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La gara perfetta

curiale
Scritto da Francesco Panza

Il Catanzaro batte la Ternana dei record con un capolavoro di dedizione e impegno

Dopo la vittoria “Barbera e Champagne” di Palermo, il Catanzaro concede un altro brindisi contro la Ternana dei record, fino all’altro giorno unica squadra imbattuta in Europa nelle leghe professionistiche.

Una gara perfetta quella dei giallorossi. Poche sbavature, tanto furore agonistico, la giusta dose di esperienza e cinismo. Caratteristiche a lungo ricercate e invocate per dare una svolta al campionato.

Quattro mesi dopo la manita del Liberati, il Catanzaro trova certezze ed entusiasmo da una vittoria che segna il momento più alto del torneo. Un punto d’inizio che consolida la posizione play-off e rincuora per gli evidenti progressi sul piano delle prestazioni.

Un percorso iniziato a Foggia e alimentato da uno spirito di gruppo evidente tanto nei momenti di gioia quanto in quelli di difficoltà. Un piccolo capolavoro di mister Calabro al quale va riconosciuto il merito di aver tenuto insieme la squadra anche nei frangenti più complicati.

È così che il Catanzaro si è presentato al match contro la capolista: concentrato e determinato a dimostrare il proprio valore in una sfida sulla carta proibitiva.

Il tecnico giallorosso si affida allo stesso undici del Barbera con il ritorno del solo Scognamillo in difesa. La scelta si rivela efficace sin dalle prime battute. Il Catanzaro corre, lotta, sbuffa e argina con forza  il palleggio di una Ternana che ha qualità da vendere in ogni settore del campo.

La partita è vibrante nonostante i ritmi non siano elevati. A complicare il tutto c’è il vento che spira in direzione contraria alla fase di attacco dei giallorossi. E allora le palle inattive diventano occasioni buone per affacciarsi dalle parti di Iannarilli. Il primo squillo lo suona Scognamillo con un’incornata di testa sugli sviluppi di un corner. Il pallone esce fuori di un soffio.

La Ternana attacca prevalentemente sul settore di destra. Falletti è l’osservato speciale della difesa giallorossa che gioca una gara accorta e senza fronzoli. Si spazza quando c’è da allontanare il pericolo, si gioca quando l’uscita palla al piede è sicura. Eppure per larghi tratti il Catanzaro sbaglia una quantità industriale di palloni proprio in fase di trasmissione.

Corapi prova ad illuminare in mezzo al campo, Carlini si muove fra le linee senza dare punti di riferimento. Il lampo arriva su una rimessa laterale. Il pallone giunge proprio al Conte Max che riceve spalle alle porta e con il terzo occhio vede Curiale tagliare nell’area piccola. Il passaggio no-look è di quelli velenosi, in una zona di nessuno nella quale Curiale si avventa da centravanti puro mettendo il piattone sinistro per anticipare l’intervento del difensore. Il pallone entra in rete, inesorabile.

Quello che accade dopo fa già parte del libro dei ricordi giallorossi. L’esultanza a braccia aperte e l’abbraccio sotto la Ovest vuota. Un’immagine potente che spiega quel sottile e invisibile filo giallorosso che ci tiene uniti nonostante l’assenza.

Il primo tempo scivola via senza sussulti e si va al riposo con il Catanzaro meritatamente in vantaggio. Una gioia che dura poco, giusto il tempo del primo pallone scodellato in area dalla Ternana ad inizio ripresa. Punizione lunga sul secondo palo, Partipilo la rimette al centro e Boben di testa la insacca sotto la traversa. Tutto da rifare.

Chi aspetta il crollo delle Aquile, resta deluso. Il Catanzaro si mette lì, con la stessa determinazione del primo tempo. La manovra non è fluida né spettacolare, ma i  giallorossi hanno qualcosa che manca alla Ternana: la voglia di vincere.

Il desiderio trova sfogo intorno al sessantesimo. Succede tutto in una manciata di minuti.

Prima il lancio di Martinelli per Curiale che entra in area e lascia rimbalzare una volta di troppo il pallone facendosi rimontare da un difensore (episodio dubbio). Poi il calcio d’angolo di Corapi che si finge Palanca e prova a metterla dentro con una parabola tagliente favorita dal vento. Alla fine arriva il gol. Ancora una volta Corapi da calcio d’angolo ma dalla parte opposta. La traiettoria stavolta è diretta verso il secondo palo per la testa di Carlini, che implacabile la butta dentro e corre ad esultare verso la panchina con una gioia irrefrenabile, la stessa di chi a casa urla davanti allo schermo.

Lucarelli non ci sta. Butta dentro Raičević, Salzano e Ferrante per dare sostanza al forcing finale. Piovono palloni nell’area giallorossa, ma i guantoni di Di Gennaro restano immacolati. C’è spazio giusto per qualche presa plastica e un paio di scatti buoni per i fotografi. Il Catanzaro alza un muro invalicabile che tiene fino al minuto novantacinque.

Poi il triplice fischio e l’altra immagine di giornata: tutti in cerchio per accogliere al centro mister Calabro ed esultare in maniera rabbiosa, quasi liberatoria.

Eccola la faccia vincente del Catanzaro. Quella brutta e incazzata. Quella che lotta e soffre. Quella che ti fa gonfiare il petto e venir voglia di non fermarti più.

Perché alla fine la vittoria contro la Ternana è solo un fugace momento di felicità in un presente che ci vede ancora impantanati nella melma della serie C.

Abbiamo voglia di calcio. Abbiamo voglia di successi. Abbiamo voglia di un futuro a tinte giallorosse.

Autore

Francesco Panza

3 Commenti

  • Una giornata da Catanzaro, grazie ragazzi.
    Purtroppo non è solo colpa nostra se siamo ancora in C, a parte gli arbitri c’è sempre la circostanza dei 4 posti per 60 squadre.
    Lo ripeterò all’infinito serve una vera B2 (la prima classificata come ultima dei playoff di B)

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