Bar Mangialavori

Il Catanzaro? Una VERA ”potenza”!!!

Una perla di Bueno regala la terza vittoria consecutiva.
di Giuseppe Mangialavori

Giù il cappello, ecco il Catanzaro che ci piace! E non ci sono “forse”, “se”, “ma” c’è soltanto da gioire per una vittoria che ha svelato tante verità. Si sa, di questi tempi la catanzarologia è un esame tosto da superare in tutti gli atenei del mondo, fosse non altro che per le scarsissime fonti attendibili… che fanno riferimento all’ostica materia. Ma è bastato recarsi a Potenza per cibarsi direttamente dei fatti e della voglia di fare di un gruppo che ha dato tutto e più di tutto in campo.

 

Gli  ingredienti della giornata: una più che ospitale Potenza. Lasciatevelo dire (al di là del risultato finale che porterebbe chi scrive a fare l’apologia della città rossoblu), raramente si trova in C2 una piazza così matura, elegante, civile, ospitale. Dal coro degli Ultras locali alla Massimo Capraro,  ai riscontri post gara dentro e fuori il Viviani, dai saluti cordiali da parte di chi non ti conosce e porta al collo una sciarpa cromaticamente diversa dalla tua, alla compostezza di chi dopo una sconfitta interna, trova il tempo anche per fare i complimenti per la tua squadra con una cortesia che sconfina nell’utopia. E’ stato un grande piacere essere ospiti di Potenza, città e tifoseria che hanno dimostrato una maturità degna di altri palcoscenici.

 

Questa premessa è doverosa in un mondo dello sport che molto spesso vede scannarsi addirittura tifosi appartenenti alla stessa fede.

 

Parlavamo di verità e di risposte. Potenza le consegna incontrovertibili ai block notes dell’osservatore. Squadra motivata a mille, dirigenza al gran completo presente in curva (tranne il DG Longo in tribuna), supporters (numerosi, UC compresi) giunti anche da Roma, Napoli e Bari. Nell’animo di tutti si scorge la voglia di vittoria. Si è venuti a Potenza per la svolta decisiva e per avvicinarsi sensibilmente alle posizioni playoff. Il Catanzaro arriva al Viviani concentratissimo. Dal pullman giallorosso, arrivato per primo allo stadio, scendono i giovanissimi atleti giallorossi insieme a Mister Domenicali. Tensione? Nessuna. C’è solo una serenità imbarazzante, mista a tanta convinzione e voglia di stupire ancora. Dopo dieci minuti arriva il Potenza. Tante le strette di mano tra i tifosi giallorossi che salutano gli ex Dellisanti e Alfieri (il secondo in ottima forma fisica e molto dimagrito rispetto al passato), i due rispondono cortesemente.

 

Le squadre iniziano la gara confrontandosi senza alcun timore reverenziale e ne scaturisce un match

piacevole. La difesa del Catanzaro fa buona guardia e Botticella deve intervenire di piede per sventare una punizione dell’ex Alfieri. Il Catanzaro riparte bene in contropiede e utilizza al meglio le fasce, non disdegnando fraseggi a volte un po’ eccessivi in fase di costruzione, a ridosso della trequarti avversaria.

 

L’Ing. Coppola e l’On. Pittelli partecipano e osservano con molta attenzione. La pace fatta (ci si augura anche nella sostanza, oltre che nella forma…) è foriera di ottimi riscontri soprattutto nel team.

La squadra ce la mette tutta, ma proprio tutta e diremmo una falsità se ci limitassimo a fotografare la partita solo in base agli episodi del rigore fallito da Mario Alfieri o dello (così lo ha definito il patron del Potenza Giuseppe Postiglione) “stratosferico” gol realizzato dall’onnipresente Bueno.

Mister Domenicali dispone la squadra ottimizzando le qualità degli uomini a propria disposizione. Certosino il lavoro dell’allenatore giallorosso. E’ riuscito nell’intento di formare un gruppo vero, di dargli una personalità in campo e soprattutto fuori. Serenità e convinzione che va anche oltre i mezzi a disposizione. Dicevamo, il Catanzaro oltre agli episodi macroscopici che hanno determinato il risultato finale, ha avuto anche le sue brave occasioni da rete. Al 29° minuto della prima frazione di gara, in una delle tante ripartente targate “settepolmoni Cunzi”, il Catanzaro si ritrova in superiorità numerica (quattro contro due). L’attaccante giallorosso conclude nella speranza di sorprendere Iuliano già pronto all’uscita, ma l’estremo difensore potentino si allunga e devia in angolo.

