Reppucci: «Lamezia città omertosa»

Il prefetto duro con la città della Piana dopo l’ennesimo episodio di intimidazione contro Don Panizza

Il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci ha preso spunto dalla nuova intimidazione a Don Panizza per definire ”Lamezia una città omertosa. Si fanno marce su marce ma nessuno parla o ammette di pagare il pizzo”. Secondo il Procuratore della Repubblica, Salvatore Vitello, ”occorre attuare tutte le capacita’ reattive nei confronti di un brutto fenomeno cui, però, la gente reagisce con il silenzio”. Le dichiarazioni riportate dall’ANSA, a margine della riunione del Comitato per l’ordine pubblico che aveva come argomento principale la questione-racket, seguono l’ennesimo vile gesto della criminalità organizzata contro il prete antimafia.

Ieri l’attentato intimidatorio: due colpi di pistola esplosi contro la saracinesca dell’associazione “Pensieri e Parole” nell’edificio del quartiere Capizzaglie confiscato alla cosca Torcasio. Un edificio-simbolo che ospita la Comunità Progetto Sud, fondata nel 1976 dal sacerdote bresciano, e la galassia di associazioni che vi ruotano intorno e che promuovono la diffusione di politiche di integrazione delle differenze contro tutte le forme emarginazione sociale. La comunità è stata spesso oggetto di intimidazioni da parte della ‘ndrangheta, in particolare dopo essersi stabilita nel fortino confiscato ai Torcasio.

Numerose le manifestazioni di solidarietà giunte a Don Panizza, a partire dal sindaco di Lamezia Terme Speranza che ha ribadito tutta la vicinanza e il sostegno della sua Amministrazione alla Comunità e alle sue attività quotidiane. Tante associazioni hanno espresso solidarietà, alcune hanno chiesto la video-sorveglianza dell’edificio e un programma di protezione per Don Panizza che, meno di un mese fa, era finito sulla copertina del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, come simbolo dei preti anti-ndrangheta.

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