniti e incoraggiare i ragazzi, senza montare sciocche polemiche o ancora peggio critiche che non farebbero altro che creare tensioni ulteriori, anche perché siamo sempre in corsa in una buona posizione di classifica.

  • Pregherei i nostri calciatori di parlare di meno e di giocare con il sangue agli occhi. Ogni volta che si espongono” faremo questo, faremo quell’altro, ci rifaremo alla prossima” prendiamo solo bastonate. E’ finito il tempo del parlare, adesso si deve fare sul serio, anche per dimostrare alle squadre che dovremo affrontare ai playoff che il CATANZARO E’ IL CATATANZARO e chi ci offronterà con il sostegno del meraviglioso pubblico se la dovrà fare sotto.

    • Dobbiamo sfruttare questo campionato per andare in B, il prossimo si ritornerà alle sole 4 promozioni e vincere sarà ancora più difficile!

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