Nella ripresa Coppola (2°) prima, Bueno poi (11°) hanno due chiare occasioni per portare in vantaggio gli ospiti, ma è il Potenza ad avanzare il proprio baricentro e coglie il frutto di tanto impegno al 23° quando Zini commette un gigantesco fallo toccando la palla con il braccio destro. Rigore sacrosanto. Nulla da eccepire. Chi va a batterlo? L’ex Mario Alfieri. La memoria utilizza un flash per rielaborare il passato. Nella mente dei tifosi giallorossi in un attimo “sfilano” i ricordi. Quella punizione contro il Crotone… quel rigore realizzato al 93° in serie B… quel carattere difficile un po’ introverso e assetato di riscontri affettuosi. Il numero dieci si dirige al dischetto e tutti in fondo al proprio cuore sperano in Botticella. Il portierone giallorosso si tuffa alla propria destra e intercetta il tiro, salvando il risultato. La curva esplode in una gioia immensa per l’insperato salvataggio e si rianima. Chi sta giocando? L’F.C., l’U.S., il vattelappesca, ma cosa importa? Sta giocando il Catanzaro!

 

Posizionato in alto, dalla curva ospite, un robusto signore dà il via al coro “gia–llo-ro-ssi, gia-llo-ro-ssi…”, la curva si rianima e sostiene a gran voce i ragazzi di Domenicali. Non serve per forza un megafono, non serve niente, c’è il cuore vero. Tutti i presenti si abbracciano per nulla domi nella speranza che la giornata regali anche la concretizzazione della famosa regola: “gol fallito, gol subito”. Il Catanzaro, voglioso più che mai, insiste e con il subentrato Ruscio costringe Iuliano a fare gli straordinari. E Bueno? Tutti si chiedono. La risposta giunge repentina, sta giocando con un’infiltrazione… ma sta in campo ugualmente..neanche il tempo di chiederselo, che Bueno toglie dal cilindro l’ennesima perla. In occasione di uno dei tanti fraseggi a ridosso della porta avversaria, la difesa rossoblu commette fallo. La distanza dai legni potentini è “importante”, ma chi si dirige a battere la punizione? Ma si, è proprio lui! Bueno! Le scuse vanno al povero ragnetto, domiciliato da tempo in quel “sette”, distrutta la sua ragnatela, il pallone si insacca e la curva ri-esplode letteralmente. Purtroppo a seguito del gol, il bomber si butta a terra, non è l’esultanza, bensì il riacutizzarsi del dolore ai flessori della gamba destra. L’argentino, purtroppo esce in barella.  Più che il campo si guardano gli orologi per colpa di un recupero annunciato di quattro eurominuti “stile D’Elia”…. Un vero e proprio peccato per Cunzi, che proprio allo scadere si vede respingere da Iuliano la palla dello 0-2. Ma va bene ugualmente e i tifosi applaudono i propri beniamini. Dagli spalti, assortiti anche da un punto di vista generazionale,  i tifosi giallorossi si adoperano per dedicare ai gladiatori del Catanzaro il meritatissimo tributo. Gli stessi, braccia al cielo rispondono. Irripetibili le frasi rivolte dai supporters locali ad Alfieri mentre il centrocampista si dirige al pullmann, devono intervenire addirittura le forze dell’ordine.

Dopo avere conquistato con fatica e con il prezioso aiuto di Coppola la tribuna stampa, si prosegue con le interviste.

 
Un Domenicali sereno risponde con la massima cortesia:

Come mai questa rinascita? Tre vittorie di fila non sono figlie del caso.

Siamo venuti a Potenza con il fermo intento di fare risultato. Abbiamo interpretato bene la gara giocando come sappiamo e con la giusta personalità. Ci abbiamo provato sia noi che il Potenza. Siamo riusciti a vincere noi su un campo difficile e ne siamo felici. Al di là degli episodi, sono contento di come la mia squadra abbia interpretato la gara. I ragazzi hanno dimostrato di avere la giusta convinzione nei propri mezzi. Serenità, impegno e applicazione stanno facendo il resto. Non bisogna guardare oltre, ma vivere alla giornata proseguendo con la stessa serenità.

 

La prossima gara c’è il Gela.

Una gara importante come tutte le altre che seguiranno. Guai abbassare la guardia, ma allo stesso tempo non bisogna fare tabelle di marcia. Ripeto, bisogna vivere alla giornata. Noi giocheremo tutte le nostre carte per vincere ancora una volta domenica prossima.

 

Cosa ci dice delle condizioni di Bueno?

Sono molto preoccupato, mi auguro si risolva l’infortunio, ma sono seriamente preoccupato per le condizioni di Sebastian.

