Le pagelle di Potenza-Catanzaro

I voti del Viviani, a cura del nostro inviato Giannantonio Cuomo

Botticella 8: Il sospetto è forte: senza la parata del portiere giallorosso forse parleremmo ora di un altro epilogo. Ma non inganni l’episodio del rigore, la partita di Botticella è stata monumentale per personalità e sostanza. Una chicca: il pipelet aveva concluso l’allenamento di rifinitura del sabato mattina allenandosi a parare i rigori calciati dal preparatore Luigi Imparato. Un plauso anche allo staff tecnico, spesso un episodio è solo la risultante del lavoro oscuro di molte persone.

Gimmelli 6.75: fra i migliori. Il milanese gioca una partita esemplare per sicurezza, concentrazione ed efficacia, chiude sempre con tempestività sbrogliando situazioni difficili create dalla mobilità degli avanti potentini. In definitiva, fra lui e Priolo, possiamo anche non preoccuparci del volto di chi indossa il “due”.

Morleo 6.25: Stesso discorso fatto per Gimmelli, meno propositivo che in altre occasioni ma ottimo in chiusura. Una sua accelerazione nel primo tempo fa venire all’arbitro il dubbio che sia stato atterrato o che si sia tuffato, ma alla velocità a cui andava neanche la moviola in campo avrebbe potuto essergli d’aiuto.

Coppola 6.75:  a volte soffre un pò i centrocampisti avversari, abilissimi a giocare la palla di prima (vedi Mario) ma è ammirevole per intensità e concretezza. E’ l’anima di questo Catanzaro, bene per il Capitano.

Zini 6:  una domenica difficile, non v’è dubbio. Non sempre puntualissimo e spesso in affanno in particolare su Nolè, ma non capita spesso di incontrare attaccanti così tecnici e veloci. E poi il suo fallo di mano poteva costare caro.

Ballanti 7: Se avesse un’altra chioma lo scambieremmo per Nesta. Scherzi a parte, il romano chiude al centro un’infinità di volte, grazie anche alla sua maggior propensione negli scatti corti rispetto al suo collega di reparto. Si fa fregare una volta da Nolè, ma fortunatamente il calabro-lucano spara centrale. All’ultimo assalto intuisce intercettandolo un pallone destinato al cuore della difesa giallorossa, gli rimane sotto lo scarpino e parecchi cuori sobbalzano. Ma tutto è bene ciò che finisce bene…

Cuffa 6.5: bene per Cuffa, giocatore forse troppo frettolosamente accantonato nel mezzo del girone di andata. Abilissimo a giostrare il pallone n velocità, e utile anche in fase di recupero palla.

Un paio di sue ripartenze sono davvero un piacere per linearità ed efficacia.

Deve stare nel cuore dell’azione, per rendere al massimo e per far ciò che non si estranei.

Wahab 6.25: ottimi piedi e ottima testa, il nigeriano deve solo essere un po’ più costante e cattivo. Inizia un po’ in sordina, forse a causa di un buco dietro al polpaccio sinistro rimediato in allenamento, ma poi con un paio di aperture in contropiede dimostra che il gioco lo vede più che bene. Esce anzitempo per far spazio a Mazzoli.

Bueno 7: Il Puntero vince la prima partita contro le sue precarie condizioni fisiche per poter scendere in campo, la seconda con un suo calcio di punizione assolutamente perfetto. Per poi standersi e aspettare la barella. Prima del goal era stato in perenne sofferenza, poi la sua ultima smorfia ci ha regalato tre punti e un viaggio di ritorno col sorriso. E come disse qualcuno, “lui se ne frega e ‘mpila”. Grazie Sebastian.

Cunzi 6.5: 8 per l’intensità e la costanza delle sue giocate, 5 per qualche eccesso di egoismo che a volte dovrebbe evitare. La media è una sufficienza piena per un giocatore preziosissimo in ogni zona del campo, fisicamente molto brillante ma che potrebbe, con un po’ più di concentrazione, fare molto più male.

Merito 7: dulcis in fondo, il siculombiano Leon Merito: qualcuno obietterà che per essere un esterno d’attacco è poco incisivo sotto porta, ed è vero, ma a Potenza gli abbiamo visto contrastare, saltare l’uomo e metere palloni in mezzo per quasi cento minuti. E mettere sui piedi di Bueno e Ruscio due palloni puliti puliti davanti a Iuliano, pronti solo da spingere in rete. Gli consigliamo di trattenersi una mezz’ora in più ad allenamento a puntare la porta e tirare, i portieri capiranno.

Mazzoli (dal 65’): 6.5 entra e lotta come la partita richiedeva. Bravo al ragazzino con le scarpette rosse che sa mostrare anche i denti.

Ruscio (dal 68’) 6: prova a far male in contropiede, peccato per una occasionissima sprecata su un bell’assist di testa di Merito.

Siclari (dal 78’) 6.5: fa quello che deve fare un attaccante che entra a un quarto d’ora dalla fine in una partita che si sta vincendo in trasferta: tenere palla, far salire la squadra e allargare il gioco. Queste cose le fa benissimo, il ragazzo non perde mai palla e fornisce sempre un ottimo sfogo alla manovra di alleggerimento. Però Siclari facci una cortesia: un tiro, anche da centrocampo, ma facci vedere un tiro. Ancora siamo a gennaio, di tempo ce n’è parecchio…

Domenicali 7: il voto a Domenicali lo avevamo dato già sabato mattina, all’allenamento di rifinitura: atmosfera serena e concentrata, spogliatoio allegro e all’apparenza compatto e isolato dall’esterno. Ragazzi che si allenano e sudano con ordine, disciplina e il sorriso sulle labbra.

Ne segue una partita di grande personalità, con una squadra ben messa in campo che non teme mai i fuochi d’artificio di un Potenza partito a razzo. Il Catanzaro risponde colpo su colpo, dando sempre l’impressione di non andare mai nell’angolo, con la guardia alta e le gambe sempre in movimento.

Avessimo avuto un Bueno poco più che in posizione verticale per tutta la partita, forse parleremmo di un risultato ancora più positivo. I veri meriti di Domenicali ieri si chiamavano gestione dell’emergenza e cultura del lavoro, oggi si chiamano compattezza del gruppo e personalità della squadra. Bravo Lele.

Giannantonio Cuomo

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Giannantonio Cuomo

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