 
 
 
 

Mister Dellisanti, scuro in volto, analizza la gara e imputa il risultato agli episodi:

Il Potenza non meritava assolutamente la sconfitta. Gli episodi hanno segnato il match. Se Alfieri avesse realizzato il penalty avremmo assistito a tutta un’altra gara. La mia squadra ha giocato bene e avrebbe meritato di vincere. Nel finale della gara ho voluto tentare il tutto per tutto inserendo un ulteriore attaccante, ma nulla ho potuto contro la sfortuna.

Fuori dallo spogliatoio giallorosso si odono le voci di Botticella & C. che si affannano a chiedere i risultati finali delle altre gare di campionato. “Com’è finita ad Andria?” è la più gettonata…
L’On. Pittelli, colto da un malore durante la gara, è assente perché, prudentemente, decide di usufruire dei servizi sanitari dell’ospedale di Potenza. Le informazioni apprese successivamente tranquillizzano i presenti. Da questa sede i migliori auguri di pronta ripresa al Presidente dell’F.C. .
 

Dallo spogliatoio escono visi avvolti da una fiera e sana stanchezza, rinfrancati dalla doccia e dalla presenza dell’onnipresente Coppola che avvicina qualche giallorosso coccolandoselo a dovere e tirando simpaticamente le orecchie per qualche errore commesso. Il detentore della maggioranza azionaria dell’F.C. rivolgendosi ai presenti si raccomanda: “stateci vicino!”.

 

Papà e mamma Cunzi insieme alla ragazza dell’attaccante, attendono all’uscita il proprio figliolo, ma Evangelista trova il tempo per rilasciarci le sue impressioni sulla gara e il campionato:

“Siamo felici di questa vittoria. Abbiamo ritrovato fiducia nei nostri mezzi ed è stato bello vedere questo affetto intorno a noi. Queste sono le soddisfazioni che ci ripagano di più di ogni altra cosa per il lavoro che stiamo facendo. La nostra gioia più grande è rendere felici i tifosi giallorossi. Domenica prossima ci attende un’altra sfida, dobbiamo continuare così.”

 
Come non stare vicino a questi ragazzi? Come non stare vicino a questo Catanzaro?

Provare per credere. A Potenza, in curva si è assistito ad una trasferta dove c’era anche la mascotte portafortuna: “Carlo” (un cane carlino di nove mesi). La proprietaria, Ilenia una nota tifosa/imprenditrice giallorossa, mi dice:” l’ho potato con me perché porta fortuna”. Il piccolo Fabrizio i cuginetti con il Papà Enzo, viene fin da Noicattaro e pretende una foto di gruppo con Cunzi e con voce roca alla mamma che lo chiama al telefonino, grida un fiero:”Abbiamo vintooooo”.

Entusiasmo genuino signori miei, da parte di una tifoseria che ha sete di remare insieme verso la stessa rotta. Siamo certi che ieri TUTTI i Catanzaresi veri abbiano sorriso per questa vittoria, perché il Catanzaro non è come una qualsivoglia altra squadra della Calabria, i Catanzaresi devono intendere che non è proprietà privata incatenata nei freddi confini cittadini, ma una realtà che va oltre, molto oltre i confini stessi, è un fenomeno sociale nato e proseguito nel tempo.

 

E’ un patrimonio regionale. A loro/noi non interessano le stupide, squallide beghe, a noi/loro non riguardano il pettegolezzo fine a se stesso o le obbrobriose tattiche “comunicattive”… La barca deve proseguire sulla rotta intrapresa senza ammutinamento alcuno. Chi dovesse pensare di remare contro, se ne dovrà assumere tutta la responsabilità.

E’ un Catanzaro in gestazione, un F.C. che potrà partorire un U.S., ma a noi poco importano questi purismi, falsi alibi solo per pochi. Se questo Catanzaro dovesse restituire ai Catanzaresi la dignità che questi colori meritano, onore a Coppola e Pittelli. Alla fine tireremo le somme, ma guai a rompere… adesso quello che con tanta fatica si sta costruendo.

Ora urgono rinforzi soprattutto nel reparto avanzato dove il solo Bueno non potrà assicurare la “pesantezza” di cui il reparto ha bisogno, ma siamo certi che la Società si metterà all’opera sin da subito.
 

Dopo le tre vittorie di seguito questi ragazzi meritano presenza e attenzione. Domenica prossima arriva il Gela. Il Popolo giallorosso è chiamato a rispondere con un più che mai doveroso:”presente”. Le offese, gli affarucci meschini lasciamoli a casa, ritroviamo unità perché noi siamo il Catanzaro e ieri hanno dimostrato di esserlo anche questi ragazzi.

 
Giuseppe Mangialavori

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Giuseppe Mangialavori

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